Il Como è un cavallo scosso e pigro. Ora si volti pagina

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Crisi nera per i lariani, sconfitti anche dal Sudtirol. Si attende una nuova guida tecnica e un netto cambio di rotta

I quasi due anni di gestione di Giacomo Gattuso, parlano i risultati, sono stati un gran successo: una promozione inattesa e, in B, una salvezza molto più tranquilla delle previsioni. Il tutto sulla panchina della squadra della propria città e di cui Gattuso è tifoso da sempre. Romantico, oltre che vincente. Alla base di quei trionfi ci sono le capacità del tecnico 54enne, che ha saputo tenere unito lo spogliatoio anche nei momenti più difficili e spesso ha preparato le partite con sapienza. Grandi meriti anche ai suoi ragazzi e alla sua dirigenza, che l’ha sempre protetto e che ha dato stabilità al gruppo-squadra. E, perché no, c’è stato anche un pizzico di fortuna: si pensi ai suicidi di Pro Vercelli e Alessandria nella stagione in C e alla quota salvezza bassissima l’anno scorso.

Il finale di questa storia però non è lieto. L’ultimo flash biancoblu di Gattuso rimarrà la rimonta subita dal Cagliari all’esordio. Poi un malessere non ancora chiarito l’ha tenuto lontano dalla rosa, che ne ha risentito. Ad onor del vero, le criticità emerse nelle prime uscite stagionali si erano viste anche l’anno scorso con Jack in panchina: troppe espulsioni, gioco prevedibile, atteggiamento eccessivamente difensivo quando si va in vantaggio, infortuni in abbondanza, difesa perforabile. Tutte cose su cui l’anno scorso si è messa una pezza grazie all’unione del gruppo e al filotto del girone d’andata, decisivo per la salvezza e per il quale Gattuso ha grandi meriti.

Visti i rinforzi dal mercato, in questo 2022/2023 si attendevano miglioramenti. Non ci sono stati, anzi, a differenza dell’anno scorso non sembra nemmeno esserci un gruppo forte e coeso. Tanti nomi che non sono una squadra. Probabile che i malesseri del mister non abbiano aiutato in questo senso.

In ogni caso, oggi il Como è penultimo in classifica (oltre che eliminato malamente dalla Coppa Italia) ed è reduce da due partite a dir poco disastrose. Il Sudtirol ha vinto 2-0 al Sinigaglia colpendo addirittura un paio di legni. Le reazioni isteriche o disperate non hanno senso: la stagione è lunghissima e c’è tempo per recuperare. Certo è che servono soluzioni drastiche.

Nelle scorse ore abbiamo letto tanti post toccanti, traboccanti di sentimento verso un uomo che si è fatto voler bene da tutti. Ed è giusto e doveroso mostrargli affetto e stima. Chi scrive non ha un rapporto così stretto con Jack e quindi viene più facile essere equilibrati e lucidi. La realtà è che non ha nessun senso cercare un allenatore che semplicemente ricopra ad interim una casella lasciata scoperta. I tecnici bravi hanno il loro staff e non possono essere presi come tappabuchi aspettando il ritorno del predecessore.

Tutti noi siamo grati a Gattuso per i risultati che ha ottenuto e per il bene che vuole al Como. E con tutto il cuore gli auguriamo di riprendersi prontamente e di togliersi altre soddisfazioni professionali. Adesso però bisogna voltare pagina. Nessuna persona è al di sopra di una squadra di calcio che rappresenta un’intera città. E qui c’è una società che ha speso, ci sono migliaia di tifosi che dedicano tempo e soldi e, di contro, ci sono giocatori che camminano e non esiste una guida tecnica. Oggi il Como sembra uno dei cavalli scossi del Palio di Siena, quelli che rimangono senza fantino, continuano a correre ma raramente vincono. Ecco, lo scopo di una squadra di calcio è vincere le partite e far felici i tifosi. E a più di due mesi dal raduno, oggi semplicemente in campo il Como non esiste. Due mesi buttati.

Quindi adesso si prenda in fretta l’allenatore più bravo e più adatto (di nomi liberi e validi ce ne sono diversi, Wise e Ludi sapranno valutare), si valuti come creare un gruppo che oggi non sembra esserci e ci si dia da fare. Forza Como!

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