La sfida dell’intrattenimento virtuale

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Colpa della pandemia che chiudendoci in casa ha amplificato il desiderio di uscire? Di cambiare ambiente rispetto alle mura di casa almeno per un po’?

Qualsiasi cosa sia stata, ha portato la realtà virtuale, ormai in lavorazione da più di sette anni, a fare enormi passi avanti nell’ultimo periodo.

Con il termine realtà virtuale (a volte abbreviato in VR dall’inglese virtual reality) si intendono vari modi di simulazione di situazioni reali mediante l’utilizzo di computer e l’ausilio di interfacce appositamente sviluppate.

Sony annuncia il sistema di realtà virtuale per PlayStation 5, già il clamore per playstation 4 aveva portato il precedente visore a vendite da record nonostante l’esorbitante costo.

Sembra, infatti, che un sensibile miglioramento dei software e nuovi giochi siano pronti a dare un’esperienza ancora più immersiva rispetto al precedente modello.

Ma, infondo, il primo visore Sony aveva avuto vita facile all’inizio essendo l’unico sul mercato. Ed è forse il suo iniziale successo che ha spinto molte altre aziende a tentare di sviluppare prodotti simili.

La concorrenza era composta prevalentemente dal VIVE di HTC e i vecchi modelli di Oculus, tutti visori molto costosi e utilizzabili solo collegati a personal computer da gioco tutto fuorché economici.

Il nuovo PlayStation VR dovrà invece concorrere con la nuova generazione di rivali. In particolare l’Oculus Quest 2, prodotto da Facebook, con la sua tecnologia all-in-one permette l’accesso alla migliore realtà virtuale senza fastidiosi cavi dappertutto. Il Prezzo contenuto e la possibilità di essere utilizzato su normali personal computer per risultati migliori, hanno spinto il Quest 2 oltre le tre milioni di unità vendute in circa quattro mesi di disponibilità.

Sony porta quindi sul mercato un nuovo visore che potrebbe non essere rivoluzionario, ma estremamente competitivo sia dal punto di vista del prezzo (sotto i trecento euro si ipotizza), che da quello software, grazie alle prestazioni della Playstation e ai giochi con cui ha già firmato l’esclusiva.

L’unica cosa che sembra mancare nel progetto Sony è un laccio, al contrario presente sui controller del Valve Index che permette all’utente di aprire totalmente la mano, utile in certe interazioni, senza che questi cadano a terra.

Sony ha annunciato poche delle novità su questo VR, ma sembra che i movimenti dei controller saranno registrati direttamente dal visore, quindi non sembra necessario usare scomode telecamere da posizionare sopra la tv.

Chi è famigliare con l’intrattenimento virtuale e i visori già in commercio forse non rimarrà particolarmente colpito da questi primi dettagli emersi sul nuovo progetto Sony.

Là dove gli appassionati non si accontenteranno di queste novità, sarà lo sviluppo di software esclusivi a far la vera differenza: è proprio attraverso i nuovi giochi che Sony dovrà dimostrare che per la realtà virtuale è finalmente arrivato il momento di entrare in una nuova era e vincere definitivamente la sfida che per prima ha lanciato con il suo primo VR.