La trasferta in Friuli somiglia molto a un match point salvezza. Vincere regalerebbe uno sprint finale più sereno e spavaldo

Non sarà la partita più blasonata, ma è forse la più importante. Il Como vuole assolutamente approfittare di questo scontro col fanalino di coda del campionato: vincere vorrebbe dire riscattare la brutta sconfitta con la SPAL e, soprattutto, arrivare a quota 39 punti ed essere praticamente salvi, a meno di filotti di sconfitte incredibili. Soprattutto se Alessandria e Cosenza non facessero bottino pieno. E allora togliamoci questo pensiero, liberiamoci dal fardello di dover giocare per la salvezza e regaliamoci la possibilità di giocare con spavalderia partite super affascinanti (Perugia, Parma, Monza, Pisa, Cremonese), per vincerle.

Certo, non sarà una passeggiata. Le assenze incidono: mancheranno Chajia, Varnier, Scaglia, Cerri e Gatto. Pure Solini e Blanco non sono al top. E poi il Pordenone non sembra ancora rassegnato alla retrocessione. Però le sette sconfitte consecutive dei ramarri impongono al Como di giocare col giusto atteggiamento, per vincere, senza nessuna paura. Anche perché i benefici di classifica in caso di vittoria sarebbero enormi.

Probabilmente Jack Gattuso punterà sulla voglia di riscatto di Ciciretti, che ha iniziato la stagione proprio a Pordenone con risultati non eccezionali. L’altro esterno sarà il rientrante Parigini, con Arrigoni e Bellemo in mezzo. In difesa ecco Vignali, Bertoncini, Ioannou e uno tra Solini e Cagnano. In porta dovrebbe toccare ancora a Facchin nonostante il rientro tra i convocati di Gori, mentre davanti sono in tre per due maglie.