Arriva a Como il tour nazionale ‘Fermata Alzheimer’ il 22 settembre

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Farà tappa a Como martedì 22 settembre in Piazza Cavour dalle 10 alle 18, con il patrocinio del Comune di Como, il tour “Fermata Alzheimer” voluto anche quest’anno da Korian per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle demenze, che colpiscono solo in Italia 1 milione e 200 mila persone e 50 milioni nel mondo. La crescita negli ultimi anni è vertiginosa e si stima che il numero triplicherà in 30 anni. Nel mondo ogni tre secondi una persona sviluppa una demenza.

Il Gruppo Korian, con centri in Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Spagna, è leader europeo nei servizi di assistenza e cura, e vanta una forte expertise nella gestione di pazienti con demenza. L’Alzheimer e le demenze in genere sono infatti una delle prime cause di ricovero in residenze assistite.

Presso lo stand Korian sarà possibile fare gratuitamente un’esperienza immersiva nell’Alzheimer grazie all’utilizzo di visorimultimediali di virtual reality (VR) / realtà aumentata e tutti coloro che vorranno potranno essere proiettati per 10 minuti in una “realtà parallela”, quella della malattia. Inoltre, quest’anno sarà inaugurato un portale online con nuovi contenuti che comprendono video informativi e interviste, articoli redatti da specialisti, brochure e guide con consigli utili. La nuova pagina webvuole essere uno spazio virtuale dedicato all’approfondimento della tematica, con l’obiettivo di diventare un importante punto di riferimento per le persone che hanno bisogno di informazioni e nozioni riguardo la malattia, ma anche e soprattutto aiuto.

“Fermata Alzheimer”, che si è confermato un progetto di successo vincendo lo scorso giugno l’importante premio Sabre EMEA Award nella categoria “Marketing to Seniors”, si è reso quest’anno ancor più necessario a causa dell’emergenza Covid-19. Le restrizioni imposte dalle autorità in seguito all’epidemia, infatti, possono accentuare i sintomi neuropsicologici dei soggetti affetti da demenza, impattando sulla loro quotidianità e sui caregiver. Proprio a questi ultimi è rivolta la guida “Pandemia Covid-19. Consigli per familiari e assistenti delle persone affette da demenza”, realizzata in collaborazione con il Professor Trabucchi e il Dottor Rozzini del gruppo di ricerca geriatrica di Brescia appositamente per il tour (disponibile qui: https://www.korian.it/korian-per-alzheimer).

Proprio su questo aspetto ha puntato l’attenzione Federico Guidoni, CEO Korian Italia: “Visti gli ottimi riscontri ottenuti lo scorso anno da parte di cittadini e Istituzioni, e visti gli effetti che il lockdown e questi mesi hanno sui pazienti affetti da Alzheimer, abbiamo fortemente voluto ripetere il tour anche in questo 2020 così particolare. La malattia purtroppo progredisce e l’emergenza Covid che stiamo vivendo presenta una sfida difficile sia per il paziente affetto da decadimento cognitivo, che si trova a vivere una routine modificata dalle restrizioni, sia per il familiare che lo assiste che può aver bisogno di parlare con persone competenti per ricevere informazioni su come comportarsi, sul significato della malattia e sulle possibili forme di assistenza attuabili”.

“L’amministrazione comunale è al fianco di questa iniziativa perché ritiene che gli anziani e le malattie connesse alla terza età siano un tema cui tutti dobbiamo dedicare attenzione, al di là delle misure che l’amministrazione intraprende attraverso i servizi sociali, anche per non lasciare sole le famiglie che si trovano ad affrontare il percorso di cura e sostegno”, ha dichiarato l’Amministrazione comunale.

Per tutta la giornata i professionisti di Korian offriranno ai caregiver consigli e informazioni su come supportare al meglio un parente o un conoscente affetto da demenza. In ottemperanza alle normative per il contenimento del Covid-19, per ogni tappa sarà obbligatoria la prenotazione della propria esperienza immersiva con il simulatore (https://www.korian.it/fermata-alzheimer#prenota), e verrà consigliato l’utilizzo di cuffie/auricolari personali (provvisti di cavo e non bluetooth). I visori e le cuffie fornite allo stand avranno una protezione usa e getta e verranno disinfettati dopo ogni utilizzo. Durante tutta la manifestazione verranno garantite le norme di sicurezza e prevenzione anti-Covid (distanza di sicurezza, compilazione delle dichiarazioni triage, disinfezione mani, mascherina obbligatoria, disinfezione stand e attrezzature).

Korian offre ogni anno assistenza a 5500 pazienti affetti da questa patologia, forte di un approccio che prende il nome di Positive Care”. Il Positive Care è la metodologia sviluppata da Korian oltre 15 anni fa per supportare i propri pazienti ed è ispirato alla neuropsichiatra ed educatrice Maria Montessori. Per le forme di Alzheimer e di demenza grave, Korian dispone inoltre in Italia di 20 centri specializzati dotati di un nucleo protetto e due Centri Diurni Integrati appositamente dedicati. In tutte queste strutture vengono offerte ai malati di Alzheimer le condizioni necessarie di tutela e gli stimoli riabilitativi adeguati alle loro compromesse capacità cognitive e funzionali attraverso specifici progetti di terapia non farmacologica, uno dei punti cardine della Positive Care.

 

LE TAPPE DEL TOUR “FERMATA ALZHEIMER”

Per seguire le tappe: https://www.korian.it/fermata-alzheimer e https://www.facebook.com/Korian.it   

POSITIVE CARE: COS’È

Il Positive Care è la metodologia “brevettata” da Korian per supportare i propri pazienti. Con il Positive Care il paziente viene messo al centro del programma di cura: si tratta di offrire a ciascuno un percorso assistenziale personalizzato in base ai bisogni personali, qualunque sia la sua condizione di salute. Lo staff di Korian elabora un preciso percorso di cura personalizzato che prevede il coinvolgimento del team multidisciplinare, il quale definisce gli strumenti ed i percorsi specifici per ciascun paziente al fine di aiutarlo a preservare le proprie capacità in un ambiente adeguato, dove ci si senta sicuri e protetti.

Il Positive Care è stato sviluppato dai team Korian oltre 15 anni fa ed è ispirato alla neuropsichiatra ed educatrice Maria Montessori, che ha sviluppato quello che oggi è diventato noto come “metodo Montessori”. Didier Armaingaud, Direttore Medico di Korian Group, insieme agli specialisti Korian, ha quindi sviluppato l’approccio Positive Care a partire dal concetto montessoriano dell’“aiutami a farlo da solo secondo il quale essere indipendente è in primo luogo una questione di essere in grado di scegliere autonomamente.

Secondo gli studi Korian, l’approccio montessoriano può essere applicato anche alla cura degli anziani e di tutti quei pazienti affetti da malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. L’idea è quella di affiancare alla migliore qualità assistenziale l’empatia, per cercare di preservare le capacità residue delle persone, la loro indipendenza e, non ultimo, ridar loro la gioia di vivere. Il progetto prevede anche il coinvolgimento dei familiari e dei caregiver, che divengono centrali per la cura del loro caro, al fine di stimolare una partecipazione attiva che concretizzi il concetto di “umanizzazione delle cure”. La centralità del caregiver non può essere ignorata: soltanto in Italia si calcolano 3 milioni di persone coinvolte nell’assistenza dei loro cari[2]; nel mondo si stima che questi sono per oltre il 70% donne[3].

Il Positive Care si avvale anche di innovative soluzioni architettoniche e di design appositamente studiate per migliorare le condizioni di vita quotidiana dei pazienti. I nuovi progetti di Korian vanno ad abbandonare progressivamente la logica del “posto letto” per sostituirla con quella di uno spazio di residenza il più possibile familiare che consenta la prosecuzione di un progetto di vita, favorendo relazioni umane e affettive, attività, gesti, aspirazioni, pensieri ed emozioni.

Non per ultimo, il nuovo modo di configurare gli ambienti porta necessariamente a cambiare l’approccio di tutti i soggetti dell’assistenza; per questo Korian sta eseguendo un piano di formazione costante delle proprie equipe per un totale di 5000 operatori Korian coinvolti.

[1] World Alzheimer Report 2019

[2] Secondo i dati dell’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, disponibili a questo sito: https://demenze.iss.it/

[3]  Il World Alzheimer Report 2018 ha calcolato che il numero di ore fornite dai caregiver in un anno è di circa 82 miliardi, e di queste il 71% è da attribuire alle donne.