Recupero comportamentale, i consigli di un istruttore cinofilo

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Ph Unsplash

Oggi vi vogliamo portare dentro un mondo nuovo, il recupero comportamentale. Nei canili purtroppo capita di avere a che fare con cani “difficili”, cani che a causa del loro passato hanno perso la fiducia nell’uomo e si ritrovano intrappolati in comportamenti negativi.
Non c’è da temere. Con il giusto percorso e una buona dose di pazienza e costanza è possibile offrire anche a questi cani una possibilità e un futuro sereno.

Sergio Ghidelli lavora da molti anni come istruttore cinofilo specializzato in recupero comportamentale. Oltre a lavorare in alcuni canili, organizza corsi formativi e segue la preparazione dei volontari. La collaborazione con il rifugio Valbasca è nata anni fa quasi per caso. Da quel giorno Sergio è diventato una delle figure di riferimento per il canile ed è riuscito ad aiutare molti cani che, grazie al suo intervento, sono poi risultati adottabili e hanno trovato una famiglia.

Come si struttura la collaborazione con il canile Valbasca?

“Vado tutte le settimane in canile e mi occupo sia di percorsi di recupero comportamentale, sia di valutazioni dei cani appena arrivati per capire da subito se l’animale potrebbe sviluppare in futuro comportamenti anomali.

Inoltre, da qualche mese, ho la possibilità di coinvolgere ragazzi in formazione che, sotto la mia attenta supervisione, seguono cani del canile. In questo modo abbiamo la possibilità di seguire moli più cani e i miei alunni hanno l’opportunità di fare una preziosa esperienza sul campo.”

Qual è il problema comportamentale che si riscontra più spesso nei cani che segue nei canili?

“Paure, stati d’ansia e fobie che poi a volte sfociano in aggressività. Inoltre, i cani che arrivano molto giovani in canile e che ci passano molti anni a volte hanno delle difficoltà di adattamento ad ambienti diversi e si “fossilizzano” sulla loro routine e sui loro spazi, trovando sicurezza solo nel loro box.

Nulla che non possa essere risolto, l’importate è intraprendere un percorso con il cane e non smettere di lavorare con lui.”

Come si struttura un’adozione con i cani più particolari?

“Con alcuni cani seguiamo uno specifico percorso di pre e post adozione. Si fanno incontri per valutare la possibile compatibilità tra il cane e la famiglia e si inizia un percorso di inserimento e conoscimento. Il futuro proprietario si reca in canile e, aiutato da figure di riferimento, ha la possibilità di uscire in passeggiata con il cane e partecipare a momenti di gioco, iniziando a creare un rapporto positivo con il suo futuro amico a quattro zampe.”

Ombretta è una delle alunne di Sergio e da moltissimi anni offre il suo aiuto presso il rifugio Valbasca. Ci ha raccontato il percorso di Otto, un ospite del canile che mette tutti in riga.

Luna e Ombretta

“Otto è un bassotto di circa tre anni con alcuni problemi di reattività. Tempo fa ha iniziato un percorso con Sergio che io sto portando avanti nella speranza che diventi un cane più sereno e la sua permanenza in canile possa essere migliore. Mi preme sottolineare che Otto, complici le brutte esperienze passate, ha sicuramente dei comportamenti negativi e dei tratti del suo carattere da “limare”, ma di base Otto è un bassotto e si comporta come tale. I bassotti sono cani particolari, non sono cani da divano ed è bene capirlo prima di adottarne uno.

Prima di adottare un cane, che sia da un canile o da un allevamento, è basilare informarsi sulle peculiarità di razza per valutare se e come quel cane possa adattarsi al nostro stile di vita. Queste situazioni negative si creano proprio perché questa valutazione preliminare è venuta meno e la famiglia si ritrova tra le mani un cane che credeva diverso, facendo però pagare le conseguenze al povero animale. Quindi, prima di fare il grande passo invito tutti a informarsi e prepararsi a dovere, ne va della serenità di tutta la famiglia”

Per maggiori informazioni:

https://www.scuolacinofilabj.it/