“Le Troiane”, seconda fase del progetto delle compagnie teatrali comasche

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Con il contributo di Fondazione Cariplo, Comune di Como, Camera di Commercio e Industria di Como, ha inizio la seconda fase del progetto Le Troiane. Lo spettacolo, che prende le mosse in modo sostanziale e importante dal testo di Euripide, sarà messo in scena dalla più parte delle compagnie professioniste teatrali del territorio: TeatroGruppo Popolare, Anfiteatro, Attivamente, Collettivo Danza Kun, Equivochi, Fata Morgana con Luminanda, Gàidaros Teatro, Ibuka Amizero, Il giardino delle ore, Mumble Teatro, Teatro Città Murata, Teatro In Centro, Teatro fra le nuvole, con l’apporto del direttore artistico della scuola del Teatro Sociale Stefano De Luca, le musiche originali di Francesco Andreotti e la partecipazione scenica del gruppo musicale dei Sulutumana, la scenografia digitale affidata a OLO Creative Farm.

Dopo una successione di incontri tra attori e registi delle varie compagnie, tesi a stabilire le condizioni essenziali del progetto e le linee guida dello spettacolo, questa seconda fase ha lo scopo di formalizzare l’unione tra i partecipanti, in prima battuta con l’analisi del testo dello spettacolo a opera di Stefano De Luca, cui faranno seguito un seminario sulla “grecità” e un laboratorio attorale sulla messa in scena de Le Troiane.

L’ultima fase prevede il lavoro per gruppi delle varie scene, coordinate da Giuseppe Adduci, e la collazione delle medesime in un tutt’uno organico, con la prevedibile presenza contemporanea della quasi totalità dei numerosi attori sul palco, pur nel rispetto delle normative vigenti in termini di sanità. Lo spettacolo sarà messo in scena verso il finire dell’anno in corso o nella primavera successiva a seconda della disponibilità degli spazi richiesti e della situazione consentita dall’evento covid19.

Lo spettacolo, oltre a promuovere la vocazione di Como Città di Pace con il tema affrontato nello spettacolo pensato e scritto oltre duemilaquattrocento anni fa, intende soprattutto fornire alla città l’evidenza della collaborazione tra le molte realtà del territorio, unite dalla e per la cultura in uno sforzo artistico comune, e celebrarlo come servizio alla cittadinanza, di cui condivide e in parte assolve le necessità, in campo culturale, artistico, ma anche civile e sostanziale.