IO, TU: NOI!

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Con il termine “razzismo” si intende una discriminazione che può riguardare diversi aspetti della persona dell’altro (culturali, religiosi, etnici, ecc) considerata “diversa da noi”, lo “straniero”.

Ma quale popolo nel corso della storia non è stato “straniero” in una terra non sua, se pensiamo alle emigrazioni continue nella storia dell’umanità? Chi è la persona uguale a noi? Nessuno.

Siamo tutti, per un aspetto o una sfumatura oggettiva o soggettiva, diversi uno dall’altro.

Quello che sembra emergere, nella società di oggi, è la fatica ad accettare l’altro che sentiamo essere diverso da noi, anche solo a livello di modalità di funzionamento (nel modo di affrontare le situazioni, di comunicare, di relazionarsi, di gestire le emozioni, ecc).

Nella nostra epoca sembra esserci una maggiore difficoltà ad integrare aspetti differenti e incontrarsi come persone, nel senso autentico e profondo del termine; ciò potrebbe essere favorito dai pregiudizi, spesso sviluppati da esperienze indirette, e costrutti culturali, sociali, familiari che ci influenzano da quando siamo bambini, diventano parte di noi e orientano il nostro comportamento e le nostre scelte. Intrappolati in questi vincoli, ci sentiamo ostacolati ad avvicinarci all’altro in modo libero e genuino, e ciò potrebbe comportare l’istaurarsi di vissuti e comportamenti distruttivi a livello relazionale: l’allontanamento, la svalutazione, la rabbia, il disprezzo verso l’altro.

Come affrontare e confrontarsi, dunque, con il tema della “diversità”?

Un piccolo vademecum, lavorando su alcuni aspetti personali:

-essere empatici: cercare di mettersi nei panni dell’altro, prima di scegliere come approcciarsi all’altro;

-diventare consapevoli dei propri pregiudizi, limiti, difficoltà, per non agire in modo distruttivo nella relazione con l’altro;

-accettare l’altro nelle sue diversità, perché riconoscere e integrare tali aspetti con i nostri, contribuisce all’arricchimento personale;

-non farsi bloccare dalle apparenze, dai pregiudizi o dalle esperienze altrui nell’incontro con l’altro ma conoscere la persona nella sua essenza e non in base al colore della pelle, alla religione, all’etnia, ecc.

In questo senso possiamo aiutare anche i nostri bambini, figli e alunni, ad avvicinare l’altro in quanto risorsa e non ostacolo alla crescita.

Siamo tutti uguali nell’essere diversi poiché ognuno di noi è unico!

 

A cura di Dott.ssa Annanisia Centra, Psicologa-Psicoterapeuta in Como e Milano

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