Camera con Musica presenta il Quartetto d’archi Echoes

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Armonia e Simmetrie
secondo appuntamento di Camera con Musica,

poesia e dolcezza della musica boema:
echi della tradizione popolare e della grande sperimentazione folklorica
in Dvorák e Janácek

 

domenica 17 novembre 2019, ore 11.00
Sala Bianca
Ingresso 5 euro

 

Quartetto Echos
Violini Andrea Maffolini e Ida Di Vita
Viola Chiara Lodovisi
Violoncello Martino Maina

Il secondo appuntamento della rassegna Camera con musica, Armonia e simmetrie, domenica 17 novembre ore 11.00, in Sala Bianca, ospita il Quartetto Echos (violini Andrea Maffolini e Ida Di Vita; viola Chiara Lodovisi; violoncello Martino Maina), impegnato in un programma che contempla due autori molto diversi tra loro, ma entrambi emblema del tardo Romanticismo ceco e poi di quella propulsione inarrestabile, propria della sperimentazione novecentesca, che non mancò di contagiare la vicina Mitteleuropa.

Di Antonín Dvorák (1841 – 1904) viene proposto il Quartetto per archi in fa maggiore ‘Americano’, op. 96 n. 12, composto nel 1893, quando il compositore si trovava ad insegnare al Conservatorio di New York, invitato dalla mecenate Jeannette Thurber, che aveva fondato l’istituzione nel 1885, e che aveva persuaso la moglie di Dvorák, Anna, grazie ad una proposta economica che ammontava a 25 volte il loro stipendio medio annuo (circa 15.000 dollari), tenendo conto che agli inizi di carriera, come semplice organista Dvorák guadagnava appena 80 dollari l’anno.
Il fattore economico convinse la coppia, inizialmente molto restia a recarsi oltreocèano, a stabilirsi a New York dal 1892 al 1895.


Composto nel periodo di docenza statunitense il brano -suddiviso in quattro movimenti, Allegro, ma non troppo; Lento; Molto vivace; Finale – ha per questo motivo acquisito, nel catalogo dell’autore, l’appellativo ‘Americano’.
Alle rimembranze della terra natia e alle linee melodiche popolari boeme, non frutto di reali ricerche filologiche e storiche (proprie invece di Janácek), bensì semplici e vaghe suggestioni, si aggiungono chiari riferimenti al folklore americano, simili a quelli che poi contraddistinsero la famosa Sinfonia dal Nuovo mondo, risalente al dicembre del medesimo anno (1893).

 

Leoš Janácek (1854 -1928) più rigoroso nell’investigare la musica popolare boema, genuina ed autoctona, in linea con le ricerche scientifiche, praticate da molti autori a lui contemporanei (ad esempio Béla Bartók in Ungheria o Heitor VillaLobos in Brasile), nel febbraio 1928 (morirà il 12 agosto del medesimo anno), compose il Quartetto per archi n. 2, “Lettere intime” (Listy duverne), VII/13, avendo già metabolizzato quanto tracciato da Stravinsky e dalla Seconda Scuola di Vienna (Berg in particolar modo).

Non così estremo nell’atonalità, rivela comunque, oramai settantaduenne, una grande consapevolezza e accenti forti nelle scelte timbriche, destinate a descrivere quattro momenti autobiografici, legati a quattro ‘occasioni sentimentali’, nel susseguirsi dei quattro movimenti in cui è divisa la composizione: il primo, Andante. Con moto. Allegro. Adagio descrive l’incontro con Kamila Stösslová (1891 – 1935), di 37 anni più giovane di luil’Adagio (si bemolle minore). Vivace evoca una villeggiatura a Luhakovice in Moravia; il terzo movimento Moderato. Andante. Adagio rappresenta l’immagine edulcorata e carica di pathos con cui Janácek osservava la ragazzainfine l’Allegro. Andante. Adagio la timidezza a palesare l’amore nei confronti di lei.

 

Il concerto è come sempre preceduto, a partire dalle 10.30, da una degustazione di tè e biscotti, offerta da Peter’s Tea House Como, in armonia con il programma musicale; la partnership tra il Teatro Sociale di Como/ AsLiCo e la prestigiosa azienda di tè si rafforza, per offrire al pubblico un’experience sempre nuova, un’unione a legare la musica, ed il repertorio da camera, al profumo di infusi sempre diversi.