Socrate il Sopravvissuto/Come le foglie al Teatro Sociale di Como. In scena la compagnia Anagoor

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Socrate il sopravvissuto/come le foglie

dagli insegnamenti di Socrate alla violenza della nostra società;

dalle leggi non scritte della polis greca ad una classe che affronta gli esami di maturità nel 2001;

dalla narrazione della morte di Socrate alla cruenta strage narrata dal libro di Antonio Scurati;

la paideia all’epoca di Platone come nel nostro secolo: evoluzione ed involuzione.

 

TEATRO SOCIALE DI COMO
giovedì, 21 febbraio – ore 20.30
SOCRATE IL SOPRAVVISSUTO/COME LE FOGLIE
liberamente tratto dal libro di Antonio Scurati Il sopravvissuto
con innesti liberamente ispirati a Platone, Cees Nooteboom e Georges I. Gurdjieff

una suggestiva scena dello spettacolo

 

La scuola, l’educazione e il loro rapporto con la stretta attualità, tra la filosofia antica e gli echi di cronache violente che hanno avuto come palcoscenico le scuole: ecco cosa porterà in scena Socrate il sopravvissuto/Come le foglie al Teatro Sociale di Como giovedì 21 febbraio alle ore 20.30.antonio scurati

 

Con Socrate il sopravvissuto, la compagnia Anagoor entra in una classe come tante. Partendo da alcune pagine del romanzo di Antonio Scurati, Il sopravvissuto, (vincitore del Premio Campiello nel 2005) l’opera cerca di rivelare il punto di vista dell’educatore, di fronte ad una classe di studenti. La narrazione procede su due piani paralleli, attraverso due linguaggi differenti (quello teatrale e quello cinematografico), portando lo spettatore a scrutare le ore che precedono la morte del filosofo Socrate così raccontate da Platone (Alcibiade I e II, e Fedone soprattutto), e l’ora in cui lo studente Vitaliano Caccia massacra a colpi di pistola l’intera commissione di maturità, lasciando in vita il solo insegnante di storia e filosofia (Andrea Marescalchi). In questa trama che racconta simultaneamente due esiti diversi (la condanna a morte di Socrate e la strage di Vitaliano Caccia), viene squadernato il pensiero occidentale, dalle sue origini ai suoi inevitabili e tragici esiti storici.

Filosofia e tragedia, morte e comunicazione, rispetto ed educazione sono solo alcuni degli spunti di riflessione presenti ne Socrate il sopravvissuto/come le foglie che intreccia brani del Fedone – uno dei più celebri dialoghi di Platone – con la vicenda raccontata da Antonio Scurati. Oltre a questi, pagine dal filosofo e mistico armeno Georges Gurdjieff e da La storia seguente dello scrittore olandese contemporaneo Cees Nooteboom. A fare da comune denominatore il ruolo dei Maestri, nel passato e nel presente.

Tutto ciò ha valso allo spettacolo il Premio Rete Critica 2016 come spettacolo dell’anno, Premio della Critica 2016 – Associazione Nazionale Critici del Teatro, nonché la Candidatura come spettacolo dell’anno ai Premi UBU 2016.

Ma non è solo la morte e il continuo rimarcare una contemporaneità non condivisa, ad emergere in entrambi i percorsi è altresì il contesto dell’educazione, della paideia, che fornisce una chiave di lettura imprescindibile e fondamentale in entrambi i testi letterari, alla base di questa produzione teatrale del 2016, a cura della compagnia Anagoor: il rapporto fra docente e discente, fra discepolo e maestro.

Se nell’episodio descritto da Platone, la morte di Socrate è narrata secondo quelli che potevano essere i dettami aristotelici e orazioni (quelli del decorum, contrario ad una rappresentazione della morte), la messa in scena del massacro in classe è diretta, immediata, cruenta, quasi una mimesi calzante della nostra contemporaneità.

Nelle due ore di questo spettacolo, la storia del pensiero occidentale viene squadernata in tutta la sua più complessa attualità: se sono cambiate le modalità della narrazione e lo story-telling avviene con accostamenti e modalità diverse, la fragilità umana rimane una costante.

È una riflessione sul bisogno di guardarsi negli occhi tra docenti e studenti – spiega il regista Simone Derai –per riflettere sulla cura della coscienza del cittadino. Nel nostro tempo, che porta con sé numerosi mutamenti, la questione educativa sembra diventata un tema marginale e inaffrontabile allo stesso tempo, sempre aggirata per mezzo di riforme scolastiche capaci di mortificare insegnanti, ragazzi e il processo stesso della conoscenza.”

La drammaturgia, assolutamente originale ed efficace, dimostra come i testi dell’antichità classica non siano obsoleti, anzi, come continuino ad essere portatori di valori universali.

 

INFO
Biglietti a 20€ + prevendita, in vendita presso la biglietteria del Teatro oppure online suwww.teatrosocialecomo.it.