Ha finalmente ripreso il lavoro l’equipe di Progetto sorriso nel mondo onlus

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Qualche anno addietro insieme al dott. Andrea di Francesco Presidente e socio co-fondatore dell’ associazione progetto sorriso nel mondo onlus e responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Chirurgia Maxillo-Facciale Pediatrica presso l’ASST Lariana – Ospedale Sant’Anna di Como, ho voluto ricordare a tutti l’importanza della parola dono. Una intervista che ha lasciato dentro di me un ricordo di grande affetto ed empatia.

Qui l’intervista per chi se la fosse persa: https://youtu.be/U3aof_DrwyE

Si dice che un gesto valga più di mille parole, in questo caso mi permetto di dire che il dott. di Francesco insieme alla sua equipe ha fatto di queste parole un impegno di vita donando a chi non può permettersi cure mediche un sorriso e una vita all’insegna della speranza. Insieme ai dott. Nicola Mannucci e Giuseppe Verrina ha creato un gruppo di lavoro costituito da professionisti che dal 1997 è impegnato nel trattamento e nella cura delle malformazioni cranio-facciali infantili, come la labiopalatoschisi, in Paesi a basse risorse, quali Bangladesh e Repubblica Democratica del Congo. Chirurghi, anestesisti e infermieri volontari che, ogni anno, tornano nelle stesse strutture e nello stesso periodo, per portare aiuto e speranza ai bambini e alle loro famiglie prive di mezzi economici.

In questi giorni ho avuto notizie davvero belle sul proseguo del progetto promosso dal dott. di Francesco il quale mi ha mandato uno scritto che voglio condividere con voi e che racchiude lo spirito che muove le persone a cambiare il mondo rendendolo un posto migliore.

Per tutte le informazioni vi rimando al sito ufficiale: https://www.progettosorrisonelmondo.org/

 CONTINUO1, dal latino continere, “tenere insieme, congiungere”[…] che si succede senza mai cessare. 

Ogni ritorno in Bangladesh ritrova immagini scolpite, immutabili: i tramonti dorati, la vegetazione smeraldo, i sorrisi argentei di un popolo che dal poco ha fatto tutto, nondimeno crescendo vertiginosamente nell’ultimo decennio. Ripercorrendo la strada dalla capitale Dacca alla città che ci ospita da sempre, Khulna, la porta delle Sundarbans, si fanno proprie le parole del poeta Tagore: «La vita non é che la continua meraviglia di esistere!»2. Meraviglia che si succede senza mai cessare, congiungendo la realtà cui siamo avvezzi con la quotidianità locale. 

CONTINUARE3, seguitare una cosa incominciata[…], riprendere dopo un interruzione, […] perseverare, persistere 

Quando 30 anni fa questo Progetto muoveva i primi passi, nessuno di noi avrebbe mai pensato di essere ancora qui, perseverante nell’attività di cura e supporto, persistente come la profonda impronta che l’animo locale ha lasciato nel cuore di tutti noi che abbiamo condiviso questa realtà. D’altronde seguitare una cosa incominciata è l’essenza stessa dell’impegno, preso con chi ci aspetta ogni anno per continuare le cure, ma in prima battuta con noi stessi: a maggior ragione dopo un periodo di assenza forzata, per l’oggettivo rischio sanitario e socio-logistico post-pandemico. 

CONTINUITA’4: qualità d’essere continuo, estensione non interrotta nel tempo o anche nello spazio […] 

Le migliaia di pazienti curati, principalmente bambini e al ritmo di un centinaio l’anno, si aspettano di essere assistititi con continuità, per tutto il tempo di cura necessario. Questa estensione ininterrotta nel tempo è fondante il patto di fiducia, sigillato tra noi e i malati: abbandonare un bambino che stiamo curando significa deluderlo, tradendone la fiducia e condizionandone il futuro. A ciò si somma la concreta necessità clinica di valutazioni ed interventi periodici, in una chirurgia elettiva con diversi interventi programmabili secondo la crescita del piccolo paziente, attraverso multiple procedure. Solo un pieno concatenamento di queste nel corso degli anni determinerà il risultato ottimale, ovvero quello raggiungibile presso le nostre strutture occidentali. La continuità delle cure, l’assistenza sanitaria coordinata e senza interruzioni nonostante tutte le complessità e con il coinvolgimento di operatori sanitari differenti è qui assicurata dal personale residente, che negli anni ha sviluppato anche una rete di relazioni ambulatoriali complementari alla struttura ospedaliera. 

CONTINUITA’ 5nel linguaggio medico, soluzione di continuo, discontinuità in un tessuto organico. […] 

Tutto ciò che vi abbiamo illustrato ha il fine ultimo di curare, di unire chirurgicamente quella che definiamo una soluzione di continuo, l’interruzione o la mancata fusione di strati tissutali, ricostruendone appunto la continuità. Non manca nulla, il nostro lavoro è riunire, al più dopo un lieve rimodellamento, ciò che già è presente. 

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