Itinerario: Tremezzo – Intignano – Monti e Bocchetta di Nava – San Martino – Griante

Dislivello: circa 680 m – da Tremezzo (200 m) alla Bocchetta di Nava/Dossone (880 m)
Tempo totale di cammino: ore 4,30′ circa escluse le soste (2 ore salita, 2,30′ discesa)
Dove rifocillarsi e pernottare: non ci sono rifugi lungo il percorso sui monti, numerosi alberghi e ristoranti sul lungolago
Come arrivare da Milano: in treno fino a Como poi Bus di linea C10 fino a Tremezzo; in auto, autostrada Milano/Como Nord poi direzione Cernobbio/Menaggio. Parcheggiare a Tremezzo
AVVERTENZE: la discesa dal Dossone alla Chiesa di San Martino NON è CONSIGLIABILE a escursionisti inesperti, persone che soffrono di vertigini, famiglia con bambini. Inoltre il percorso inizia a Tremezzo e scende a Griante: consultare orario per eventuale bus di ritorno.

Un’escursione nella zona di Tremezzo che ci riserva un sacco di cose belle: l’incanto del suo paesaggio nel centro lago di Como, palme e ulivi tipici del suo clima mite, il contrasto delle vertiginose pareti rocciose dei monti circostanti, … e poi, l’incredibile suggestione della chiesa di San Martino! Ma partiamo dall’inizio, cioè da Tremezzo, il paese sulla riva del lago di Como dove comincia il nostro itinerario; più precisamente dalla Statale vicino al porticciolo imbocchiamo e percorriamo la Via Monte Crocione, tranquilla stradina acciottolata che traversa l’antico abitato con i suoi viottoli contorti e minuscole silenziose piazzette. Passiamo diverse caratteristiche frazioni che formano il Comune di Tremezzo, poi tra prati e terrazzamenti coltivati giungiamo in breve (meno di mezz’ora) a Intignano, borgo particolarmente ben tenuto. Entrati in paese troviamo sulla destra, in una delle prime strade laterali, le indicazioni per i Monti di Nava, che sono la nostra prossima destinazione (segnavia: sentiero nr. 2-Via dei Monti Lariani).

La salita si fa quindi più ripida e l’affrontiamo con giusta lentezza anche perché il dislivello che dovremo superare è piuttosto contenuto e non c’è motivo di sfiancarci. Passiamo una fontana, scende un filo d’acqua ma ugualmente graditissima per rinfrescarsi nella calda giornata estiva. Di qui in circa 20′ siamo a un bivio con cartelli gialli: prendiamo a destra per i Monti di Nava, dati a 1 ora. Percorriamo un sentiero che nei tempi andati era importante e molto frequentato in quanto metteva in comunicazione la piana di Tremezzo con la valle di Menaggio e Porlezza, baipassando le impossibili pareti del Sasso di San Martino che si sporge a precipizio sul lago. Ora il panorama si allarga sempre di più su questa zona del lago particolarmente bella e, mentre siamo in avvicinamento alle case di Nava, la salita per fortuna si fa più dolce. Adagiato su una graziosa conca soleggiata, quest’alpeggio ci accoglie nella sua piacevole tranquilla atmosfera: casette semplici ma non in abbandono, e intorno ampi prati con mucche al pascolo e ordinati filari di alberi. Un po’ nascosta c’è anche una fontana (sulla destra dell’abitato – chiedere indicazioni se non riuscite a individuarla). Andiamo avanti ancora un po’ per il viottolo (ora praticamente pianeggiante) per la Bocchetta di Nava e ci fermiamo all’incrocio dove c’è una cappelletta. Questo potrebbe essere il luogo adatto per una sosta prima di intraprendere il seguito dell’itinerario. Se proseguissimo dritti per il sentiero andremmo a scendere verso Croce/Menaggio (alternativa bella, ma non è la nostra meta odierna). Invece prendiamo l’ampio sentiero (NON segnalato) di fianco alla cappelletta e ci inoltriamo nel piacevole pianoro fino al Dossone (circa 15′), emergenza rocciosa con spettacolare panorama: i due ramo dal Lago divisi dalla penisola di Bellagio, le Grigne maestose e più in lontananza le cime rotondeggianti dei Corni di canzo…. Sotto di noi l’emozionante discesa che dovremo affrontare, di fronte a un paesaggio decisamente mozzafiato: c’è un sentierino sulla destra (guardando il lago) che scende zigzagando tra ripidi pendii erbosi e qualche roccetta.

ATTENZIONE però: pur essendo un sentiero molto ben tracciato, il pendio della montagna in certi punti è davvero ripido, quindi sconsigliabile a escursionisti inesperti, famiglie con bambini, persone che soffrono di vertigini e in caso di maltempo. Giungiamo a una cascina con indicazioni rudimentali per il Sasso di San martino (che non ci interessano) e continuiamo la discesa per il sentiero che si fa largo in mezzo al prato e gradatamente perde quota. Siamo diretti alla Chiesa di San Martino che a momenti cominciamo a intravvedere abbarbicata sotto l’incombente massa rocciosa dell’omonimo monte. Seguiamo le anse della montagna, poi nel punto in cui il sentiero è affiancato da una ringhiera ecco il cartello giallo indicante ‘parco naturale di San Martino’: pochi minuti ancora e siamo alla chiesetta. Luogo magico, dal panorama incredibile e dalla storia antica, intrecciata a un fiorire di fantastiche leggende. Dedicata al Santo Martino, è particolarmente frequentata proprio nell’ultima settimana di ottobre ma le sue intricate vicende attraversano almeno un paio di millenni dato che per la sua posizione strategica il sito fu scelto già dai Romani per costruirci un complesso d’osservazione, che, collegato alla fitta rete di analoghe strutture, consentiva un sistema efficacissimo di controllo del territorio e invio d’informazioni dalla periferia al centro dell’impero. Restiamo quanto vogliamo in beata contemplazione, poi ci rimettiamo in marcia scendendo sull’ampia mulattiera affiancata dalle numerose cappellette della Via Crucis, e in circa 40′ siamo all’ingresso di Griante. Infine, lungo la Via San Martino diverse via trasversali per raggiungere la statale e prendere il bus (linea C10, fermata Cadenabbia/Maiolica) che riporta a Tremezzo (o a Como se siamo venuti col treno).

Percorso by passolento.it