Il ricordo commosso di don Giusto “Era un prete secondo il Vangelo che rischiava la sua vita ogni giorno”

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Don Giusto della Valle, nomen omen, è il prete di trincea della parrocchia di San Martino a Rebbio impegnato nell’accoglienza dei migranti e delle persone più bisognose.

Tante le analogie con la figura di don Roberto Malgesini, il prete degli “ultimi” assassinato questa mattina, martedì 15 settembre, vicino alla parrocchia di San Rocco dove da anni portava soccorso alle persone più fragili.

“Don Roberto era un prete secondo il Vangelo che ha vissuto la misericordia con grande disponibilità e con grande finezza nell’accompagnare la gente – ha raccontato senza nascondere la sua commozione Don Giusto ai microfoni di ComoCity – in parte è anche la mia storia. In questo momento non servono a nulla le letture ideologiche. Uno come don Roberto rischiava ogni giorno la sua vita perché era a contatto con situazioni di disagio e di reale bisogno”.

Non è mancato un ricordo anche alla figura di don Renzo Beretta, il prete ucciso nel 1999 a Ponte Chiasso con modalità molto simili. “Un prete ultra settantenne che sapeva benissimo di rischiare e che intorno a sé accoglieva tantissima gente”.

“L’importante è continuare quello che don Roberto ha fatto, mi auguro che non si chiuda nulla e che questo luogo possa rimanere aperto – ha aggiunto don Giusto –  la città di Como ha bisogno che mai di luoghi di accoglienza. Ci sono tante forze che lavorano dal basso, ci sono delle piccole (importantissime) tessere ma manca il mosaico nella sua globalità”.