Didattica a distanza, il racconto diretto di tre studenti delle scuole superiori del territorio

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In questi mesi si parla tantissimo di scuole. Sono stati interpellati esperti e personaggi di spicco sull’argomento ma i diretti interessati sono i docenti e in primis i giovani studenti che ancora una volta, dopo il primo lockdown di marzo, si trovano ad affrontare la didattica a distanza.

Andrea, Tommaso e Sofia ci parlano della loro esperienza e di come stanno affrontando questo momento critico che li tiene lontani da scuola.

Andrea Binelli, ultimo anno Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Como

Cosa ne pensi della Dad?

Penso che sia un ottimo modo per riuscire a continuare a fare lezione senza essere rischiare contagi in presenza ma, allo stesso tempo, è molto impegnativa sia per il carico di lavoro sia per le ore passate davanti allo schermo.

State vivendo la stessa situazione di marzo con il primo lockdown?

Le situazioni sono abbastanza simili, siamo praticamente tutti chiusi in casa come a marzo e la didattica a distanza è pressoché la stessa se non per il fatto che, ovviamente, i professori si sono abituati a questa forma d’insegnamento e hanno avuto modo di perfezionare il loro metodo durante l’estate.

Che cosa bocceresti della didattica online?
Il carico di lavoro. Spesso veniamo sovraccaricati di compiti e studio perché la didattica da casa è vista come una possibilità di avere più tempo. In realtà non è così, le ore di lezione sono le stesse, risparmiamo solo il tempo del tragitto e nel resto della giornata è utile anche distrarsi.

Che cosa ti manca di più della scuola?

Mi manca il rapporto umano che c’era tra i miei compagni e i professori. Durante le lezioni capitava spesso di trovare conforto e supporto nei volti dei tuoi compagni che ti aiutavano a staccare e rilassarti.

Come sono cambiati i rapporti con i tuoi coetanei?

Fortunatamente non sono cambiati di tanto, durante il lockdown precedente comunque la sera li sentivo spesso al telefono per giocare assieme o semplicemente per fare una chiacchierata.

Come trascorri le tue giornate in casa?

La mia giornata inizia alle otto con la scuola, che poi finisce alle due meno un quarto. Nel pomeriggio poi studio e quando ho finito di studiare mi sento con i miei amici per giocare mentre chiacchieriamo, guardo una serie tv oppure suono la chitarra.

La sera principalmente mi rilasso chiacchierando al telefono con i miei amici

Quali sono le prime 3 cose che farai quando finirà la pandemia?

Come prima cosa organizzare un concerto con i miei amici, suono la chitarra e la sensazione del pubblico dal vivo mi manca particolarmente.

In secondo luogo, riprenderò a fare sport ed infine organizzerò un’uscita con dei miei amici

Sofia Maspero, ultimo anno Istituto Paolo Carcano

Cosa ne pensi della Dad?

Penso che la DAD sia “un male necessario”, in quanto riduce al minimo i rapporti umani (e quindi le possibilità di contagio), ma rende molto più complicato l’apprendimento, sia perchè l’attenzione dello studente a casa fra letto, telefono, spuntino e comodità varie è ridotta al minimo, sia per la difficoltà della comunicazione fra alunno e studente, soprattutto nelle materie più pratiche, in cui l’intervento dell’insegnante molto spesso è fondamentale. Tuttavia, mi rendo conto che è l’unico mezzo possibile per continuare il nostro percorso scolastico in sicurezza, quindi diciamo che ci si adatta.

State vivendo la stessa situazione di marzo con il primo lockdown?

Fortunatamente la situazione rispetto al primo lockdown è migliorata, perché prima fra mancanza di dispositivi tecnologici, connessioni internet lente, professori che non capivano il funzionamento dei vari programmi la situazione era abbastanza critica. Ora fortunatamente grazie, probabilmente, all’intervento di tecnici specializzati che hanno istruito gli insegnanti su come muoversi al meglio sui programmi ed ai professori che hanno stilato un programma adattabile alla DAD, la situazione è migliorata.

Che cosa bocceresti della didattica online?

Della didattica online boccerei essenzialmente tre cose: le ore davanti al computer, la comunicazione con gli insegnanti ridotta e la mancanza di attenzione. Io solitamente passo 5 o 6 ore davanti al computer, e altre volte addirittura 8 (con un ora di pausa per il pranzo) e questo mi provoca molto mal di testa e mal di schiena. La comunicazione con gli insegnanti è molto ridotta e per me, che frequento un istituto tecnico, le materie pratiche sono molte e l’impossibilità di ricevere l’aiuto dell’insegnante in modo adeguato molto spesso è un problema. La mancanza di attenzione è una mia grande pecca, ed è vero che con un po’ di impegno in più potrei farcela, ma le distrazioni sono davvero molte nell’ambiente domestico e per le materie più difficili la situazione è davvero complicata.

Cosa ti manca di più della scuola?

Della scuola mi manca soprattutto l’ambiente, il rapporto con i miei compagni e le abitudini che comportano l’andare a scuola tutti i giorni. Mi manca molto ridere e scherzare con i miei amici, la pausa pranzo con loro, giocare e divertirci durante educazione fisica, ogni tanto fare arrabbiare i prof. Paradossalmente mi manca anche prendere il bus la mattina e la solita routine che deriva dalla scuola.

Come sono cambiati i rapporti con i coetanei?

I rapporti con i miei compagni sono peggiorati, certo non sono andati allo sfacelo ma comunque ne hanno risentito. Certo, i rapporti con il mio gruppo di amici “più stretti” è continuato nel migliore dei modi, nonostante la distanza. Invece con i compagni con cui era semplicemente bello fare due chiacchere e cui c’era un legame ma non molto intenso, il rapporto è praticamente sparito. Se non due scambi di parole sul gruppo della classe ma nulla di più.

Come trascorri le tue giornate in casa?

Le mie giornate a casa trascorrono piuttosto lente e noiose. Sveglia alle 8 del mattino e subito in videolezione fino alle 13/14. Si pranza e poi studio. Il tempo per gli hobby è più limitato perchè il carico di compiti è aumentato visto che i professori per controllare l’andamento della classe e l’apprendimento assegnano molti più compiti. Tuttavia, quando si può cerco di rilassarmi e di staccare dal telefono il più possibile per riposare gli occhi e la mente.

Quali sono le prime tre cose che farai quando finirà la pandemia?

Le prime tre cose che farò saranno: innanzitutto sicuramente rivedere tutte le persone che non vedo da un sacco: il mio ragazzo, i miei amici e parenti che in questo periodo mi sono mancati veramente come l’aria, con tanto di abbracci baci eccetera. Al secondo posto andrò a fare una bella gita fuori porta, magari in montagna per godermi un po’ di aria fresca che dopo tutti questi giorni in casa è davvero necessaria. Al terzo posto un bel salto al ristorante e mangiare i miei piatti preferiti per tirarmi un po’ su di morale.

Tommaso Pioltelli, terzo anno Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Erba

Cosa ne pensi della Dad?

Tutto sommato, vista la situazione, credo sia una buona soluzione. Nonostante le misure preventive che adottavamo scrupolosamente durante le lezioni in presenza, questo è sicuramente il metodo più sicuro.

State vivendo la stessa situazione di marzo con il primo lockdown?

Più o meno è uguale ma meglio organizzata. La scuola ha messo a disposizione computer e dispositivi informatici per chi ne era sprovvisto, ora abbiamo pause tra le lezioni e le attività proposte dai professori stanno diventando più varie e coinvolgenti. Inoltre, per non affaticare eccessivamente la vista gli insegnanti spesso ci propongono attività sui libri per poi fare la correzione insieme.

Cosa bocceresti della didattica onine?

Tutte le barriere che ci sono, dai problemi di connessione al rapporto umano completamente assente. Interagire con i prof e i compagni è essenziale, favorisce l’apprendimento e consente di affaticare meno la mente. Inoltre, a casa ci sono una serie di distrazioni inevitabili e questo contribuisce a peggiorare la nostra esperienza a distanza.

Come sono cambiati i rapporti con i coetanei?

Purtroppo, si sono affievoliti i rapporti con chi vedevo solo a scuola. Il mio gruppo di amici più stretti è rimasto invariato ma con le persone che frequentavo meno e che avevo occasione di vedere solo a scuola il rapporto è leggermente diminuito.

Come trascorri le tue giornate in casa?

Nota positiva della didattica a distanza è la sveglia mezz’ora più tardi, non dovendo prendere il bus posso dormire un po’ di più. Alle 8 iniziamo puntuali le lezioni che, solitamente finiscono alle 13. Dopo una piccola pausa mi dedico ai compiti e al ripasso per le materie dei giorni seguenti, così da essere preparato per le verifiche e le interrogazioni.

Quali sono le prime tre cose che farai quando finirà la pandemia?

Sicuramente vorrei rivedere i miei amici, soprattutto quelli con cui ho perso un po’ i contatti, poi non vedo l’ora di tornare a fare sport (io pratico nuoto e momentaneamente le piscine sono chiuse) e infine farei un viaggio con la mia famiglia. Prima della pandemia organizzavamo un viaggio ogni anno ma nel 2020 questa cosa non è stata possibile e ora mi manca molto.

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