Covid-19, anche i canili e i loro ospiti pagano un duro prezzo

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Il 2020 non ha risparmiato proprio nessuno e, mentre mezza Italia si prepara a chiudere temporaneamente i battenti, anche il canile deve dire addio alla sua solita routine.

Per ora: niente più volontari, niente più passeggiate, niente più visite ma soprattutto niente più adozioni.

Questa nuova quarantena, così come aveva fatto la prima, porta una ventata di calma, troppa calma. Non c’è il via vai, i cani non abbaiano come prima e allo stesso tempo bisogna affrontare il blocco degli affidi e delle adozioni. Coloro che stavano pazientemente aspettando il proprio turno ora devono fare i conti con il congelamento delle pratiche.

Non ci voleva, non ci voleva per nessuno. Nemmeno per Puma che probabilmente sta vivendo i suoi ultimi mesi di vita e, nonostante sia coccolato e viziato dai responsabili e i dipendenti, sentirà la mancanza dei suoi amici volontari; non ci voleva per Sam che, arrivato da poco al rifugio, ha già suscitato l’interesse di moltissimi ma, a causa della situazione attuale, dovrà aspettare ancora un po’ prima di essere adottato.

Un altro prezzo da pagare è la rinuncia ai tradizionali mercatini di Natale, interamente organizzati dai volontari. Sono sempre state giornate di gioia in cui molti proprietari ritornano con i loro amici a quattro zampe, adottati dal rifugio Valbasca, per un saluto e per augurare un buon Natale anche a chi una casa ancora non ce l’ha ancora. Oltre ad essere un’occasione per ritrovarsi tutti insieme e festeggiare il Natale era un momento essenziale per la raccolta fondi per sostenere il canile e i suoi ospiti. Senza le donazioni il canile si trova ad attraversare momenti molto delicati. 

Non ci resta che stringere i denti e sperare che tutto questo possa passare in fretta, aspettando con ansia che anche il canile possa riaprire le sue porte a famiglie e volontari e i suoi ospiti possano trovare un po’ di pace circondati da chi li ama.