“l’Amica Geniale” della Ferrante arriva al Sociale:Storia di un’amicizia

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La tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante
arriva in teatro con Storia di un’amicizia

 

È la storia di due donne: un viaggio nelle tappe della crescita individuale, nelle trame di un’amicizia, nei sentimenti, nelle condizioni di distanza e prossimità di cui, il loro rapporto, si nutre.

 

TEATRO SOCIALE
martedì, 17 dicembre – ore 20.30
STORIA DI UN’AMICIZIA
tratto dalla tetralogia L’amica geniale di Elena Ferrante
Regia Luigi De Angelis

 

L’amica genialecelebre romanzo di Elena Ferrante, arriva sulle scene grazie a Fanny & Alexander, compagnia di ricerca che da venticinque anni rielabora e reinterpreta con diversi codici e linguaggi fiabe, romanzi e testi letterari, che martedì 17 dicembre alle ore 20.30 porta sul palcoscenico del Teatro Sociale di Como la pièce Storia di un’amicizia.

Nel romanzo in quattro parti della Ferrante, Un’amicizia era il titolo del libro che raccontava, a posteriori, la vicenda del rapporto tra due donne; Storia di un’amicizia diviene qui, invece, il titolo del racconto, in forma di spettacolo, che Elena Greco (Chiara Lagani) compone a partire dalle vicende di una vita che la legano a Lina Cerullo (Fiorenza Menni), la sua amica geniale.

Sullo sfondo di una città-mondo dilaniata dalle contraddizioni del passato, del presente e di un futuro i cui confini feroci faticano ancora a delinearsi con chiarezza, si sviluppa da un lato una partitura musicale e sonora – veicolo emotivo della componente ineffabile e inenarrabile della vicenda – dall’altro la voce e manifestazione fisica degli universi concreti: Napoli, ma anche le altre città abitate dalle protagoniste, Firenze, Torino e Pisa.

Storia di un’amicizia, svela con semplicità e naturalezza gli inganni della memoria che col passare del tempo riorganizza a proprio piacimento i pensieri, occulta alla coscienza scomode verità, crea falsi eroi, evoca quegli spiriti che esistevano “non nei palazzi, nei vicoli e vicino alle porte antiche del Vasto” ma “nella testa quando si pensa, perché le parole sono zeppe di fantasmi”.

Lo spettacolo, diviso in tre capitoli (Le due bamboleIl nuovo cognome e La bambina perduta), si basa sulla storia dell’amicizia tra due donne, due amiche-attrici che montano e smontano un collage di emozioni a specchio che racconta la crescita individuale di Elena e Lila, il loro modo di influenzarsi reciprocamente, i sentimenti, le condizioni di distanza e prossimità che nutrono nei decenni il loro rapporto. Sullo sfondo la coralità di una città/mondo dilaniata dalle contraddizioni del passato, del presente e di un futuro i cui confini feroci faticano ancora a delinearsi con nettezza. Il rapporto tra le biografie delle due donne con la storia particolare della loro amicizia e la Storia di un Paese travagliato dalle sue metamorfosi si intreccia in una sorta di agone narrativo che procede per squarci subitanei ed epifanie improvvise attraverso il racconto delle due protagoniste.