Carnevale di Schignano : dal 19 febbraio la tradizionale manifestazione

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Il Carnevale di Schignano, una delle manifestazioni popolari della tradizione lariana più antiche, misteriose ed amate, prenderà il via domenica 19 febbraio con una serie di appuntamenti ed eventi che termineranno martedì 28, salutando un edizione 2017 che si preannuncia come sempre ricca di suggestioni e contenuti.

un tipico Mascarùn del Carnevale di Schignano

 

A Schignano, ridente località montana che si affaccia sul Lago di Como, fervono ormai da qualche giorno i preparativi per un debutto molto atteso che vede l’impegno di tutta la comunità e ogni anno fa registrare un copioso afflusso di turisti, attratto dalla magia senza tempo di questa secolare rappresentazione.

le suggestive e grottesche maschere del Carnevale di Schignano

 

L’edizione 2017 del Carnevale di Schignano ha preso il via, come da consuetudine locale, la mezzanotte della notte tra il 5 e il 6 gennaio. Da quel momento è stato un susseguirsi di preparativi che avranno sfogo nelle sfilate e nei cortei di febbraio e marzo, seguendo il rito romano, che da anni richiama migliaia di turisti in questo angolo di paradiso incastonato nella verde Val d’Intelvi, a pochi minuti di strada dalle sponde del Lago di Como. Il via ai cortei in maschera quest’anno è fissato per Domenica 19 febbraio, con la prima sfilata, quella dedicata ai bambini.

A partire dalle 13.30, dalla piazza San Giovanni, nella frazione di Occagn a Schignano, le maschere tradizionali di Brut e Mascarun e i costumi più moderni dei più piccini caratterizzeranno una sfilata per così dire, di “antipasto”.

Il clou del carnevale va invece in scena nelle giornate di sabato 25 febbraio e martedì 28 febbraio. Inizio sempre fissato alle 14.30, con partenza dalla piazza principale e sfilata che attraverserà le frazioni di Schignano. E’ in questa doppia circostanza che, da anni, turisti, scolaresche e studiosi di ogni parte e luogo del mondo accorrono per assistere a questo incredibile viaggio nelle tradizioni e memorie di un’intera comunità.

Durante la sfilata finale, quella “del martedì grasso”, andrà in scena la tradizionale e attesa “fuga del Carlisepp”. Il fantoccio che impersonifica il Carnevale, sarà poi prontamente riacciuffato e messo al rogo, al termine della tambureggiante serata fatta di danze e piatti di gastronomia tipica che si consumeranno presso la palestra locale.

Durante le sfilate le associazioni locali intervengono con bancarelle e stand per far assaggiare agli ospiti le tradizionali e gustose pietanze locali.

Un artigiano intagliatore delle tipiche maschere schignanesi

 

Ecco il Programma nel dettaglio:

Domenica 19 febbraio 2017 – CARNEVALE DEI BAMBINI

14 Ritrovo in piazza san Giovanni (Occagno) delle maschere “in miniatura”
14.30 Sfilata fino ad Auvrascio e ritorno

Al termine della sfilata, rinfresco per tutti al Ristorante Carpigo.

Sabato 25 febbraio 2017

13.45 Incontro con i Sapeur

14.15 Ritrovo delle maschere tradizionali in piazza san Giovanni (Occagno)
14.30 Sfilata lungo le vie del paese, fino alla frazione Auvrascio e ritorno

19.00 Cena tipica (Centro civico Polivalente)

21.00 (Centro civico Polivalente) Veglione in maschera con orchestra. Chiusura alle ore 3 del mattino.

Martedì 28 febbraio 2017

13.45 Incontro con i Sapeur

14.00 Ritrovo delle maschere tradizionali in piazza san Giovanni (Occagno)
14.30 Sfilata lungo le vie del paese, fino alla frazione Auvrascio e ritorno
16.00 Fuga del Carlisep
21.00 Veglione con la Fughéta al Carpigo
23.30 Processione col Zep e rogo a mezzanotte in piazza san Giovanni

 

Dal sito del comune alcuni cenni storici e geografici sul Carnevale di Schignano:

Provenendo da Como lungo la via regina, prima di entrare nel paese di Argegno si dirama sulla sinistra una strada che risalendo la sponda destra della valle Intelvi regalando splendidi panorami porta a Schignano. Un piccolo paese sorto alla base di una serie di monti che gli fanno da corona, a partire da Monte Sasso Gordona, il più alto, il san Zeno il monte Comana, il Gringo.

Il paese conta poco meno di mille abitanti ed è formato da sette frazioni sparse sulle pendici dei monti. Il paese è conosciuto per il suo carnevale, momento di festa e di allegria, che fino a qualche decennio fa segnava il momento di coloro che dovevano partire per i lontani luoghi di lavoro. La conclusione del carnevale per molti era il segnale che era giunto nuovamente il tempo di emigrare, per poi tornare solo verso la fine di novembre come recita un sapiente proverbio intelvese “A sant’Andrea, boia i can, vegn a cà tùc i maestràn”.

A Schignano, la manifestazione del carnevale si sviluppa secondo un modulo teatrale arcaico, quello della contrapposizione. Il rituale che va in scena è giocato sull’opposizione tra due diverse maschere, i Bèi e i brùt, i belli e i brutti. Sono questi gli attori principali di una rappresentazione incentrata su di una divisione sociale, la rivalità tra due anime antiche, ma ancori vitali, ma mai sepolto passato. Si recita su un palco costituito dalla piazza principale del paese, dai suoi vicoli interni e n on manca il pubblico in primo luogo la gente di Schignano, la quale ogni anno intravede ancora oggi nel carnevale le proprie radici culturali. A primo impatto la struttura teatrale appare rigorosa nei tempi e modi di svolgimento, ma al suo interno ci sono ampi spazi di libertà e di fantasia, nel senso che le maschere dei belli e soprattutto dei brutti hanno ampi margini interpretativi, consentendo a ciascuna maschera di liberare la propria immaginazione e di sprigionare il suo personale estro.

Il bello o meglio chiamato in schignanese mascarùn è il personaggio che attira la prima attenzione dello spettatore con i suoi atteggiamenti e la sua superba voglia di esibire se stesso, nello splendore del suo costume finemente confezionato da abilissime mani, ed ornato di tutto punto con pizzi foulards, collane ed ori quasi a voler far sembrare ancora più maestoso il gran pancione chiamato bùtasc che lo caratterizza, composto da bellissime stoffe dai colori forti, ha poi in testa un cappello rivestito da fiori variamente colorati e completato dai bindèi un fascio di nastri colorati che si allungano sulla schiena, completa poi il tutto la maschera nei suoi dolci e gentili lineamenti.

Il bello vuole apparire ed ostentare la sua ricchezza ed a rafforzare il tutto contribuisce anche il suo signorile modo di muoversi tra la gente e di rapportarsi con le altre maschere, si pavoneggia ed esibisce agli astanti oggetti per lo più inutili.  Ad annunciare il suo arrivo  e la sua presenza il suono delle bronze, 4 campane legate alla vita dall’argentino e piacevole suono.

Sono la sua superbia e la sua ostentata importanza che gli danno il ruolo del signore.

alcuni brùt con le loro “cioche”

 

In totale contrapposizione al bello c’e il brutto, personaggio sgraziato e povero il suo costume è fatto di stracci, vecchie scarpe e cappelli deformati, indossa a volte tute da lavoro imbottite ed il suo pancione a differenza di quello del bello è cadente e deformato. Il suo è un andare incostante alle volte stanco ed alle volte frenetico quasi a ricercare una rivalsa sul bello che cerca sempre di relegarlo agli angoli, molte volte improvviso e quasi sempre imprevedibile. La maschera ha i lineamenti molto forti e marcati alle volte ne esalta le deformità con bocche storte, denti mancanti o nasi sproporzionati, con coloriture forti per lo più nere. Porta con sé oggetti strani e malfunzionanti, scope, gerle, alle volte l’abito è finito da pelli animali a sottolinearne ancor di più la miseria, ma l’oggetto più ricorrente è la valigia  con dentro poche cose vecchie, stancamente e tristemente portata come quella dell’emigrante. Lo si sente arrivare al suono delle “cioche” campanacci mal suonanti fatti di ferraglia, con un suono poco gradevole e alle volte sordo.

per saperne di più : www.carnevaledischignano.it