Como, protesta dei senzatetto davanti al Comune per la chiusura del dormitorio

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Divulghiamo la nota del sindaco di Como, Mario Landriscina, in seguito alla protesta dei senzatetto avvenuta ieri mattina davanti al Municipio per chiedere la riapertura del dormitorio.

Ieri mattina alcuni ospiti delle strutture al momento collocate in via Sirtori si sono raggruppati presso il palazzo Comunale per protestare contro la chiusura del dormitorio a suo tempo attivato per affrontare la c.d. “emergenza freddo”.

Tale iniziativa, peraltro non nota all’Amministrazione, è evidentemente successiva all’annuncio della Caritas di voler concludere tale attività per ragioni unilateralmente individuate.

Si evidenzia che negli scorsi anni la conclusione del periodo di ospitalità invernale era prevista al termine della stagione fredda, mentre in questa occasione è stato condiviso, attribuendo parte dei costi aggiuntivi all’Amministrazione Comunale, un prolungamento adeguato per le note vicende connesse alla pandemia.

Nel merito è opportuno evidenziare che il Centro Cardinal Ferrari, che ha generosamente concesso i luoghi, è tutt’ora disponibile all’accoglienza sino al 31 agosto 2020.
Presa buona nota di questa preziosa opportunità e registrato che Caritas metterebbe a disposizione la tensostruttura con arredi ed attrezzature, questa Amministrazione è già alla ricerca di un adeguato soggetto che ne assuma la gestione per il prossimo periodo.

Evidenziato che questa Amministrazione, pur in una città che già dispone di diverse strutture adibite a dormitorio, anche al fine di adottare procedure di tutela di queste persone durante il periodo pandemico ha aperto ex novo, sostenendone gli oneri, un’ulteriore struttura situata presso la palestra Mariani, tutt’ora in funzione, che con la preziosa collaborazione della locale ASST, ha reperito e predisposto degli appositi locali dove eventualmente accogliere persone senza fissa dimora che avessero bisogno di isolamento, che in aggiunta ha posto a bilancio somme per sostenere la rendicontazione delle spese aggiuntive per tutte le strutture/dormitori che hanno esteso alle intere 24 ore l’accoglienza di queste fragilità, che peraltro ha supportato diverse esigenze che le varie Comunità rappresentavano per contrastare la diffusione virale e che inoltre ha in corso l’assistenza ad alcune migliaia di cittadini residenti in grave difficoltà economiche a seguito della pandemia, si conferma che pur faticosamente a seguito delle note situazioni dai pesanti risvolti anche economici intervenuti in questo drammatico periodo, proseguono incessantemente le azioni per realizzare una adeguata accoglienza a favore dei “Senza Dimora”, contestualmente costruendo un percorso di reinserimento che vada oltre le più basilari necessità.

A questo proposito saranno bene accolte disponibilità concrete di sostegno che dimostrino ancora una volta la tradizionale generosità della cittadinanza che spesso, in silenzio e senza clamori, sostiene progetti di comune interesse per una migliore convivenza e fattiva solidarietà.