Covid: liberi tutti in Inghilterra dal 19 luglio. Lo annuncia in diretta tv Boris Johnson

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Summer in London by Blubel on Unsplash

Lunedì 5 luglio Boris Johnson ha annuncio importanti novità sul programma di riapertura del paese.

L’ormai famosa roadmap predisposta dal governo conservatore a inizio anno è alle battute conclusive e, in realtà, si sarebbe già dovuta concludere il 21 giugno scorso. Purtroppo, però, la situazione epidemiologica in Inghilterra non era tale da poter far scattare l’ultima fase come precedentemente previsto.

Ieri, in diretta tv, il primo ministro ha invece confermato che il passo finale verso la totale apertura del paese avverrà il 19 luglio, mostrando quindi la volontà del governo di uscire totalmente da una politica di restrizioni sulla vita dei cittadini durata ininterrottamente per 16 mesi. Tutti i divieti imposti finora dal governo termineranno: uso della mascherina, assembramenti, lavoro da casa e chiusura di alcune attività (come per esempio i locali notturni). Insomma, si torna alla vita pre-covid, con il solo buon senso dei cittadini a farla da padrone.

L’annuncio arriva, però, in un momento sicuramente ancora non facile per il Regno Unito dal punto di vista epidemiologico. I numeri sono in costante crescita a causa della variante delta e il servizio sanitario nazionale, che proprio ieri ha compiuto gli anni, rischia nuove pressioni. Boris Johnson ha affermato che purtroppo bisogna aspettarsi un maggiore aumento dei casi e di morti, ma è sicuro della linea adottata. La decisione è pienamente supportata soprattutto dal nuovo ministro della salute Sajid Javid, da pochi giorni subentrato a Matt Hanchock, travolto recentemente da uno scandalo sessuale.
La curva dei contagi nel Regno Unito
La campagna vaccinale nel Regno Unito

 

Il primo ministro ha motivato la sua scelta in due punti: in primis la campagna vaccinale ormai arrivata, secondo il numero uno di Downing Street, a un punto di svolta con un livello di protezione sulla popolazione rassicurante per assumersi tale rischio. Il secondo aspetto preso in considerazione riguarda le tempistiche della riapertura. Il leader conservatore ha infatti posto la domanda: “Se non ora, quando?”. Elencando varie ipotesi, ha affermato che se tali aperture non avvenissero ora, bisognerebbe aspettare l’autunno, rischioso perché rappresenta il momento dove il virus circola più velocemente, o addirittura l’anno prossimo.

L’annuncio ha provocato molto scetticismo e critiche da parte di numerosi cittadini, politici e medici. Per molti, infatti sembra che la totale cancellazione di regole e restrizioni sia troppo prematura e in quadro sanitario non ottimale. Personalmente, credo che sia arrivato il momento di cominciare a pensare di convivere con il virus, ma che forse sia un po’ avventata la scelta di procedere così presto e così velocemente all’abbandono di regole e comportamenti utili al contenimento della pandemia.

Vogliamo tutti una vita normale ma, forse, è ancora prematuro pensare di averla. Mi auguro di sbagliare.