La Bottega del Caffè chiude la stagione di Prosa del Teatro Sociale, in scena Quelli di Grock

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LA PROSA SI CHIUDE CON LA BOTTEGA DEL CAFFE’ DI QUELLI DI GROCK

Martedì 11 e mercoledì 12 aprile alle ore 20.30 è in programma l’ultimo di titolo della Stagione Prose 1 del Teatro Sociale di Como.

Dopo il successo ottenuto con la rilettura de “La Locandiera e de “La Trilogia della Villeggiatura”, Quelli di Grock si misurano ancora una volta con Goldoni portando in scena LA BOTTEGA DEL CAFFE’.  La coppia Cavalli-Intropido decide di sottolineare il discorso sul gioco d’azzardo, riscrivendo il testo, trasportandolo in una Las Vegas moderna, ma mantenendo gli stessi personaggi.

Una commedia, vitale, energica e colorata.

Quelli di Grock

 

INFO

Biglietti per lo spettacolo in vendita presso la biglietteria del Teatro e online su

www.teatrosocialecomo.it. Prezzi 13€ a 27€ + prevendita.

Teatro Sociale

martedì, 11 aprile – ore 20.30                      turno A

mercoledì, 12 aprile – ore 20.30                  turno B

 

LA BOTTEGA DEL CAFFE’

da Carlo Goldoni

con Gaetano Callegaro, Pietro De Pascalis, Jacopo Fracasso, Cristina Liparoto, Andrea

Robbiano, Roberta Rovelli, Simone Severgnini, Daniele Turconi, Debora Virello

 

Regia Valeria Cavalli, Claudio Intropido

Adattamento Valeria Cavalli

 

Produzione Manifatture Teatrali Milanesi, Milano

Quelli di Grock in un’altra foto di scena

 

°Non state a farmi la morale! Chi entra alla bisca vuole giocare e chi è gonzo stia a casa sua!”

Scritta nel 1750, “La Bottega del Caffè” tratta un tema di grandissima attualità: la passione per il gioco d’azzardo, passione che spesso porta alla rovina.

E il gioco d’azzardo è una febbre che divora e lascia poco spazio alla vita vera e ai rapporti interpersonali che si sporcano di menzogne e di condotte disoneste. L’azione, che nella commedia originale si svolge in un campiello veneziano, è trasportata in una specie di Las Vegas decadente in cui si respira un’aria di degrado, un luogo in cui si muove con disinvoltura il pettegolo Don Marzio che si insinua nelle vite degli altri creando scompiglio.

In un’atmosfera fumosa e torbida, si snodano le vicende dei protagonisti dal saggio Ridolfo alla dolce Vittoria, dal furbo Pandolfo alla determinata Placida, dall’ingenua Lisaura al buon Trappola ma soprattutto di Eugenio e Flaminio persi nella loro ossessione per il gioco e nella vana speranza che la fortuna finalmente guardi dalla loro parte.

In scena, come è tradizione teatrale di Quelli di Grock, un gruppo di versatili e brillanti attori che danno agilità e freschezza alla bella commedia goldoniana diretti dalla ormai collaudata e storica coppia Cavalli-Intropido.

Note di Regia

Ancora una volta Goldoni. Goldoni l’abile tessitore di commedie divertenti e leggere in cui i personaggi si muovono con disinvoltura come in una danza. Eppure in tutte le sue opere c’è sempre qualche nota amara, qualche malcelata spietatezza e soprattutto una parte nascosta, più scura, come le acque della laguna.

Abbiamo voluto scrostare la patina più frivola per dare alla Bottega goldoniana i colori e l’aspetto di un circo in disfacimento nel quale ognuno pare esibirsi nel proprio stantio numero. Il vizio, il gioco, l’azzardo, il pettegolezzo e la menzogna corrodono, come la ruggine, le vite dei protagonisti e il lieto fine che ci consegna Goldoni non è altro che l’ennesima messa in scena che serve a ricomporre ciò che, immaginiamo, di lì a poco sarà nuovamente sovvertito.

La nostra Bottega del Caffè è come sempre un carnevale di colori, di musica, uno sberleffo alle pochezze umane, un gioco che coinvolge e travolge il pubblico di ogni età.

La Bottega del Caffè nella nuova versione di Quelli di Grock

 

QUELLI DI GROCK

Quelli di Grock, il cui nome è un omaggio al più celebre clown del XX secolo, nasce nel 1976 per iniziativa di alcuni allievi del Piccolo Teatro fra i quali spiccano Maurizio Nichetti, Gero Caldarelli e Osvaldo Salvi.

Nei suoi primi anni di vita, Quelli di Grock si concentra soprattutto sulla creazione di spettacoli che mescolano la tradizione tutta italiana dellacommedia dell’arte alla tecnica mimica di Decroux e questa originale caratteristica della Compagnia viene messa in luce proprio da Maurizio Nichetti che nel 1979 presenta al Festival del Cinema di Venezia il famosissimo “Ratataplan”, film quasi muto che ha come protagonisti proprio i componenti del gruppo storico che, con il tempo, si allargherà e si modificherà aprendosi a sempre nuove collaborazioni.

Dopo anni di attività incentrata soprattutto sull’arte mimica e sul Teatro per ragazzi, Quelli di Grock rivolge uno sguardo più attento e profondo al Teatro di ricerca e innovazione sviluppando una personale poetica che dà voce al corpo, al movimento e a drammaturgie lontane dagli schemi tradizionali grazie anche alla direzione artistica di Claudio Intropido.