Como, i “furbetti” dell’esame per la patente di guida: due finiscono nei guai

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La Polizia Locale di Como nei giorni scorsi ha denunciato due uomini per tentata truffa durante gli esami per il conseguimento della patente di guida. L’operazione condotta dagli agenti in via Tentorio rientra nell’ambito dei controlli concordati con la Motorizzazione Civile per contrastare un collaudato sistema attuato per aggirare lo scoglio della prova teorica.

Il blitz diretto dal commissario Luciana Costantini durante lo svolgimento dei quiz ha consentito di sorprendere in flagranza di reato (in due distinte sessioni) un ventenne originario dell’India e un trentasettenne del Pakistan.

Il primo residente a Erba è stato trovato con uno smartphone attaccato all’interno della felpa, sulla quale era stato praticato un piccolo foro attraverso cui venivano riprese le domande proiettate sul monitor assegnato all’esaminando e trasmesse ad un complice all’estern, che completava “l’operazione” comunicando la risposta corretta. L’autore della tentata truffa, che riceveva i suggerimenti tramite due auricolari, una volta colto sul fatto, ha dapprima tentato di negare ogni addebito, salvo poi dover ammettere le proprie responsabilità al termine della perquisizione, all’esito della quale veniva scoperto il sistema escogitato.

Le ridotte dimensioni del piccolo marchingegno elettronico hanno rischiato di costar caro al giovane,  costretto a sottoporsi alle cure dei sanitari dell’ospedale Sant’Anna. Nell’intento di non essere scoperto l’uomo ha infatti infilato troppo in profondità le piccole cuffie, che sono state recuperate solo grazie all’intervento dei medici del pronto soccorso.

 

Il materiale utilizzato è stato sottoposto a sequestro penale (cellulare – schede sim-  auricolare), mentre dopo gli atti di rito il responsabile è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Como per il reato di tentata truffa in concorso.

 

Stesso escamotage quello attuato dal trentasettenne originario del Pakistan, residente a Luisago, che, al contrario dell’altro candidato, è stato controllato solo dopo aver ultimato gli esami, peraltro brillantemente superati. Anche in questo caso gli inquirenti, preso atto della mancata collaborazione dell’uomo, hanno eseguito un controllo approfondito che confermava i sospetti. Smartphone, foro sul maglione e un piccolo auricolare gli strumenti occultati sotto gli abiti che sono valsi l’ennesima segnalazione alla Autorità Giudiziaria