La Serie B al via: ecco la griglia di partenza

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Sapete perché quasi nessuno fa la griglia di partenza completa? Perché è facilissimo sbagliare. Si vedono solo dichiarazioni banali e di elogio: la squadra che deve salvarsi “ha tutte le carte in regola per mantenere la categoria”, la squadra che vuole i playoff “può farcela”. Però è importante provarci, è importante delineare sulla carta il posto che le varie squadre dovrebbero occupare, così da capire quali obiettivi ci si può realisticamente porre.

Certo, il rendimento di ogni squadra dipende da mille fattori: ambientali, societari, di spogliatoio e non solo. Inoltre mancano oltre due settimane di calciomercato, in cui può succedere di tutto. Comunque ci siamo divertiti a mettere in fila, coi valori odierni, le rose di Serie B, a poche ore dal via del campionato (esordio del Como domani sera col Cagliari). L’anno scorso non era andata malissimo: le squadre che avevamo messo ai primi due posti sono effettivamente state promosse, e anche la posizione del Como più o meno l’avevamo azzeccata. Certo, non ci aspettavamo proprio Perugia, Pisa, Ascoli e Cremonese così in alto e Parma e Crotone così in basso. E anche quest’anno senz’altro ci sbaglieremo su qualcosa.

Ecco la griglia di partenza, ad oggi, del campionato cadetto! La sensazione è che le prime due abbiano una marcia in più, così come le ultime quattro abbiano qualcosa in meno. Nel mezzo, tante squadre ben costruite e un grandissimo equilibrio.

PRIMA FILA

GENOA: la rosa è extralarge, vedremo a fine mercato chi resterà e chi arriverà, però sulla carta il Grifone ha pochi punti deboli. La società sembra forte e ha grande fiducia in Blessin. Coda è una garanzia in questa categoria, il centrocampo è da Serie A. La pole position della griglia di partenza è rossoblu.

PARMA: nessuna rivoluzione, solo qualche puntello e, soprattutto, un cambio in panchina ben ponderato. L’undici di partenza è il più forte della categoria: la promozione passa dalle prossime cessioni e dagli ultimi botti che potranno allungare la rosa. Ad oggi manca la punta da 20 gol.

CAGLIARI: la rosa è di assoluto valore, però c’è qualche incognita. Pavoletti e Lapadula potranno giocare insieme, dando vita a una coppia da urlo, oppure si pesteranno i piedi? Giocatori come Rog e Nandez torneranno mentalizzati sulla maglia rossoblu? Liverani, noto allenatore da “tutto o niente”, otterrà tutto…o niente?

PISA: la staffetta D’Angelo-Maran potrebbe anche essere un upgrade, però i nerazzurri hanno perso Lucca, Birindelli, Leverbe, Puscas e Benali. E non tutti i sostituti danno certezze, anzi. Però è pur sempre la finalista uscente dei playoff: la candidatura alla promozione c’è.

SECONDA FILA

ASCOLI: tridente molto esperto formato da Bidaoui, Dionisi e Falzerano. Il valore della rosa è su per giù quello che ha fatto miracoli l’anno scorso, forse leggermente migliore, però l’incognita è il cambio in panchina. Da Sottil a Bucchi: il gruppo ne risentirà oppure farà ancora meglio?

TERNANA: riconfermato praticamente tutto l’organico dell’anno scorso, a cui sono stati aggiunti puntelli intelligenti come Bogdan, Di Tacchio e Coulibaly. Già la scorsa stagione ci si attendeva un piazzamento diverso dai ragazzi di Lucarelli, che a maggior ragione quest’anno possono ambire ai playoff.

BENEVENTO: tra Lapadula e La Gumina non cambiano solo quelle sei lettere. E’ andato via anche Vogliacco, giocatore importante. E i recenti malumori del presidente incidono. Però mister Caserta è valido e può portare le streghe ai playoff per il secondo anno di fila.

COMO: la coppia Cerri-Mancuso è di altissimo livello in B, così come una mediana con Bellemo, Fabregas e Baselli. Si attende soprattutto il portiere. Sarà compito di Gattuso trovare l’amalgama tattico, di spogliatoio e la solidità difensiva. Le speranze dei lariani passano da tutto ciò, oltre che dalla buona salute di Fabregas, Baselli e Cerri.

TERZA FILA

PERUGIA: i grifoni hanno cambiato tanto, molte scelte fatte sembrano intelligenti (Vulic, Melchiorri, Di Serio, Gori…) ma andranno provate in campo. Occhio all’effetto-Castori: non sarà l’allenatore più mediatico né il più “giochista”, ma ha portato in A Carpi e Salernitana.

REGGINA: discorso simile al Perugia. Tanti cambiamenti e un allenatore come Inzaghi che conosce bene la categoria. Una notevole infornata di nomi in attacco (Menez, Galabinov, Santander, Gori, Menez, Canotto) che Superpippo dovrà far convivere. Può venirne fuori un capolavoro così come una schifezza.

VENEZIA: prendere come allenatore Javorcic vuol dire avere la quasi-certezza di subire pochi gol. Però il progetto arancioneroverde non convince: troppe scommesse e poche certezze. Sì, Novakovich assicura diversi gol e Zampano è tanta roba, però il centrocampo è giovane e non è detto che possa reggere il contraccolpo della retrocessione. Occhio…

FROSINONE: Grosso ha perso buona parte dell’undici titolare dell’anno scorso, accogliendo tanti giovani promettenti (Moro, Mulattieri, Caso, Turati, Olivieri) e un veterano come Lucioni. Non sarà facile avvicinarsi ai playoff come l’anno scorso, anche se i talenti pronti a esplodere non mancano.

QUARTA FILA

CITTADELLA: praticamente la stessa squadra dell’anno scorso, è cambiato il terzino sinistro e sono arrivati due talenti come Embalo e Asencio. Stessa spiaggia, stesso mare, stessa salvezza tranquilla? Ma chissà se, con un anno in più di esperienza e conoscenza, il gruppo di Gorini potrà addirittura sognare in grande.

SPAL: il mercato ha sgraffignato a Venturato la coppia di difensori centrali, però gli ha dato un bell’upgrade in attacco col tandem La Mantia-Moncini. Difficile prevedere un exploit ferrarese, ma perlomeno potrebbe profilarsi un campionato più tranquillo rispetto all’anno scorso.

MODENA: è difficile non farsi abbagliare troppo dalla splendida vittoria contro il Sassuolo in Coppa Italia. La realtà è che Tesser è un ottimo allenatore, la rosa non è stata smembrata (ma Scarsella è una perdita importante) e sono arrivati giocatori di assoluto valore come Gargiulo, Diaw e Falcinelli. La più attrezzata delle neopromosse.

BRESCIA: i guai di Cellino hanno bloccato il mercato. Diverse rondinelle sono migrate altrove (Pajac, Palacio, Joronen, Leris, Jagiello, Mateju) e in entrata è stato fatto poco, facendo all in sul ritorno di mister Clotet che aveva fatto bene due anni fa. Intriga la scommessa Niemeijer, ma non basta per includere il Brescia tra le grandi. La mettiamo quintultima, però rispetto alle inseguitrici vediamo un bel divario.

QUINTA FILA

COSENZA: la difesa sembra molto fragile, mentre la trequarti è stata rinforzata con D’Urso e Brignola. Certo che sono andati via in tanti rispetto alla scorsa stagione, per questo Dionigi non avrà vita facile per portare la barca in porto. Molto dipenderà dalla vena di Larrivey.

SUDTIROL: la perdita di mister Javorcic è forse la più pesante, anche perché pure Zauli si è dimesso appena prima del campionato. Anche la rosa ha perso qualche pedina, però sono arrivati tanti buoni elementi tra cui D’Orazio, Mazzocchi e Carretta. Non saranno la vittima sacrificale.

BARI: basterà aver riconfermato quasi tutto il gruppo-promozione con l’aggiunta di Vicari, Folorunsho e Bellomo? Sulla carta, la squadra di Mignani dovrà soffrire non tanto per proprie colpe quanto per il livello alto del campionato. Poi chissà, ricreando l’entusiasmo dell’anno scorso le cose potrebbero anche andare meglio.

PALERMO: va bene il City Group, ma la piega che stanno prendendo le cose in Sicilia non è delle migliori. Elia e Sala sono buoni colpi, ma alcuni dei protagonisti della promozione non ci sono più e finora il mercato è stato quasi inesistente, senza se e senza ma. Ci mancava solo il terremoto in panchina…

 

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