Che delusione! Altra sconfitta per un Como spento

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Seconda sconfitta consecutiva per i biancoblu, ancora senza vittorie in Serie B. Il Frosinone passa 2-0 al Sinigaglia

Un Grosso flop. Tre parole che rendono bene la prestazione del Como e, nel contempo, danno merito all’allenatore avversario che ha fatto quel che ha voluto. Si pensava che per i lariani fosse giunto il momento di ottenere la prima vittoria stagionale, dopo tre prestazioni tutto sommato positive che però avevano portato due soli punti. Invece al Sinigaglia si è vista una clamorosa involuzione: dopo il lampo di Cerri al 5′ (bella parata di Ravaglia), Bellemo e compagni hanno sempre aspettato l’avversario. Una squadra spenta, demoralizzata, quasi rassegnata al suo destino.

E il Frosinone ha subito azzannato la preda: al 15′ Garritano ha sfruttato una nuova dormita collettiva della difesa, che non riesce assolutamente a gestire gli inserimenti da dietro; al 30′ Rohden ha approfittato al meglio di un errore palla al piede del portiere Gori. Un Como confuso e smarrito ha provato a ritrovarsi nel finale di primo tempo, ma La Gumina e Cerri hanno ancora le polveri bagnate. Il secondo tempo, poi, è stato anche peggio: un’agonia lunga 45′ in cui la squadra di Gattuso non ha costruito nulla mentre gli ospiti hanno sfiorato il 3-0 in almeno tre occasioni e hanno pressato come matti fino al 90′.

Che altro dire? Dov’era lo spirito? La grinta? Basti pensare che nonostante il punteggio negativo, il primo e unico cartellino giallo preso dal Como è arrivato all’81’. Chiaro segno di una prestazione tutt’altro che combattiva. Poco pressing e tanta passività, non solo a metà campo ma anche a ridosso della propria area di rigore. Fase difensiva sempre deficitaria. Poche idee in entrambe le fasi. Quando il pallone ce l’aveva il Como, la sensazione era che i giocatori non sapessero mai bene cosa farne. Alcuni singoli sono apparsi molto svagati. Insomma, una squadra che vuole salvarsi non può giocare in un modo così timido e, scusate, moscio.

Non è stata una sconfitta normale, questa. C’è da capire cosa non è andato – anche nella preparazione della partita – e risolvere subito il problema. Anche perché martedì si torna in campo, nella fondamentale trasferta di Cosenza. A fine partita lo stadio si è diviso tra i normali mugugni e tanti applausi. Dunque la tifoseria c’è, sostiene, non è troppo severa. Adesso però chi scende in campo deve dare di più, perché quest’anno non ci si salverà giocando di fioretto ma servirà sporcarsi di fango e tirar fuori gli occhi della tigre.

(foto by profilo Facebook Frosinone Calcio)