Un furto, una rapina e una tentata estorsione: a Como si scatena la microcriminalità. 3 arresti

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Un furto, una rapina e una tentata estorsione: a Como città si scatena la microcriminalità: 3 arresti della Polizia di Stato.

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 4 gennaio, le Volanti della Polizia sono intervenute al supermercato Esselunga di via Carloni a Como. L’addetto alla sicurezza aveva trattenuto un uomo che, dopo aver asportato della merce dagli scaffali, per un importo di circa 150 euro, la aveva nascosta nel giubbotto e nello zaino ed aveva oltrepassato le casse, senza pagare.

I poliziotti giunti sul posto hanno preso in consegna l’uomo. È un italiano di 48 anni nato a Paderno Dugnano (MI) e residente a Cucciago (CO) con svariati precedenti penali. Una volta portato in Questura per l’identificazione e la compilazione degli atti, è stato arrestato. Successivamente il P.M. di turno, avvisato dagli agenti, ha disposto di trattenere l’arrestato nelle camere di sicurezza della Questura in attesa del processo per direttissima fissato per oggi.Per l’uomo, il Questore di Como ha anche disposto la misura dell’Avviso Orale.

La rapina al centro massaggi di via Varesina a Como

Più rocambolesca e complicata la vicenda che, nella tarda serata, ha portato all’arresto due giovani ragazzi. Sono un 18enne algerino residente a Como e un 27enne senegalese senza fissa dimora, entrambi pregiudicati e ritenuti i responsabili di una rapina avvenuta nel centro massaggi di via Varesina a Como e del successivo tentativo di estorsione del maltolto, operato nei confronti della titolare del centro.

I fatti

Tutto ha avuto origine verso le 22.30 circa quando la donna, una cittadina cinese di 44 anni, ha chiamato il 112 riferendo di aver subito una rapina ad opera di due giovani. Li ha descritti come uno di colore e l’altro con carnagione più chiara ed erano entrati nel negozio suonando il campanello. Una volta all’interno, con i cocci di una bottiglia di birra avevano minacciato sia la titolare sia una collaboratrice, anche lei cinese, di 51 anni.

Gli agenti della Squadra Volante, intervenuti immediatamente, hanno ottenuto le descrizioni fisiche e dell’abbigliamento dei due rapinatori, diramandole a tutte le altre pattuglie presenti sul territorio.

Il bottino e il cellulare

Il bottino, a quanto riferito, consisteva in due anelli d’oro sfilati alla collaboratrice cinese, oltre a circa 200 euro in banconote di vario taglio e al telefono cellulare sottratti dalla borsa della titolare. Poco dopo però uno degli agenti, fingendosi un amico della vittima, ha chiamato l’utenza della signora nel tentativo di tornare in possesso del cellulare rapinato, giustificando la richiesta con la presenza di foto e di dati personali contenuti nella memoria dell’apparecchio.

Il malfattore che ha risposto alla chiamata e, allettato dalla proposta, ha acconsentito alla restituzione del telefono. Chiedeva il pagamento di 500 euro e, subito dopo, alzava il prezzo a 1000 euro. L’appuntamento per la restituzione era stato fissato dopo mezz’ora alla stazione delle ferrovie nord di Como Borghi.

Gli agenti delle volanti, chiesto aiuto anche a personale della Squadra Mobile, hanno quindi organizzato un velocissimo servizio di appostamento nella zona interessata, scovando i due ragazzi nei pressi della stazione.

L’arresto

I due rapinatori, appena intravisti gli agenti, sono fuggiti dividendosi. Soltanto uno dei due, il 18enne algerino, è stato immediatamente bloccato ed è stato trovato in possesso del telefono cellulare della vittima.

Una volta portato in Questura ha confessato il nome del suo complice, rintracciato dopo pochi istanti in Piazza San Rocco e trovato in possesso dei soldi e degli anelli rapinati.

I due, una volta identificati e riconosciuti dalle vittime a seguito di una individuazione fotografica, sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso e tentata estorsione e, come disposto dal Pubblico Ministero di turno, associati alla casa Circondariale di Como.

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