La storia è utile? Convegno internazionale il 25 e 26 novembre

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Fabio Minazzi

Condividiamo un’iniziativa promossa dall’Università dell’Insubria

«La storia: conoscenza o narrazione? Sull’oggettività della conoscenza storica»: molte domande e molta attualità nel titolo del convegno che l’Università dell’Insubria promuove il 25 e 26 novembre, organizzato dal Centro Internazionale Insubrico in collaborazione diretta con il corso di laurea in Storia e storie del mondo contemporaneo e all’interno della XIII edizione del progetto dei Giovani Pensatori, che coinvolge moltissime scuole della provincia di Varese. L’evento prevede la presenza dei relatori al Collegio Cattaneo di via Dunant 7 a Varese e tutto il pubblico collegato a distanza, a distanza in modalità webinar.

In cosa consiste l’analisi storica? Per rispondere a questo problema un maestro come Marc Bloch (1886-1944), a cui si ispira la discussione, ha scritto: «La formula del vecchio Ranke è famosa: lo storico non si propone null’altro che di descrivere le cose tali e quali esse sono avvenute, wie es eigentlich gewesen. Erodoto, prima di lui, lo aveva detto: ta onta legein, raccontare ciò che fu».

Ma pur assumendo questo stile, tuttavia la storia ha in genere oscillato tra il giudicare e il comprendere. Che cos’è allora la storia? Come opera uno storico? Quale tipo di ragionamento qualifica una ricerca storica? Quale il valore culturale e conoscitivo della storia? Tutti possono essere storici? E cosa significa essere “storici”? In cosa consiste il mestiere dello storico?

Spiega il professor Fabio Minazzi, ordinario di Filosofia della scienza e direttore del Centro Internazio­nale Insubrico: «Questo simposio costituisce una delle preziose occasioni in cui dei docenti universitari che collaborano alla realizzazione di un corso di laurea hanno l’opportunità di confrontarsi e discutere liberamente e criticamente intorno all’oggetto privilegiato della loro attività, ovvero la storia e la sua natura disciplinare, educativa e cognitiva. Non solo: a questo convegno parteciperanno anche studiosi provenienti da altre realtà internazionali, per esempio dalla Sorbona, da Lisbona, dal Messico, cui si uniranno alcuni altri docenti di storia da tutta Italia».

La lectio magistralis di apertura del convegno sarà di Angelo d’Orsi, autore anche di un pregevole «Manuale di storiografia», cui è stato affidato il compito di spiegare l’utilità della storia, affrontando una domanda antica in cerca di risposte nuove. Ma a questo convegno, oltre ai docenti del corso di laurea in Storia dell’Insubria, parteciperanno anche docenti di storia delle scuole della provincia di Varese, con la presenza di docenti delle secondarie superiori ed anche delle scuole primarie, proprio perché l’insegnamento della storia è presente in ogni ordine di scuole e ad ogni livello di studio.

Il che porterà a interrogarsi anche sulla natura e la funzione disciplinare della storia per la formazione delle più giovani generazioni.  Non solo: verrà anche analizzata la tradizione scolastica italiana che, in genere, associa la storia e il suo studio alle sole discipline umanistiche. Ma oggi questa soluzione, praticata oramai da più di un secolo, è ancora valida o richiede invece un profondo ripensamento?

«Il simposio – aggiunge Minazzi – solleverà queste e molte altre domande e, in tal modo, aiuterà a sviluppare una migliore consapevolezza critica non solo sul mestiere dello storico, ma anche sulla natura e la funzione civile dello studio della storia. Anche il mestiere dello storico deve infatti essere un “onesto mestiere” grazie al quale l’intera nostra comunità può disporre di una maggiore consapevolezza del proprio passato per meglio intervenire sul proprio futuro. Perché? Perché esiste anche la funzione civile dello storico che sussiste, del resto, anche per tutte le altre discipline scientifiche, perlomeno nella misura in cui sono tutte praticate e coltivate come un onesto mestiere entro il quale la conoscenza svolge sempre – per dirla con Carlo Cattaneo – una delicata e preziosa funzione di incivilimento».

La prima giornata, giovedì 25 novembre, si apre alle 9 con i saluti delle autorità nell’Aula Magna del Collegio Cattaneo: Angelo Tagliabue, rettore dell’Università dell’Insubria; Davide Galimberti, sindaco di Varese; Emanuele Antonelli, presidente della Provincia di Varese; Giuseppe Carcano, direttore dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Va­rese; Mauro Ferrari, direttore del Dipartimento di Scienze te­oriche ed applicate; Fabio Minazzidirettore del Centro Internazio­nale Insubrico; Katia Visconti, presidente del corso di laurea in Storia e storie del mondo contemporaneo.

I lavori scientifici di giovedì 25 novembre, presieduti dal professor Antonio Orecchia, culminano alle 10 con la lectio magistralis di Angelo d’Orsi (già dell’Università degli Studi di Torino, di­rettore di Historia Magistra) intitolata «A che serve la storia? Una domanda antica, in cerca di risposte nuove». Seguono interventi di: Katia Visconti, Florinda Cambria, Giulia Santi. Nel pomeriggio presiede Pietro Di Giovanni e, dalle 15 alle 19, sono previste relazioni di: Fabio Minazzi, Pietro Daniel Omodeo, Delia Belleri, Antonio Maria Orecchia, Marina Lazzari, Andrea Bellavita – Lorenzo Rossi, Giulia Gandolfi, Gerardo Ienna.

Venerdì 26 novembre, mattina (ore 9): Pietro Di Giovanni, Caterina Genna, Yvonne Fracassetti e Michele Brondino, Giuseppe Muti, Francesca Chiarotto, Rodrigo Díaz Maldonado, Ezio Vaccari, Alberto Vianelli; pomeriggio (ore 14.30) Andrea Candela, Stefania Barile, Mariachiara Angelucci, Haoua Ameur Zaimeche, Veronica Ponzellini, Luca Lanfranchi, Elisabetta Scolozzi, Laura Brondino, Paolo Giannitrapani.

La partecipazione è libera e gratuita; per ottenere il link di collegamento scrivere a: [email protected]