Emergenza gatti nel comasco: mai così tanti

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Ci sono ma non si vedono. L’emergenza gatti nel comasco è un fenomeno silenzioso che però sta mettendo duramente alla prova le volontarie impegnate in questo settore.

Si tratta di un’emergenza su più fronti:

Emergenza di gatti randagi che in questi ultimi mesi sono aumentati molto: le volontarie sono oberate di lavoro per cercare di tenere le nascite sotto controllo, sterilizzando le femmine e recuperando le cucciolate che nascono in zone pericolose e trafficate. Spesso, pensando di agire nel bene, capita che molte persone diano da mangiare a gatti randagi senza però provvedere alla segnalazione alle associazioni competenti. La segnalazione in quei casi è fondamentale perché previene il proliferare di gatti e permette un controllo delle nascite ma molto spesso viene fatta solo nel momento della cucciolata, quando i gatti si sono già riprodotti e sono quindi più impegnativi da gestire.

Emergenza di gattini da allattare: infatti un’altra grande fetta del lavoro di chi si occupa del volontariato con i gatti è l’allattamento dei gattini che non hanno ancora raggiunto l’età dello svezzamento. Questo compito in particolare rappresenta un grandissimo impegno: richiede grande esperienza, attenzione e soprattutto moltissimo tempo a disposizione, dovendo allattare i cuccioli ogni 3 ore circa.

Emergenza di abbandoni e deresponsabilizzazione di proprietari che molto spesso adottano gattini senza pensare all’impegno a lungo termine e vedono nella liberazione del proprio animale l’unica soluzione. 

Non avendo una struttura specifica per aiutare i gatti, le volontarie sono sempre alla ricerca di aiuto, soprattutto nei periodi estivi dove le nascite crescono esponenzialmente. Per questo motivo gli stalli temporanei (famiglie che si rendono disponibili per ospitare momentaneamente i gatti in cerca di adozione) sono per loro un’ancora di salvezza.

Cosa si può fare? Cosa servirebbe?

Sicuramente serve più consapevolezza sulle adozioni e sulle sterilizzazioni.

È fondamentale sterilizzare anche il proprio gatto privato e non permettergli di fare cucciolate casalinghe. Queste cucciolate, oltre ad alimentare il sovrappopolamento felino, causano in moltissimi casi “adozioni regalo” fatte superficialmente, le quali danno vita ad abbandoni o a ulteriori cucciolate, creando un circolo vizioso. Non sono affidi pensati e studiati, sono affidi nati sul momento, mossi dalla tenerezza di avere un cucciolo.

Se invece si vuole andare in soccorso delle volontarie che in questo momento si trovano in difficoltà ogni aiuto è sempre ben accetto. Rendersi disponibili per gli stalli temporanei o offrire piccole donazioni di cibo e/o materiali è un gesto che i felini comaschi (e soprattutto chi si occupa di loro) apprezzeranno sicuramente.

Per segnalazioni e/o per diventare un volontario si può scrivere una mail a [email protected]

 

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