Torna la prosa di attualità al Sociale con “Geppetto e Geppetto” di Tindaro Granata

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Martedì 5 dicembre alle ore 20.30 va in scena, al Teatro Sociale di Como, GEPPETTO E GEPPETTO, l’ultimo lavoro di Tindaro Granata, di estrema attualità e che racconta di unioni civili e stepchild adoption.  Uno spettacolo di forte valore civile ed educativo, spiritoso ma non superficiale, non di parte, dal finale consolatorio ma non incongruo: un ottimo strumento per diffondere un’educazione all’affettività.

GEPPETTO E GEPPETTO, l’ultimo lavoro di Tindaro Granata, di estrema attualità e che racconta di unioni civili e stepchild adoption. Il giovane autore/attore siciliano usa il teatro per immaginare, dall’inizio alla fine, gli esiti pratici ed emotivi della storia di Matteo, un ragazzo figlio del tenero amore tra due uomini. Tony e Luca da anni formano una famiglia, quando arriva anche per loro il desiderio di diventare padri. Come Geppetto nella favola, i due “danno” vita al proprio figlio, Matteo, con la pratica di procreazione G.P.A. (Gestazione per Altri). I primi anni di vita del bimbo sono pieni di gioia e di spensieratezza, fino a quando Matteo chiede a Luca le ragioni per le quali lo hanno “creato” a tutti i costi. Uno spettacolo di forte valore civile ed educativo, spiritoso ma non superficiale, non di parte, dal finale consolatorio ma non incongruo: un ottimo strumento per diffondere un’educazione all’affettività.

 

INFO

Biglietti per lo spettacolo in vendita presso la biglietteria del Teatro e online su www.teatrosocialecomo.it. Prezzi 20€ + prevendita.

 

Anticipa lo spettacolo, martedì 5 alle ore 18.30 in foyer, FAMIGLIA, IERI E OGGI. QUALE FUTURO?, un incontro dedicato alla famiglia per riflettere insieme su un tema tanto attuale quanto complicato. Ingresso libero

TEATRO SOCIALE DI COMO

martedì, 5 dicembre – ore 20.30

 

GEPPETTO E GEPPETTO

 

con Alessia Bellotto, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi, Lucia Rea, Roberta Rosignoli

 

Testo e regia Tindaro Granata

 

Luci e suoni Cristiano Cramerotti

Coproduzione Teatro Stabile di Genova – Festival delle Colline Torinesi Proxima Res

 

Premio UBU 2016 – Miglior progetto o novità drammaturgica

Premio Hystrio Twister 2017

Premio Nazionale Franco Enriquez 2017

 

 

Geppetto e Geppetto è una storia inventata, partorita, dalla mia fantasia e dalle paure della gente che ho incontrato per strada, parlando di figli nati da omosessuali…

Ecco! C’è già l’inghippo, non posso iniziare così!

Se scrivo che questa storia è nata da Fantasia (femmina) e da Paure (femmine) può sembrare che il testo sia “di parte”.

Allora, diciamo che Geppetto e Geppetto è nato dalla mia fantasia e dai dubbi della gente che ho incontrato per strada, parlando di figli nati da omosessuali…

Ma c’è sempre il problema di una nascita da Fantasia (femmina) e da Dubbi (maschi), i dubbi potrebbero essere 2, 3 o addirittura 4… non oso pensarne più di 4!

Sempre peggio.

Cambio l’origine del concepimento: Geppetto e Geppetto è nato dal mio estro e dal desiderio di capire che la genteeeee…

Estro e Desiderio sono entrambi di genere maschile! Mammuzza mè (Mamma mia)!

È meglio che non si pensi ad un genere di racconto fatto di generi o di parti stabilite da registi, da autori, dalla società o dalla natura, no!

Questa non è la storia universale di tutti i figli nati da coppie omosessuali.

Non è la storia di una bandiera spinta dal vento del “pro” o da quello del “contro”, chi se ne frega!

Questa è la storia di un papà che vuole fare il papà e di un figlio che vuole fare il figlio: tra i due, all’apparenza, manca solo una mamma.

È la storia di uno scontro tra due uomini, uno giovane e uno adulto, che cercano entrambi il riconoscimento di una paternità, che non può avere la stessa funzione che ha in una famiglia eterosessuale.

E’ il desiderio di un Geppetto di farsi amare da un figlio che non è sangue del suo sangue, ma generato dal seme del proprio compagno.

E’ il desiderio di un ragazzo di ritrovare una figura paterna, vissuta nell’assenza di una figura materna, che lo possa accompagnare nel mondo degli adulti senza il peso della mancanza.

È possibile che 1 Geppetto + 1 Geppetto possano fare = 1 figlio?

Certo che è possibile, come è possibile che 1 Fatina + 1 Geppetto possano fare = 1 figlio!

Anzi, sarebbe più facile, ma la storia avrebbe gli stessi problemi dei due Geppetti, se non ci fosse amore, l’importante in queste storie è l’amore per i figli; “se ci sarebbe più amore…” dicono i personaggi di questa storia.

Ecco, “se ci sarebbe più amore” è la storia di Geppetto e Geppetto.

Sinossi

Tony e Luca stanno insieme da diversi anni: sono una famiglia.

Per essere una famiglia felice basta che due persone si amino.

Per essere una famiglia “davvero” felice c’è bisogno di portatori sani di gioia: i bambini.

Tony vuole diventare padre. Luca vuole aspettare.

La madre di Tony vuole evitare che accada.

Franca (amica dei due) vuole capire come si può fare.

I due vanno in Canada, e come il primo papà single della storia di tutte le storie, Geppetto, “fanno”, “fabbricano”, “ costruiscono”, “creano” il loro piccolino.

Geppetto e Geppetto tornano in Italia con il loro figlio Matteo.

Matteo cresce con amore e amore e amore.

Passano trent’anni.

Il giorno del ventennale della morte di Tony, Matteo rivendica qualcosa al padre Luca, vomitandogli addosso tutto quello che gli ha causato crescere in una famiglia non “normale”.

Lo accusa di qualcosa che è mancato.

Luca si difende, ma qualsiasi cosa dica, agli occhi di Matteo, sbaglia.

I due si scontrano e si odiano e si ammazzano di botte e urlano e spaccano mobili e lasciano l’uno alla solitudine dell’altro.

E’ difficile essere figli di gay, ma è difficile anche essere padri di figli normali.

Un giorno Matteo andrà, Geppetto ritornerà, l’altro Geppetto perdonerà, come in una famiglia “normale”. (Tindaro Granata)

BIOGRAFIA TINDARO GRANATA

 

Tindaro Granata nasce a Tindari (ME) nel 1978. Si diploma Geometra e appena ventenne si imbarca su Nave Spica, in qualità di Meccanico Artigliere. Dopo aver trascorso un anno in mare in qualità di meccanico artigliere, nel 1999 si trasferisce a Roma col sogno di poter fare teatro.  Artisticamente non ha una formazione accademica.

Il suo percorso teatrale inizia nel 2002 con Massimo Ranieri, in occasione della messa in scena dello spettacolo “Pulcinella”.  Incontra Carmelo Rifici, col quale inizia un felice sodalizio che lo porta a lavorare in diversi spettacoli tra cui, i più significativi, sono prodotti dal Piccolo Teatro di Milano: “Il gatto con gli stivali”, “Giulio Cesare”, “Ifigenia , liberata”; e ancora in “Buio” e in “Chi resta” (prod. Proxima Res). E’ diretto da Serena Sinigaglia ne “Il libro del buio”,  dal romanzo di Tahar Ben Jelloun e in“32 secondi e 16” di Michele SanteramoAndrea Chiodi lo dirige, ne “La Locandiera” di Carlo Goldoni e nel 2018 lo dirigerà ne “La Bisbetica Domata” di William Shakespeare in cui Tindaro sarà la protagonista femminile Caterina.

In veste di drammaturgo/regista/attore Tindaro esordisce nel 2011 con “Antropolaroid”, uno spettacolo sulla storia della sua famiglia, in cui recita da solo interpretando tutti i personaggi della storia, in buona parte in dialetto siciliano. Riceve la “Menzione speciale” al concorso “Borsa Teatrale Anna Pancirolli”, vince il Premio “ANCT 2011” dell’ Associazione Nazionale dei Critici di Teatro come “Miglior spettacolo d’innovazione” e il premio “FERSEN” in qualità di “Attore creativo”.

Nel 2013, mette in scena “Invidiatemi come io ho invidiato voi” col quale, ispirandosi a un fatto di cronaca, affronta un tema difficile come quello dell’abuso sessuale sui minori. Lo spettacolo, prodotto da BIBOteatro e da Proxima Res, consente a Tindaro di ricevere il premio Mariangela Melato 2013 con “Miglior attore emergente”, a cui seguiranno il Premio “FERSEN” per la “Miglior regia”, il Premio “ENRIQUEZ” per “Drammaturgia per l’impregno civile”.

Sempre nel 2013, riceve il Premio Internazionale “Orgoglio Siciliano nel Mondo” per la sua attività teatrale.