Convince il giallo “Nostalgia del sangue”, scritto da Dario Correnti per Giunti

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La letteratura di genere noir-thriller trova un nuovo convincente protagonista con Dario Correnti che firma per Giunti un trascinante intrigo dal titolo “Nostalgia del Sangue”

In realtà il nome in copertina è uno pseudonimo che cela due autori occulti, capaci di narrare una vicenda oscura, serrata e inquietante ma anche umana, piena di ritmo e colpi di scena secondo la migliore tradizione del romanzo giallo

La copertina del libro di Dario Correnti

La storia trae spunto da quello che le cronache indicano come il primo serial killer italiano, Vincenzo Verzeni , noto come il vampiro di Bottanuco. un caso risalente al 1870, al quale, nel romanzo, uno spietato e inafferrabile mostro dei giorni nostri si ispira per compiere i suoi efferati crimini

Le note di copertina del volume recitano:

Certe mostruosità possono maturare solo in posti così: una provincia del nord Italia, dove soltanto pochi metri separano un gregge di pecore da un centro commerciale con sala slot e fitness, dove la gente abita in villette a schiera con giardino, tavernetta e vetrina con i ninnoli in cristallo, dove riservatezza è il nome che si attribuisce a un’omertà che non ha niente da invidiare a quella dei paesi dove comanda la mafia.

Gli stessi luoghi che più di cento anni fa, infestati dalla miseria, dalla denutrizione e dalla pellagra, videro gli spaventosi delitti di Vincenzo Verzeni, il ”vampiro di Bottanuco”, il primo serial killer italiano, studiato da Lombroso con la minuzia farneticante che caratterizzava la scienza di fine Ottocento e aggiungeva orrore all’orrore.

Il serial killer che sembra citare il modus operandi di quel primo assassino non è però un giovane campagnolo con avi ”cretinosi”, è una mente lucidissima, affilata, che uccide con rabbia ma poi quasi si diletta, si prende gioco degli inquirenti.

A raccontare ai lettori le sue imprese e, a un certo punto, a tentare in prima persona di dargli la caccia, la coppia più bella mai creata dal noir italiano: Marco Besana, un giornalista di nera alle soglie del prepensionamento, disilluso, etico e amaro come molte classiche figure della narrativa d’azione, e una giovane stagista, la ventiseienne Ilaria Piatti, detta ”Piattola”. Goffa, malvestita, senza neppure un corteggiatore, priva di protezioni, traumatizzata da un dolore che l’ha segnata nell’infanzia e non potrà abbandonarla mai, eppure intelligentissima, intuitiva, veramente dotata per un mestiere in cui molti vanno avanti con tutt’altri mezzi, Ilaria è il personaggio del quale ogni lettrice e lettore si innamorerà.

E proprio il taglio dell’indagine, giornalistica, più che poliziesca, riserva al lettore un attualissimo ed informato sguardo su come il progresso tecnologico abbia segnato indelebilmente il mondo dei quotidiani e dell’editoria d’informazione in genere, attraverso una narrazione appassionata e a suo modo romantica, con uno sviluppo dei personaggi convincente e una analisi dei luoghi accurata quanto amara e cinica.

le 554 pagine del libro pubblicato da Giunti si leggono tutte d’un fiato, tra momenti di rara tensione e innegabile mistero, un mistero che si aggiunge a quello dell’identità dei suoi autori, probabilmente un uomo e una donna che conoscono bene i meccanismi e i rituali di una redazione giornalistica.

Prezzo di copertina 19 euro

il libro è in corso di traduzione in molti paesi e ha riscosso da subito un notevole successo diventando in breve un caso editoriale

 

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