Chi trova un volontario trova un tesoro

0
1893
La volontaria Romina con un ospite del Canile della Valbasca

Chi trova un volontario trova un tesoro. Questa è la regola non scritta che vige in ogni canile. Ogni aiuto è sempre il benvenuto, soprattutto quando bisogna gestire più di 50 cani.

Nel Parco Canile Valbasca i volontari costituiscono una grande famiglia, una squadra che collabora e si sostiene perché unita da un’unica passione.

Il loro compito principale è garantire una passeggiata per ogni ospite – passeggiata che permette, tra l’altro, di ammirare una porzione importante del parco della Spina Verde-.

Oltre a questa attività, i volontari aiutano nella pulizia del canile nei weekend e nella preparazione dei pasti. Organizzano momenti di gioco nelle aree di “sgambamento” del canile e, soprattutto, non fanno mai mancare amore e coccole a tutti gli ospiti.

Nel rifugio sono attivi volontari di tutte le età, dove i più giovani hanno la possibilità di imparare da quelli più esperti e godere dei loro consigli.

È il caso di Beatrice, arrivata in Valbasca quando aveva appena 16 anni, di cui l‘intraprendenza e la tenacia sono sicuramente da ammirare. Accanto a lei sono stati affiancati volontari con una consolidata esperienza che le hanno permesso di diventare la figura preparata che può vantare di essere oggi.

Beatrice con Isotta

Romina, ad esempio, lavora nel rifugio da più di 8 anni e ha avuto spesso l’opportunità di guidare i ragazzi più giovani e condividere con loro “i trucchi del mestiere”. Figure come lei sono essenziali per la vita del canile.

Purtroppo, non tutti continuano il loro servizio nel tempo. Il volontariato in canile, soprattutto per chi ha un’elevata sensibilità per il mondo animale, è spesso una sfida. A volte ci si trova faccia a faccia con situazioni scomode, spesso tristi. Per chi riesce a superare l’impatto iniziale l’amore dato dagli ospiti basta sempre a ripagare tutte le fatiche. Non c’è scusa che tenga, caldo, freddo, pioggia, i volontari non lasciano mai soli i loro amici a quattro zampe, nemmeno la domenica o nel giorno di Natale.

E quindi, perché iniziare a fare volontariato in canile?
Innanzitutto, il volontariato è una delle attività più nobili che una persona possa fare.
Nel caso più specifico del canile, permette di empatizzare con creature diverse da noi e fare il primo passo per sviluppare una sensibilità acuta e fuori dal comune. Senza dimenticare che senza dubbio ci rende delle persone migliori, in grado di riuscire a guardare il mondo con i loro occhi. Non parlano, non dicono chiaramente ciò che gli passa per la testa e questo ci rende pazienti osservatori e attenti studiosi. Inutile dire che sono tutte qualità che aiutano una persona a svilupparsi a 360 gradi, non solo nel rapporto con il cane.
“Abbassarsi” (o innalzarsi) al loro livello è un grande gesto di coraggio, di umiltà e di comprensione.

Anna con Renzo
Manuela con Asia
Silvia con Vega

Ph Rita Serritiello