Como, dopo la baby-gang un tavolo di confronto sulla situazione giovanile

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Nella Sala di Giunta del Comune di Como, su convocazione del Vice Sindaco Alessandra Locatelli e alla presenza dell’Assessore Angela Corengia, si è svolto il tavolo di confronto e ragionamento sulla situazione giovanile, anche in seguito all’arresto di 17 minorenni appartenenti a una baby-gang del territorio.

 

Al tavolo erano presenti il dirigente dei Servizi sociali Giuseppe Ragadali, due assistenti sociali dell’Equipe Minori, il dirigente delle Politiche educative istruzione e delle politiche giovanili Giovanni Fazio, la dottoressa Gravili referente per il settore, la coordinatrice territoriale della Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione Elisa Roncoroni, la referente del progetto Contatto Elena Zulli, il coordinatore della cooperativa Mondovisione Marco de Marco che gestisce il CAG Comunale Oasi, e l’operatrice Cinzia Storiale.

 

L’incontro ha avuto lo scopo di incrociare le politiche sociali-emergenziali con quelle educativo-preventive, in modo da migliorare la comunicazioni tra i due ambiti di intervento, potenziare le azioni e mirare le possibili risposte per una presa in carico più efficace dei casi di disagio giovanile. I partecipanti hanno espresso la volontà di rendere permanente il tavolo di confronto, in modo da poter avere a disposizione un luogo per scambiarsi esperienze e idee in modo più costante. È stata fissata la prossima riunione del tavolo per il 4 marzo e, in quella occasione, verrà esteso l’invito anche ad altri soggetti.

 

Operare attraverso una più stretta collaborazione tra l’ambito di pertinenza dei Servizi Sociali e quello più strettamente educativo e relativo alle Politiche giovanili è fondamentale per intercettare i segnali e i campanelli d’allarme che interessano i nostri giovani e per mettere a punto una rete di Enti che possano incrociare informazioni e scambiare esperienze significative.

 

Un ringraziamento alle Forze dell’Ordine, la Polizia Locale e il magistrato che ha disposto l’operazione che ha consentito l’arresto dei minorenni. I ragazzi inizieranno un lungo e complesso percorso di recupero al termine del quale dovranno far ritorno alla vita pubblica. E’ indispensabile dunque unire le forze di tutti per preparare un contesto sociale più tutelante perchè il ritorno dei ragazzi avvenga con maggior attenzione, e lavorare in sinergia per osservare, ascoltare, monitorare tutti gli altri giovani e giovanissimi che potrebbero incorrere negli stessi rischi di devianza.