Pensavo peggio. Gli esami di settembre in università si avvicinano

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L’estate a breve diventerà solo un lontano ricordo e gli esami di settembre si avvicinano ogni giorno di più. Una volta aver scaricato i sistemi per gli esami online ho subito pensato a mille cose. La paura di non farcela, di aver scaricato qualcosa in maniera non corretta. Il terrore della connessione internet che poteva scollegarsi da un momento all’altro e di riceve segnalazioni che avrebbero compromesso il risultato dei miei esami.

Un mio amico aveva due esami prima dei miei e ricordo di averlo tartassato di domande: ma come funziona l’identificazione? Da dove si accede per gli esami? Era difficile? Era davvero più l’ansia per la procedura che per l’esame in sé. A metà maggio ancora non mi ero organizzata bene e non sapevo ancora quali materie avrei dato. Come sempre, tutto all’ultimo. Ci avevano assicurato poi che le date degli esami non sarebbero state tutte troppo vicine: quindi avevo gli esami dal 5 all’11 giugno, uno al giorno. Ancora più in ansia ho deciso che avrei dato due esami a giugno, due a luglio e uno a settembre così da riuscire a prepararmi bene per ogni materia.

Arriva giugno e mi sento preparata, nonostante la preoccupazione per tutto. Il primo esame, scritto, era composto da tre domande aperte. Le leggo e tutto va per il verso giusto. Riesco a portare a casa un trenta e lode (ancora non ci credo!!) e allora inizio ad essere un po’ più positiva. Forse volevano solamente farci preoccupare tanto per spronarci a dare il meglio di noi?!

Il secondo esame, questa volta orale, è risultato essere un po’ più difficile. Ci dividono, su due giorni, in due gruppi di studenti: il primo sarebbe stato interrogato dal professore mentre il secondo dal tutor. Essendo in fondo alla lista capito il secondo giorno e colgo l’occasione per assistere alle interrogazioni di entrambi i docenti, che per fortuna cercano di metterci a nostro agio e non complicano ulteriormente la situazione. L’esame prevede qualche domanda generale sul programma e qualche domanda specifica su un particolare argomento. Il secondo giorno di orali, arriva il mio turno e scopro di essere l’ultima. All’inizio l’interrogazione diventa quasi una chiacchierata, per poi finire, tra alti e bassi, più nel tecnico e nello specifico. Nonostante un paio di domande alle quali non sapevo rispondere, anche in questo caso mi son fatta valere e ne sono uscita con risultati ottimi.

Emerge, finalmente, una nota di positività! Gli esami di giugno erano finiti e mi avvicinavo sempre più alla laurea.

In luglio, malgrado le mie intenzioni, riesco a passare un solo esame su due che avevo in programma. E mi è andata pure bene perché ho rischiato di non passarne nemmeno uno!

L’esame che non è passato, beh, mea culpa, non ho studiato abbastanza. Per l’altro, invece, ci sono stati problemi tecnici. Quindi ricapitoliamo: prima di ogni esame bisogna firmare la dichiarazione in cui ci si impegna a non copiare e poi viene effettuato il riconoscimento facciale, tramite tesserino universitario e foto istantanea.

Fotografia di Giorgia Tuvo

All’ora stabilita mi connetto per svolgere il mio esame, controllo che sia tutto giusto e accedo: l’esame parte, come se fosse tutto corretto, senza però identificarmi. Procedo, pensando sia normale. Dopo mezz’ora mi sorge il dubbio che forse la webcam non sia davvero accesa, ma non ci faccio troppo caso convinta che vada tutto bene. Finisco le domande e faccio per inviare il test al docente. “Impossibile inviare questo tentativo causa errore […]”. No ma come? Ho fatto tutto giusto, cos’è successo? In preda al panico scrivo una mail alla professoressa e contatto una mia amica. Mi consiglia di riprovare il tentativo, in quanto mi resta ancora un’ora di tempo. Le do ascolto (per fortuna) e, già con le lacrime agli occhi riapro l’esame. Il software, allora, mi chiede di fare l’identificazione, che non mi ha fatto fare all’inizio. Mi identifico, piangendo ovviamente, e questa volta, senza dover rifare l’esame da capo, riesco a mandarlo correttamente.

Nel frattempo, sul gruppo di WhatsApp, scopro che molti altri studenti hanno avuto il mio stesso problema. Per fortuna non sono l’unica. Ora sorge, però, il problema più grande di tutti: l’esame sarà valido?

In poche parole non è partito in modo corretto il programma e di conseguenza né webcam né microfono sono stati accesi. In aggiunta, abbiamo riscontrato difficoltà in quanto la calcolatrice (che doveva essere presente nel format dell’esame) non c’era e un esercizio era impossibile da svolgere perché mancava la tabella con i dati. Dopo qualche reclamo e dopo tanti giorni di attesa, la docente ha deciso di tenere valido l’esame.

A due giorni da settembre e a quattro dal mio penultimo esame di triennale, la paura si fa sentire tutta. Sono molti i dubbi e tra i più presenti ci sono sicuramente la precarietà di internet e, come per l’esame precedente, la validità e il giusto funzionamento dei programmi scelti. Questa volta, però, i miei timori si concentrano in vista della laurea, prevista a novembre: devo, per forza, passare gli ultimi due esami per poi concentrarmi interamente sulla tesi. Alterno giorni di fiducia e giorni di sfiducia e intanto il tempo scorre…

Non è di certo comodo affidare un esame universitario ad un software e questa è la prova che, ogni tanto, anche la macchina sbaglia. Per fortuna siamo coscienti di questo e parlando si risolve tutto. Non è stata una passeggiata, né per noi studenti né per i professori. Ci siamo dovuti armare di coraggio, buonsenso e tantissima buona volontà. Non sono stati affatto gli esami che tutti ci aspettavamo ma, con qualche difficoltà, tutto è andato per il verso giusto.