Tempo totale di cammino: circa 5 ore

Dislivello complessivo: circa 750 m. – da Lierna (200 m.) a S. Pietro-Ortanella (992 m.)
Difficoltà: itinerario di impegno medio, su sentiero agevole, ma che in alcuni passaggi sui ripidi versanti che sovrastano Varenna, richiede attenzione e prudenza, specialmente se ci sono bambini.

Dove rifocillarsi: a Esino Lario/Loc. Ortanella, Ristorante Cacciatoritel. 0341860219
Come arrivare da Milano: treno Milano/Lecco/Lierna – ritorno: da Varenna

Questa escursione percorre il tratto forse più interessante e panoramico del ‘Sentiero del viandante’ (è una variante alta): lungo itinerario (circa 35-40 km.), che costeggia la sponda orientale del Lago di Lecco e collega vari sentieri a mezza costa che un tempo mettevano in comunicazione tra loro i centri abitati. Questa rete di sentieri non è mai stata una via di grande transito perchè gli spostamenti avvenivano principalmente tramite navigazione sul lago o per la via della Valsassina, però questo tracciato collegava a livello locale i borghi rivieraschi, e, nel ripercorrerlo oggi, incontriamo i segni della vita di un tempo: i terrazzamenti, i campi coltivati a costo di un lavoro durissimo, i casolari, le chiesette, e i panorami sempre belli. Il ‘Sentiero del viandante’ può essere percorso in qualsiasi stagione ed è ben indicato da appositi segnavia color arancione collocati dalla Comunità Montana lungo tutto il tragitto. L’itinerario di questa tappa parte dalla stazione di Lierna: uscendo di qui si prende a sinistra la strada asfaltata che sale, poi al piazzale dell’ufficio postale si svolta a sinistra (Via della Libertà) e superato il bar ‘Blue Flower’ si imbocca sulla destra la via che si dirige a Genico.

Si attraversa questo caratteristico borgo di case antiche (bella la piazzetta con la fontana !) e all’incrocio con la strada asfaltata notiamo i vari segnavia: prendiamo il sentiero per Ortanella che sarà sempre la destinazione da seguire. Dopo aver sottopassato la superstrada si continua sul sentiero 71 verde; dopo circa 10 minuti attenzione a un bivio poco evidente: bisogna prendere la mulattiera a destra. Siamo subito in mezzo al bosco e risaliamo gradualmente il pendio per addentrarci poi dopo una curva decisa in un ombroso valloncello che si chiude in una stretta, suggestiva forra, sovrastata da massicce pareti rocciose. . Di qui seguendo il disegno razionale di ritmici tornanti, guadagniamo quota senza sforzo, sino a riaffacciarci sul versante a lago (magnifici scorci verso i Corni di Canzo, Bellagio, le Alpi…). Stiamo camminando in una zona dal microclima particolarmente temperato, quindi generalmente piacevole anche nei mesi invernali. Arrivati all’Alpe di Mezzedo, a lato di un bel casolare in posizione stupenda, si può osservare la curiosa costruzione di una antica ‘nevera’ (piccolo edificio circolare in pietra, ora ristrutturato), usata un tempo per la conservazione degli alimenti (veniva refrigerata grazie all’accumulo di neve al suo interno). Di qui si prosegue per la bella mulattiera e dopo l’ultima salita si arriva alla chiesetta di S. Pietro, risalente al XIII secolo e radicalmente ricostruita in stile romanico (2 ore e 45′ dall’inizio).

L’ampio, soleggiato e panoramico pratone circostante è il posto ideale per una sosta con pic-nic, nei dintorni ci sono anche tavoli, attrezzature per grigliate e una fontana; se invece volete rifocillarvi al ristorante proseguite ancora qualche minuto lungo la sterrata per Ortanella (m. 958), dove troverete il Ristorante Cacciatori. Si riprende o si prosegue il cammino seguendo le frecce arancioni del ‘Sentiero del Viandante’. Ci lasciamo alle spalle l’abitato di Ortanella e al primo bivio nel bosco prendiamo a sinistra: ampia sterrata in falsopiano che sembra farci tornare un pò indietro; pochi minuti ed eccoci all’incrocio col sentiero che in netta discesa punta decisamente verso Varenna: ci attende ora la parte più panoramica dell’escursione, con scorci a strapiombo su un paesaggio spettacolare che risalta nella calda luce pomeridiana ed evoca piuttosto l’immagine di fiordi nordici nel contrasto tra acque scintillanti e montagne in controluce. Davvero molto bello.

Un’avvertenza: alcuni passaggi, decisamente a picco sul lago, pur non comportando particolari difficoltà, richiedono comunque una certa attenzione, e chi soffre di vertigini potrebbe avere qualche momento di disagio. Molto suggestiva anche la posizione dei ruderi del Castello di Vezio (ingresso ora purtroppo a pagamento): la sua possente torre si erigeva a controllo su tutto il centro lago, e su quello che era il porto verso la Valsassina. A breve distanza dal castello, a circa 200 m. lungo la carrozzabile si trova un crotto molto particolare, ‘il Crott del Pepot’ (in genere è aperto d’estate, ma non noterete insegne), incastrato nella piccola gola formata dal torrente Esino, funzionava fino ai primi del 900 anche come bagno pubblico per la popolazione di Varenna (è un posto curioso, vale la pena di fare una visitina, specialmente se è una calda giornata estiva). Da Vezio si raggiunge Varenna in circa 15′ (la discesa complessiva da Ortanella a Varenna impegna circa 2 ore). Se c’è ancora tempo concludete la giornata facendo un giro nell’antico centro storico di Varenna, con i suoi tortuosi vicoletti che scendono verso il lago fino al pittoresco porticciolo. Varenna ha origini molto antiche, secondo alcuni storici forse etrusche o gallo-romane; il suo più forte sviluppo si ebbe dopo il 1169 quando giunsero qui i profughi dell’Isola Comacina, che diedero impulso all’economia locale. Per il suo microclima particolarmente favorevole, Varenna fu rinomata come località di villeggiatura, specie nell ‘800: in questo periodo furono costruite ville splendide con parchi e giardini (la più conosciuta è Villa Monastero, visitable da maggio a ottobre).

Percorso by passolento.it