Omicidio don Roberto. Intervista al procuratore Nicola Piacente

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Nicola Piacente

Sul tragico omicidio di don Roberto Malgesini, avvenuto nella prima mattina di mercoledì 15 settembre, si è espresso il procuratore di Como Nicola Piacente, che ci ha rilasciato alcune dichiarazioni essenziali per comprendere l’intera vicenda.

“Per l’omicidio di don Roberto Malgesini ha confessato, dopo essersi costituito ai Carabinieri, un uomo originario della Tunisia che è già stato sentito in Procura – ha spiegato il procuratore – al momento non abbiamo elementi che possano certificare il suo stato di salute mentale. Durante l’interrogatorio si è mostrato lucido e ha dimostrato capacità di intendere e di volere.

“L’uomo, 53 anni, aveva già ricevuto due provvedimenti di espulsione, il primo nel 2018 e un secondo nell’aprile del 2020 che non è stato possibile attuare a causa dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus – ha aggiunto Piacente – a poche ore dal delitto si è costituito e ha cercato di spiegare cosa lo ha spinto ad uccidere il povero sacerdote”.

“Il movente può essere riconducibile alla sensazione dell’uomo di sentirsi vittima di un complotto che lo avrebbe riportato in Tunisia e nel credere don Roberto parte attiva di questa complotto – spiega Piacente – il fermo verrà convalidato entro domani quando verrà presentata la richiesta di convalida”.

Ora l’uomo è accusato di omicidio volontario, “è stata contestata la premeditazione, l’uomo si aggirava da tempo con il coltello”, conclude il procuratore.

Nelle prossime ore il tunisino verrà interrogato dal Giudice per le indagini preliminari.