Marco Paolini a Como per “Le Avventure di Numero Primo”. Ultimi biglietti

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Marco Paolini

Il nuovo spettacolo di Marco Paolini ben rientra nella tematica di questa Stagione Notte 

L’INFINITA EQUAZIONE, dedicata alla scienza e alla tecnologia.

LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO, in scena al Teatro Sociale di Como venerdì 16 marzo alle ore 20.30,è un racconto teatrale, una scusa per porsi delle domande nel presente, senza la pretesa di leggere il futuro. È una storia classica con molte prove da superare per i protagonisti, ed è una storia fantastica che nasce dall’immaginazione ma si fonda sul confronto con le conoscenze della fisica, della biologia, delle neuroscienze e della robotica.

MARCO PAOLINI E LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA
AL TEATRO SOCIALE DI COMO

L’attore Marco Paolini

Gli ultimissimi biglietti per lo spettacolo sono in vendita presso la biglietteria del Teatro e online su www.teatrosocialecomo.it. Prezzi da 13€ a 27€ + prevendita.

Teatro Sociale

venerdì, 16 marzo 2018 – ore 20.30 titolo a scelta in abbonamento

MARCO PAOLINI

in Le avventure di Numero Primo

di Gianfranco Bettin e Marco Paolini

 

con Marco Paolini

 

Tavole illustrate Roberto Abbiati

Musiche originali Stefano Nanni

Audiovisivi e luci Michele Mescalchin

 

Produzione Jolefilm

le parole del protagonista:

“Ho un’età in cui non sento il bisogno di guardare indietro, di ricostruire, preferisco sforzarmi di immaginare il futuro, così farò un Album con nuovi personaggi. Parlerò della mia generazione alle prese con una pervasiva rivoluzione tecnologica. Parlerò dell’attrazione e della diffidenza verso di essa, del riaffiorare del lavoro manuale come resistenza al digitale. Parlerò di biologia e altri linguaggi, ma lo farò seguendo il filo di una storia più lunga. “

Marco Paolini

Marco Paolini

 Nella stazione spaziale del film 2001 Odissea nello spazio ci sono cabine telefoniche a disposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di fare videochiamate, ma sono fisse. Nessuno dei protagonisti del film usa un telefono portatile o un palmare. In 20.000 leghe sotto i mari Jules Verne immagina l’uso di energie, materiali e tecnologie che assomigliano moltissimo a quelli che sono stati effettivamente poi usati per i moderni sottomarini. Ma le previsioni più stupefacenti e azzeccate sul futuro sembrano quelle contenute nelle Mille e una notte: l’invenzione del password “apriti sesamo” e del touch-screen della lampada di Aladino. Possiamo quindi aspettare con fiducia l’avvento del tappeto volante in tempi ragionevoli.

Mi sembra di poter concludere che è molto più difficile fare previsioni sul futuro a breve che a lungo termine. Eppure il futuro prossimo dovrebbe far parte di un orizzonte a cui guardare con attenzione. Un presente dilatato come quello in cui viviamo rischia sia di cancellare la memoria del passato, sia di inibire ogni ragionamento sul futuro, dando per scontato che si tratti di un aggiornamento del presente, un aggiornamento “compatibile” con il presente.

Raccontare storie ambientate nel futuro prossimo è un esercizio confinato in un genere: la fantascienza. Esiste una tradizione di fantascienza in letteratura e nel cinema ma a teatro non è molto diffusa.

Per tagliare la testa al toro conviene subito dire che Numero Primo è un esperimento di fantascienza narrata a teatro, ma che agli autori non piace chiamarla così.

Numero Primo è una storia che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme come si fa con le carte prima di giocare.

Numero Primo è anche il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta. Ma anche le cose e le bestie hanno voci e pensieri in questa storia.

Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?