Carmen Consoli: una meritatissima Standing Ovation per “Eco di Sirene” a Lugano

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di Fabio Borghetti

Carmen Consoli -“Eco di Sirene” tour-  23 aprile, Lac Lugano

Si è concluso con una strameritata standing ovation lo spettacolo “Eco di Sirene”, portato in scena ieri sera al Lac di Lugano da una, a dir poco, magica Carmen Consoli, ormai una delle poche artiste della canzone italiana capaci di onorare e dare un senso alla categoria, in un mondo svilito da supposti talenti da show, starlette usa e getta e nuovi fenomeni costruiti a tavolino da spericolati “geni” del marketing, servili programmatori della radiofonia e misteriose inspiegabili polluzioni emerse dai social.

La “Cantantessa” sembra arrivare  da un altro pianeta, per sincerità, forza espressiva, carisma e classe. La cosa spiazzante è che le viene tutto con estrema naturalezza, sia quando arriva a toccare le corde dell’emozione pura, sia quando da l’impressione di essere una dea del rock internazionale semplicemente pigiando distorsioni sulla sua pedaliera, come fosse un acceleratore capace di segnare un distacco abissale da tutto quello che, in ambito cantautorale al femminile, abbiamo visto nascere dopo di lei.

In scena la Consoli è accompagnata unicamente dal violino di  Emilia Belfiore e dal violoncello di Claudia Della Gatta, in un trio acustico delle meraviglie con al centro la protagonista, padrona del palcoscenico come poche altre. Tutto è magico in questo spettacolo, dalla scenografia ( che colloca le tre “sirene” al centro di un ovale che evoca la forma di una conchiglia) alle curatissime e suggestive luci, al sonoro impeccabile, con arrangiamenti deliziosi e preziosismi di raro equilibrio.

La misura con cui Carmen affronta un repertorio senza dubbio  importante, tra canzoni notissime e capitoli più ricercati e nascosti, è da grande artista. Mai sopra le righe, solo poche efficaci presentazioni e qualche aneddoto capace di strappare risate nella dolcezza di accorati ricordi famigliari.  Ricordi che sono come le storie che racconta, storie che narrano perlopiù vicende al femminile che hanno il respiro della letteratura in musica, la stessa patrimonio unicamente dei grandi cantautori americani e della tradizione della canzone d’autore italiana.

Carmen Consoli live

 

La Consoli ha il dono di saper far convivere con estrema naturalezza il suo spessore internazionale con il colore delle sue radici, la Sicilia folk della cantastorie Rosa Balistreri (omaggiata durante lo show) con l’attitudine profondamente rock di alcune sue intuizioni compositive che citano in chiave acustica blues,  psichedelia  e perfino funky soul. Generosissima ed ispirata, l’artista catanese regala momenti a tratti sublimi, aprendo in solitaria  con le note di “Sulle rive di Morfeo”, alla quale succedono due celebri pezzi come “Parole di Burro” e “Fiori d’Arancio”.

Il palco si accende di invenzioni per l’esplosività di “Geisha” che da il via definitivo ad uno spettacolo memorabile, fatto di splendide alternanze e vette emozionali tra “Maria Catena”, “L’ultimo Bacio”, la toccante “Mandaci una Cartolina”, “Confusa e Felice”, “Contessa Miseria”, la denuncia di “Mio zio”, il ricordo materno di “In Bianco e Nero”, poi “L’eccezione”, ancora la bellissima “Ottobre”. Non manca la canzone che da il titolo a questo magnifico tour, “Eco di Sirene”.

Carmen Consoli

 

“Le sirene sono creature che appartengono alla mitologia-racconta Carmen dal palco prima di eseguirla dal vivo- e noi siamo tre sirene. Ma la sirena è anche un allarme di pericolo, nel peggiore dei casi un pericolo di guerra. Ho scritto questa canzone nel periodo della guerra nei Balcani, adesso purtroppo c’è la guerra in Libia, in Siria. La pace non è mai di moda. E che dire della guerra che noi stessi abbiamo dichiarato alla nostra santissima, intossicatissima, non più vergine madre Terra? E poi c’è una guerra al buon senso e alla convivenza armoniosa tra i popoli di diversa cultura e tradizione. E risuona sordo e stridente l’allarme sociale di una nazione che vota per isolarsi, come l’Inghilterra, oppure di un’altra che vota per alzare e costruire ancora muri, come l’America”.

Un successo strepitoso per Carmen Consoli, che prima dell’ultimo richiestissimo ritorno in scena per salutare sulle note di “Amore di Plastica”, viene gratificata dal pubblico di Lugano, tutto in piedi, ad applaudire una grandissima star.