Il Grande Mostro, gli esami online

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Superato il problema “lezioni telematiche”, rimaneva il Grande Mostro: gli esami online.

Vivevamo nell’ignoto, le informazioni ci venivano date all’ultimo momento e spesso e volentieri risultavano essere solamente voci di corridoio. Era una cosa nuova per tutti, soprattutto per i professori che, da una parte cercavano di fornire tutte le indicazioni a loro disponibili ma dall’altra pretendevano il massimo dagli studenti senza considerare le ipotetiche difficoltà riscontrate durante questi lunghi mesi di lockdown.

Finalmente, verso l’inizio di aprile, arriva l’e-mail tanto attesa circa le modalità per ogni singolo corso! Le varie decisioni prese da chi di competenza prevedevano tre modalità d’esame. Oltre ai classici esami scritti e/o orali si è pensato di assegnare attività più complesse come la stesura di tesine.

Essendo il mio indirizzo di studi incentrato molto sulla ricerca empirica e statistica, ho pensato “Niente di nuovo, anzi… meglio!”. La cosa buffa è che in tre anni di università ho svolto progetti di tesine per tantissime materie e corsi mentre ora che dicevano di sfruttare questa possibilità… nessuna tesina da scrivere. Ma non importa, armiamoci di pazienza e cerchiamo di capire allora come saranno effettivamente gli esami scritti e orali.

L’e-mail diceva: “Verrà usato il sistema Proctoring che prevede due software da scaricare: Proctorio e Respondus. Assicuratevi di effettuare il download nella maniera corretta e che tutto funzioni. Prima dello svolgimento di ogni esame sarà effettuato il riconoscimento facciale e ci sarà una dichiarazione da firmare in cui ci si impegna a non copiare”.

Non solo l’ansia delle nuove modalità d’esame, dovevamo improvvisarci anche tecnici informatici. Niente di impossibile da scaricare, è vero, ma presi dall’ansia del momento dovevamo anche stare attenti a che tutto funzionasse alla perfezione per non rischiare niente con gli esami.

Proctoring è un sistema che consente di monitorare, attraverso la webcam, i movimenti degli studenti, di ascoltare l’audio ambientale e di impedire qualsiasi altra attività sul computer. In altre parole: non possiamo muoverci troppo, non possiamo distogliere lo sguardo dal computer, non possiamo permetterci il minimo rumore in casa. Tutto questo perché il software potrebbe percepire rumori o movimenti anomali, segnalarlo al docente che poi deciderà se effettivamente si stava cercando di copiare o meno.

Oltre a queste misure di sicurezza e precauzione, credo un po’ estreme, c’era l’instabilità della connessione. Non siamo certo un Paese rinomato per i nostri dispositivi tecnologici e per la nostra qualità della rete. Eppure, i nostri esami erano solamente nelle mani di internet e della connessione precaria. In aggiunta, non si è mai capito cosa sarebbe successo nel caso in cui fosse saltata la connessione. Per alcuni, c’era l’esame orale assicurato mentre per altri si veniva direttamente bocciati. E quindi, a chi dovrei dare ascolto?

Dopo queste meravigliose notizie tutta l’ansia che avevo per gli esami in sé si è tramutata in ansia generale: e se ricevo segnalazioni? Se salta la connessione? Se qualcuno, postino, pubblicità o altre persone citofonano? Come faccio con i miei familiari che sono in casa? Non posso mica metterli in castigo in un angolino dicendogli di non fare il minimo rumore…

Insomma non sono stati i soliti esami che tutti si aspettavano e a cui tutti eravamo abituati. Il Grande Mostro si stava avvicinando e bisognava pensare ancora a tantissime cose.

Giorgia Tuvo, studentessa universitaria