Successo per l’Open Day dell’Università dell’Insubria: 750 ragazzi e la visita delle autorità

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da sinistra: il Rettore Angelo Tagliabue il sindaco di Como Mario Landriscina il prof. Domenico Maria Cavallo il Prorettore Stefano Serra Capizzano la prof.ssa Michela Prest il prof. Umberto Piarulli, direttore DISAT

OLTRE 750 RAGAZZI ALL’OPEN DAY DELL’INSUBRIA
A COMO, TRA SANT’ABBONDIO E VIA VALLEGGIO

Como, 23 marzo 2019 – Grande successo per la seconda giornata a porte aperte dell’Università dell’Insubria, a cui hanno partecipato oltre 750 ragazzi, con un incremento del 15 per cento rispetto allo scorso anno. La giornata si è svolta tra il Chiostro di Sant’Abbondio per le aree giuridico-economica e delle scienze umane e sociali e il polo di via Valleggio per le aree scientifico-tecnologica, sanitaria e sportiva.

Rispetto al passato, un numero elevato di aspiranti matricole è arrivato – oltre che da Como, Lecco, Varese, Monza Brianza e Milano -, anche da altre province della Lombardia, dal vicino Piemonte, dalla Svizzera (Lugano e Mendrisio) e dal resto d’Italia. Per esempio da Foggia e Lecce, Cosenza, Urbino, Pescara, Roma, Viterbo, Trento, Bolzano, Brescia, Aosta e un paio di ragazzi anche dalla Sardegna. Da segnalare la presenza di alcuni studenti da Francia, Romania, Macedonia e Albania.

Il Rettore Angelo Tagliabue è intervenuto per un saluto: «Alle future matricole oggi dico di scegliere in base alle proprie motivazioni, per poter vivere serenamente gioie e dolori del percorso universitario. Chi sceglie l’Insubria trova qualità e un ottimo rapporto con i docenti: oggi abbiamo oltre 11.200 studenti e 362 docenti, quindi il confronto è facilitato e reale. In particolare a Como, dove gli studenti sono circa 3000, le ipotesi di sviluppo sono interessanti sia dal punto di vista delle sedi e dell’accoglienza, che della didattica».

Anche il sindaco di Como Mario Landriscina ha presenziato all’open day e ha visitato con il Rettore il Polo Scientifico di via Valleggio, oggetto del progetto che l’Ateneo sta presentando per il bando degli Emblematici Maggiori di Fondazione Cariplo: «Questo è un Ateneo che non sta mai fermo, dove si respira un entusiasmo contagioso che mi piace da matti. Questa è l’Università della città e io l’appoggio con orgoglio».

Sono stati presentati tutti i corsi di laurea, anche quelli della sede di Varese, con oltre 100 docenti che hanno illustrato nei dettagli l’offerta formativa del giovane Ateneo fondato nel 1998: 3 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, 22 corsi di laurea triennale e 12 corsi di laurea magistrale. Gettonatissime le testimoniante dei tanti studenti ed ex studenti universitari che hanno raccontato con entusiasmo la loro esperienza e hanno posato per le fotografie con la mascotte Larry, che prende il nome dal Lario e fa il paio con la mascotte di Varese Olly che si chiama così per il fiume Olona. Erano inoltre presenti le associazioni studentesche, dalla Tigre Bianca agli Erasmus Angels.

studentesse in posa con la mascotte Larry

Aule strapiene per tutti i corsi, in particolare per Giurisprudenza, Mediazione, Comunicazione ed Economia nella sede di Sant’Abbondio e per Medicina e tutte le lauree scientifiche in via Valleggio.

Al termine dell’open day sono state fatte anche le simulazioni dei test di ingresso di Medicina e Odontoiatria e le prove di verifica delle conoscenze iniziali per Giurisprudenza, Turismo e Mediazione, prove che saranno considerate valide per l’immatricolazione in caso di esito positivo. I test nazionali di Medicina si terranno il 3 settembre in tutta Italia, quelli per le professioni sanitarie l’11 settembre. Invece è fissato per il 6 settembre il test per Scienze Motorie all’Insubria.

Per quanto riguarda l’accoglienza, in molti hanno visitato la residenza universitaria «La Presentazione», dove l’Insubria può offrire al momento 40 posti letto: sono in programma investimenti per poter ampliare l’offerta andando a occupare gli spazi lasciati liberi dal Politecnico di Milano, che è tuttora proprietario della struttura ma, come è noto, ha chiuso i suoi corsi a Como.

Nel giorno dell’Open Day dell’Università dell’Insubria a Como, il Rettore Angelo Tagliabue, il Prorettore Stefano Serra Capizzano, il sindaco Mario Landriscina, i docenti Michela Prest e Domenico Cavallo, Sonia Garziera dell’Ufficio Tecnico e un gruppo di giornalisti hanno visitato il Polo Scientifico di via Valleggio, sede del Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia. Il Polo, che vanta laboratori all’avanguardia e gruppi di ricerca nazionali e internazionali, e che ospita i corsi di laurea delle scienze dure, è il protagonista del progetto per gli Emblematici Maggiori della Fondazione Cariplo, in cui l’Università diventa luogo di collaborazione e co-progettazione del futuro non solo di questo quartiere ma dell’intera città di Como. L’intervento emblematico riguarderà la riqualificazione del Polo Scientifico andando ad agire ad esempio sull’Aula Magna di Via Castelnuovo e sul ridisegno di una parte della piazza con nuovi spazi per gli studenti e soprattutto per i cittadini.

Ecco tutti gli interventi:

Il Rettore Angelo Tagliabue: «La prospettiva dell’Ateneo si basa sull’incontro con i futuri studenti, nostri datori di lavoro, ma anche sul confronto costante e sul dialogo con il territorio che ci ospita. La sfida principale è lavorare sulla qualità della didattica, della ricerca e dei servizi, pur volendo rimanere nella fascia degli atenei di piccole-medie dimensioni. Per questo l’Università dell’Insubria punta sullo sviluppo di reti e progetti regionali, come la creazione di un polo universitario nell’area di Busto Arsizio, ma anche sulla crescita di quello comasco, considerando anche il trasferimento del Politecnico di Milano. Un segno tangibile di questo intento è l’attivazione del nuovo Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio: un progetto in programma già da diverso tempo che ha trovato attuazione con la nuova governance e che realizzato la corretta collocazione didattica e scientifica dell’area umanistica. Questo passo rappresenta inoltre un riequilibrio per lo sviluppo del polo comasco rispetto a quello varesino, sede del rettorato».

da sinistra:
il Rettore Angelo Tagliabue
il sindaco di Como Mario Landriscina
il prof. Domenico Maria Cavallo
il Prorettore Stefano Serra Capizzano
la prof.ssa Michela Prest
il prof. Umberto Piarulli, direttore DISAT

Mario Landriscina, sindaco di Como: «La presenza viva dell’Università dell’Insubria nella nostra città rappresenta un valore collettivo e una responsabilità. Il proficuo dialogo con l’Ateneo avviato fin dal nostro insediamento permette di valorizzare ulteriormente le potenzialità di Como e di consolidare una rete che continua a sviluppare un’offerta formativa completa e di livello elevato, con ricadute positive sul sistema culturale e sull’attrattività del nostro splendido territorio. Il Comune non mancherà di svolgere in modo diligente il proprio ruolo di coordinamento e propulsione verso una crescita armonica dei soggetti che apportano contributi nell’ambito della cultura e della formazione».

Stefano Serra Capizzano, Prorettore Vicario e docente di analisi numerica: «Se il Magnifico Rettore ha posto l’accento e giustamente sul nuovo DiSUIT, Dipartimento di Scienze Umane e dell’Innovazione per il Territorio, che la Governance tutta ha voluto fortemente, voglio ora ricordare che i due Dipartimenti già esistenti, ovvero il DiDEC (Diritto, Economia e Culture) e il DiSAT (Scienza e Alta Tecnologia), esprimono una ricerca di altissimo livello ed internazionalmente riconosciuta ed una didattica innovativa e sempre più attraente. Abbiamo infatti a Como una notevole presenza di corsi di studio: Chimica, Fisica, Matematica, Giurisprudenza, Mediazione Linguistica, Scienze del Turismo, Scienze della Comunicazione (con Varese), Scienze dell’Ambiente e della Natura (con Varese). Ad essi si affiancherà Informatica presente ad oggi solo a Varese e che arriverà a Como con il nuovo anno accademico 2019/2020. Tale corso, voluto dalla Governance e richiesto dal Territorio, rappresenta un passo di arricchimento importante, sia dal punto di vista culturale, sia per gli sbocchi professionali dei nostri futuri studenti. Insomma rappresentiamo un Ateneo giovane, vitale, in crescita, che è proiettato internazionalmente anche con le lauree a doppio titolo, ma che punta con convinzione ad alleanze sul territorio».

Sonia Garziera, funzionaria dell’Ufficio manutenzioni della sede di Como: «L’Università degli studi dell’Insubria ha bisogno di nuovi spazi ma, soprattutto, vuole diventare protagonista della rinascita di un quartiere dalle grandi potenzialità: quello del Polo Scientifico di via Valleggio. Il progetto sviluppato con i colleghi arch. Alessandro Zanoletti e p.i. Mario Ferraro, finalizzato anche alla richiesta del contributo di Fondazione Cariplo, ha come obiettivo la creazione di sinergie positive e relazioni tra l’Università, gli Enti territoriali e la città di Como. La strategia complessiva, le scelte di progetto, le modalità operative e i criteri di analisi delle azioni di intervento, nascono dall’idea ormai consolidata di urban regeneration, vale a dire l’insieme di attività che hanno come scopo il recupero e la riqualificazione del patrimonio immobiliare, sia pubblico che privato, alla scala urbana e ne rilanciano l’immagine, non solo a livello estetico, ma con interventi di natura culturale e sociale, economica ed ambientale, con il fine di migliorare la qualità della vita».