Giornata no per i lariani, che tornano dalla Campania con un risultato pesantissimo sul groppone

Ad un certo punto abbiamo temuto che un meteorite potesse colpire la metà campo del Como. O che un piccione di passaggio sullo stadio Vigorito si insaccasse all’incrocio dei nostri pali. Perché nella trasferta di Benevento tutto ciò che poteva andare storto, è andato storto. In piena armonia con l’applicazione più comune della legge di Murphy. È così arrivata una sconfitta pesantissima da cui, però, si possono trarre davvero poche conclusioni.

Gattuso ha fatto turnover: Bertoncini, Peli, Blanco, Cagnano e Gabrielloni dal 1’ con Scaglia e Parigini a riposo. Ma Benevento-Como gira già nei primi minuti e la responsabilità, pesante, è di un giocatore finora eccellente come Solini. Che prima si è fatto ammonire per un fallo evitabile, poi, al 10’, ha intercettato di mano un tiro di Forte: cartellino rosso e rigore, realizzato dallo stesso bomber ex Venezia. Una partita già difficile diventa un Everest invalicabile.

Anche perché gli episodi sfavorevoli non sono finiti. Al 20’ il Benevento raddoppia, ancora su rigore: Foulon viene colto in fuorigioco e poi atterrato da Vignali, ma il Var segnala che l’offside non c’è e così arriva il raddoppio dagli undici metri di Insigne. Due rigori e un’espulsione contro in 20’: roba da record. Il Como reagisce di rabbia, ma al 38’ Insigne si inventa un tiro al volo che naturalmente si insacca all’angolino. A inizio secondo tempo un tiro-cross sbatte sul palo alla destra di Facchin e finisce ovviamente sui piedi di Forte, che fa 4-0. Al 62’ arriva anche il pokerissimo: tiro da fuori di Acampora e papera di Facchin. A questo punto il Benevento si ferma, ma il garbage time di mezz’ora ci regala un infortunio muscolare a Scaglia, che speriamo non sia niente di grave.

Càpitano partite così nell’arco di una stagione e vanno prese con filosofia. Non è giusto dare la colpa all’arbitro né alla sfortuna, che nel calcio esiste solo in rari casi. Farsi ammonire dopo pochi minuti per un’entrata inutile è un errore e il Como lo ha pagato caro. Ed entrambi i falli di Solini erano da ammonizione, c’è poco da fare. Il rigore causato da Vignali è un errore. Rimanere con quattro centrali difensivi in rosa – tra cui il fragilissimo Varnier – è un altro errore e adesso il rischio è che col Brescia l’unico disponibile sia Bertoncini (tra l’altro anche i mediani sono quattro di numero, altro errore). Ma una squadra che deve salvarsi gli errori li fa, è normale. Per il resto la reazione tutto sommato c’è stata, almeno fino al 3-0. E la classifica resta buona: i playoff si allontanano inesorabilmente ma il quintultimo posto è ancora a undici punti. E’ questa l’unica buona notizia in un pomeriggio di tortura per i tifosi comaschi.