Dalla Chiesa porta l’Università Itinerante a Como. Tre giorni di scambi e riflessioni anche con il Procuratore Piacente

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Tre giorni molto intensi, di grande scambio reciproco e di confronto sui temi della legalità. Nando dalla Chiesa non ha avuto dubbi e ha scelto Como per portare la sua Università Itinerante sulla legalità e riportare l’attenzione sulla presenza della ‘ndrangheta nei nostri territori.

Insieme a lui si sono riuniti una ventina di ex studenti, ma non solo, per confrontarsi sui temi della legalità e fare un punto su quella che è la loro esperienza post universitaria. Esperienze diverse ma legate dal comune denominatore di appartenenza a una comunità scientifica e valoriale che ruota intorno al professor Nando dalla Chiesa, una figura che ha cambiato la vita di molti studenti che hanno avuto la fortuna di averlo trovato sul loro cammino. Sociologo, scrittore, presidente onorario di Libera e non per ultimo docente universitario presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale degli Studi di Milano dove nel 2009 ha ideato il primo corso di Sociologia della Criminalità Organizzata.

Così per tre giorni all’Ostello Bello si sono riuniti ex studenti, ricercatori, dottorandi, dottori di ricerca, giornalisti e neo arruolati nelle forze dell’ordine con l’intento di parlare delle loro singole esperienze e per portare nelle loro vite, anche professionali, un’esperienza unica capace di iniettare i giusti anticorpi nella società civile.

Una tre giorni ricca di incontri iniziata con il contributo del giornalista de La Provincia Paolo Moretti che ha fatto una fotografia della storia recente del contrasto delle organizzazioni mafiose nel territorio comasco e finita, questo pomeriggio, con l’incontro con il procuratore di Como Nicola Piacente.

Il Procuratore di Como, Nicola Piacente, e il Professor Nando dalla Chiesa

Professore perché ha scelto proprio Como?

Perché le Università Itineranti sono concepite anche in una logica di piacevolezza dei posti, per stare bene insieme e per discutere in ambienti piacevoli. Si discute e si lavora molto anche quando sembra che ci divertiamo. Non da ultimo avevamo bisogno di avere delle informazioni di prima mano sulla vicenda comasca perché è stata al centro dell’attenzione più volte delle stampa e della magistratura anche a seguito delle ultime inchieste. C’è la sensazione di qualcosa di sommerso che non è ancora stato tirato fuori.

Como, a suo parere, è un territorio ad alta intensità mafiosa?

Nel primo rapporto stilato per la presidenza della Commissione Parlamentare Antimafia tra il 2014 e il 2017 avevamo dato dei punteggi per la presenza mafiosa a tutte le province del Nord. Como aveva avuto 2 come punteggio (1 era il più alto). Un punteggio che oggi andrebbe senza dubbio rivisto. Stiamo parlando di un territorio che ha visto oltre 50 arresti per associazione mafiosa negli ultimi 10 anni.

In questa tre giorni chi ha voluto riunire?

Ho chiamato “gli anziani” tra i miei ex studenti per rendermi conto con loro del cammino che hanno fatto in questi anni e per capire che rapporto c’è tra la formazione che hanno acquisito in università e la loro esperienza professionale. Ho chiamato anche alcuni studenti più giovani per permettergli di respirare quest’aria. 

Uno dei tanti libri che ha scritto è “Per fortuna faccio il prof”. Di tutto il suo percorso professionale in Università qual è uno dei ricordi più belli?

Anche questa settimana rientra nei bellissimi ricordi se pur organizzata in fretta a fine luglio. Sempre questa settimana abbiamo avuto il riconoscimento ufficiale della natura internazionale del nostro dottorato di ricerca. Una grande soddisfazione.

Ci raccontava che un suo grande desiderio sarebbe quello di riunire in futuro tutti i suoi studenti…

Sì, vorrei riunire tutti gli studenti che ho incontrato in questi anni. Non sarà facile intercettare quasi duecento tra laureati e studenti che ho molto a cuore ma proveremo a farlo.