Vinicio Capossela: il suo applaudito tour teatrale arriva a Varese

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OMBRA. Canzoni della Cupa e altri spaventi il Tour teatrale 2017 di Vinicio Capossela, arriva domani, giovedì 23 marzo, al Teatro Openjobmetis – Teatro Mario Apollonio di Varese in p.zza Della Repubblica

Biglietti da 46 a 57,50 euro in prevendita su www.ticketone.it, inizio dello spettacolo alle 21

il poster del tour di Vinicio Capossela

 

Le suggestive parole di Vinicio Capossela così descrivono le caratteristiche dello spettacolo:

“Canzoni della Cupa” mi ha dato la possibilità di declinare due concetti che sono alla base della condizione umana, la polvere e l’ombra. Lo spettacolo Polvere si è svolto all’aperto, in una specie di campo di stoppie, un’evocazione insieme ancestrale, agreste e di frontiera. Ora, al chiuso dei teatri, iniziamo ad avventuraci nella zona dell’Ombra, zona meno definita, dove il materico scompare per lasciare il campo alla proiezione dell’inconsistente.

Viviamo nell’illuminazione violenta e artificiale, abbiamo perso i mezzi toni, le ombre sono fisse, nude e nitide… per questo vogliamo restituire il tremore alle ombre, la loro mobilità fragile. Perché l’Ombra non ci segue, ci spinge. E’ lei a coprire noi calpestandoci. Perdere l’ombra è perdere l’anima… è passare dal neon accecante della vita al nulla della morte. Abbiamo bisogno della nostra Ombra per farci interi.

E’ un viaggio, un’impresa per completare il cerchio, questo riconoscimento. Una rivoluzione come fa ogni giorno la terra girando attorno al sole. L’Ombra è come una grande scatola in cui abbiamo buttato fin da bambini le cose che abbiamo temuto di mostrare. L’inconscio personale e quello collettivo stanno in questa grande scatola. Un’Ombra che non nasconde ma rivela: sentimenti, assenze, malebestie, animali totemici, radici, proiezioni, ritrovamenti, defunti, archetipi, draghi, duplicità, governi, personalità. Ogni volta che una passione ci proietta oltre noi stessi essa genera un’Ombra

l’Ombra, questo confine labile tra luce e tenebra, tra coscienza e incoscienza. Tra sogno e consapevolezza. In questa ipnosi si propone di trasportarci questo spettacolo. A mezzo di strumenti ad arco e a corde, a mezzo di ombrografi, generatori d’ombre a valvole e manuali. Un concerto per umbrafili, alla corte di Ipnos, il sonno che incanta. Uno stato ipnotico in cui è consentito addormentarsi, o uscire da sé, ma non usare uno smartphone.”

una bella immagine del musicista, cantautore e performer

 

Cantautore, poeta, scrittore e fantasmagorico entertainer, VINICIO CAPOSSELA (Hannover, 1965) ha debuttato nel 1990 sotto l’egida di Renzo Fantini (Paolo Conte, Francesco Guccini) con il disco All’una e trentacinque circa, che gli vale la Targa Tenco, premio che gli verrà attribuito altre tre volte negli anni successivi.

Se sono i primi dischi “pre-biografici”, come Modì (1992) e Camera a sud (1994), a confermarne il talento in Italia e all’estero – è del 1995 un prestigioso sold out al Theatre de la Ville di Parigi – con Il ballo di San Vito (1996) arriva il primo deragliamento musicale: fanfare macedoni e la chitarra di Marc Ribot si fondono in una musica che vive di riferimenti e rimandi immaginifici e al tempo stesso più personali: “coliche di immaginazione” le definisce lo stesso Capossela, che approfitta di un “never ending tour” di due anni circa per realizzare nel 1998 il suo primo album dal vivo, intitolato Liveinvolvo e realizzato con la complicità di Neat Veliov e della sua Kocani Orkestar.

Vinicio Capossela in una immagine di scena

 

Nell’aprile del 2015 Feltrinelli pubblica il suo quarto libro, Il paese dei Coppoloni, candidato al Premio Strega. A giugno 2015 risulta l’autore più votato del Dante al premio Strega e viene premiato dai circoli di lettura dei comitati italiani ed esteri della Società Dante Alighieri.

Il 29 agosto, nell’ambito dello Sponz fest, festeggia la Notte d’argento, per i suoi 25 anni in musica: un grande concerto con ospiti speciali, durato più di 7 ore nella stazione di Conza in Alta Irpinia, preludio di un tour celebrativo intitolato Qu’Art de Siècle, che lo vede esibirsi in Italia (Catania, Milano, Roma e Venezia) e nelle principali città europee (Parigi, Londra, Berlino, Bruxelles, Zurigo, Berna, Salonicco) in una serie di concerti-atti unici per ospiti e repertorio.

Vinicio Capossela

Il libro Il paese dei Coppoloni porta in dote un documentario-viatico prodotto da LaEffe per la regia di Stefano Obino intitolato Vinicio Capossela – Nel paese dei Coppoloni,  la cui colonna sonora si trova in Canzoni della Cupa, album uscito nel maggio del 2016.