Siamo davanti a un bivio, la voglia di abbracciarci e la paura di essere contagiati

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Siamo sempre qui, non é stato un periodo comune, molto lontano dalla realtà a cui siamo abituati. Chi l’ha vissuto meglio, in compagnia, e chi invece non ha avuto valvole di sfogo.
Possiamo aggiungere un altro flag alle cose da fare prima di morire: resistere ad una pandemia ma soprattutto alle sue prossime conseguenze.
Non molto lontano da qui, il futuro ci spaventa in tutte le sue forme: economia, istruzione, legami sociali…
L’istruzione oggi sta vivendo una fase di pura precarietà. Manca personale, manca il materiale ma soprattutto manca fiducia. Viviamo ora in un momento in cui le notizie sono destinate lentamente a svanire e ad essere sostituite da altre. Non si fa in tempo a capire una cosa che giá non é piú valida e ha preso posto la teoria opposta.
Ci troviamo costantemente davanti ad un bivio. La voglia sfrenata di riabbracciarci, di baciarci e di sfiorarci le mani. La paura e il timore di essere contagiati. E allora ogni tanto ci sbilanciamo un po’ e mettiamo da parte le insicurezze per tornare ad avvolgere i nostri cari e i nostri amici più stretti. E poi ci tiriamo subito indietro e iniziamo a pensare alle conseguenze.
Tornare in università come fino a 5 mesi fa sembra impensabile. Oramai la mascherina fa parte del nostro outfit e il gel igienizzante é entrato nella top ten delle cose da avere sempre con sé.
Ora, in tutta onestà, ci chiediamo se siamo gli unici a vivere con questi pensieri un po’ ambigui, a trovarci smarriti nel riavere contatti con il mondo che ci circonda.
Torniamo, insieme, ad ammirare paesaggi infiniti ed eterni e torniamo, insieme, a riscaldare il velo di poesia che ci circonda.