LacMus Festival: “Moonlight at Balbianello” giovedì 20 agosto a Villa del Balbianello

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“Moonlight at Balbianello” è il suggestivo titolo del concerto che LacMus Festival propone giovedì 20 agosto alle ore 21 alla Villa del Balbianello. Protagonisti assoluti, come per la prima giornata di questa breve ma intensa edizione 2020, sono il pianoforte e l’opera di Beethoven, nel 250° anniversario dalla nascita.

La meravigliosa location di Villa del Balbianello

Louis Lortie, anima del Festival, ha confezionato un programma accostando tre Sonate che hanno un dedicatario in qualche modo legato al Lario e che, nel contempo, sono accomunate da un clima lirico, contemplativo, disteso. Si tratta della n. 4 op. 7, della n. 14 op. 27 n. 2, che dà il nome alla serata in virtù del famoso titolo apocrifo “Al chiaro di luna”, e della n. 30 op. 109, che splende con il suo luminoso mi maggiore nel trittico sublime delle ultime Sonate.

Come spiega lo stesso pianista, la concezione di questo recital nasce dall’aver scoperto come molte delle donne cui Beethoven dedicò le sue opere, e che pertanto potrebbero essere ipoteticamente identificabili con la misteriosa “amata lontana”,  avessero un nome italiano. Lortie ha dunque scelto di accostare tre sonate dedicate a nomi femminili che risultano in qualche modo collegati alla zona del Lago di Como.  Racconta l’artista: “L’op. 7 possiede un senso di infinito, conferito dal suo ampio spaziare, che la rende forse la prima vera sonata romantica. L’atmosfera e le modulazioni che si incontrano nel terzo e nel quarto movimento sono così profetiche che qualcuno potrebbe dire che Schubert abbia trovato già abbozzate in quest’opera quelle che saranno le sue meditazioni”. Dedicataria è Babette von Keglevich, contessa Odescalchi. La famiglia degli Odescalchi è molto conosciuta a Como, sua città d’origine. La contessa aveva 16 anni quando Beethoven divenne il suo insegnante: si racconta che, poiché abitavano vicinissimi, il maestro avesse l’abitudine di presentarsi a dare lezione alla giovane allieva in vestaglia e pantofole. L’op. 109 è invece dedicata a Maximiliane Brentano, figlia di Antonie Brentano e imparentata con la famosa scrittrice tedesca Bettina Brentano. Molti pensano che Antonie fosse la vera “amata lontana”. La famiglia Brentano è molto conosciuta a Tremezzo. L’op. 109 è la prima sonata dell’ultima trilogia (op. 109-110-111) e mostra come Beethoven avesse compiuto un’evoluzione nella libertà del concepire sequenze di movimenti inusuali. Scrive ancora Lortie: “L’op. 27 n. 2 “Al Chiaro di Luna” è diventata fin troppo famosa: Beethoven a volte si adirava del fatto che le persone dessero così tanta attenzione a questa sonata e non alle altre, che egli preferiva maggiormente. Liszt descrisse nel modo migliore i tre movimenti di questa sonata: “un fiore tra due abissi”. Certamente la dedica a Julie (“Giulietta”) Guicciardi, un’altra contendente al titolo di amata lontana, contribuì a creare la leggenda. Giulietta era nata a Reggio Emilia, il padre si trovava a Vienna per svolgere funzioni diplomatiche. Almeno uno dei suoi discendenti ha legami con Ossuccio, in Tremezzina”.

Lortie ha scelto il dedicare questo recital alla memoria del suo più importante maestro, Leon Fleischer, scomparso lo scorso 2 agosto all’età di 92 anni. Anche Fleischer, come lui, ha vissuto momenti importanti sul Lago di Como, dove, da adolescente, ebbe la fortuna di studiare con il leggendario Schnabel. “Quando arrivai in Tremezzina dieci anni or sono” – racconta Lortie – “ho pensato che probabilmente in questi luoghi avrei potuto trascorrere le tappe finali del percorso della mia vita. Ho studiato moltissimo le Sonate di Beethoven con Leon. La Tremezzina con il suo potere magico crea straordinari legami artistici tra diverse generazioni”.

Il protagonista e ideatore del concerto, il pianista franco-canadese Louis Lortie, è rinomato in tutto il mondo per la sua originalità interpretativa, figlia di un ampio repertorio. The Times ha trovato in lui una “combinazione di spontaneità e maturità che solo i grandi pianisti hanno”. Louis Lortie ha collaborato con famosi direttori d’orchestra tra cui Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Kurt Masur, Seiji Ozawa, Charles Dutoit, Neeme Järvi, Wolfgang Sawallisch, Hannu Lintu. Ha inoltre preso parte a numerosi progetti di musica da camera con Augustin Dumay e forma un affiatato duo con la pianista canadese Hélène Mercier. Impegni recenti hanno previsto esibizioni con le Orchestre Sinfoniche di Bournemouth, Boston, Montréal e Vienna, l’Orchestra Sinfonica del Quebec e l’Orchestre National de France. Louis Lortie ha al suo attivo più di trenta registrazioni per l’etichetta Chandos. Dall’ottobre 2016 è Master in Residence alla Queen Elisabeth Music Chapel di Bruxelles, in collaborazione con la quale ha dato vita a LacMus Festival.