Lo scenografo erbese Ezio Frigerio racconta i suoi anni con Strehler

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Ezio Frigerio. Cinquant’anni di teatro con Giorgio Strehler

Lunedì 20 marzo alle ore 18.30 si terrà al Teatro Sociale di Como la presentazione del volume: Ezio Frigerio. Cinquant’anni di teatro con Giorgio Strehler.

lo scenografo erbese Ezio Frigerio

 

Lo scenografo erbese, nonchè autore del libro, ci racconterà l’eccezionale e proficua collaborazione conGiorgio Strehler.
Interverranno con lui Luigi Cavadini – Assessore alla cultura Comune di Como – e Mariagrazia Gregori – Critico teatrale
.

La vita professionale di Ezio Frigerio comincia a Milano nel 1955 quando incontra Giorgio Strehler. Egli lo vuole subito come costumista e come tale firma lo spettacolo La casa di Bernarda Alba al Piccolo Teatro.

Giorgio Strehler

 

Inizia un lungo sodalizio a volte intenso, a volte discontinuo, dal quale avranno vita alcuni fra i più importanti spettacoli del Piccolo, Re Lear, Santa Giovanna dei macelli, Come tu mi vuoi, Minna von Barnhelm per non citare Arlecchino servitore di due padroni di cui Frigerio firma tutte le scenografie a partire dal 1956. Alla Scala poi Simon Boccanegra, Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Lohengrin, insomma tutti gli spettacoli lirici di Strehler a partire dal 1973. Ritroviamo Frigerio ancora con Strehler a Vienna con laTrilogia della villeggiatura, a Parigi ancora con la Trilogia, L’illusion, L’opera da tre soldi, e Le nozze di Figaro(all’Opéra). Ancora con Strehler fino all’ultimo giorno lavorando appassionatamente con lui a Così fan tutte di Mozart.

Ezio Frigerio condividerà così con tutta la città i racconti e gli aneddotti dei dietro le quinte di questo straordinario uomo di teatro.

L’Encyclopédie universelle parla di lui alla voce “Scenografia” con queste frasi:

..Ma il teatro italiano non è pertanto abbandonato. Al contrario il suo potere di illusione, vedi la materializzazione della psiche che si è riaffermata con la presenza della figura del “regista”, è sovente accompagnato da uno scenografo che propone una visione molto personale dell’opera che si vuole montare. Rinnovando col tratto di Sebastiano Serlio e Riccardo Peruzzi, attraverso le sontuose strutture che mette in scena per gli spettacoli di Planchon e soprattutto di Strehler, Ezio Frigerio arriva così a creare delle forme ispirate, come è evidente, a palazzi e chiese barocche o, al contrario, all’architettura industriale dove si riconosce la cultura dei nostri tempi. La scena non illustra il testo, lo rischiara visualmente…

Il Financial Times gli ha dedicato un grande articolo, che lo definisce uno dei più grandi artisti visivi viventi.

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