A 60 anni dalla scomparsa di Billie Holyday, Joe Barbieri la ricorda con un album

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la straordinaria Billie

Per celebrare la figura di Billie Holiday nel 60° anniversario della scomparsa, Joe Barbieri il 3 maggio pubblicherà l’album “Dear Billie” (Microcosmo Dischi, distribuzione Warner Music). Il 12 aprile verrà reso disponibile il brano inedito “Dear Billie” accompagnato dal video girato da Tato Strino e Yulan Morra.

la copertina

Inizia e si snoda come una lettera, come una confessione necessaria, questo omaggio a Billie Holiday. Ed in questo incipit c’è molto dello spirito, della suggestione e dell’intenzione che anima i passi di questa celebrazione laica nei confronti della regina triste di Baltimora.

Il nesso che lega Joe a Billie staziona infatti senza dubbio in una certa privata dolenza, in un graffio dell’alma che sta – se pur nella loro incomparabile distanza – nelle retrovie delle voci dei due artisti, e che li accosta, li apparenta, li rende in qualche modo solidali.

Joe Barbieri

“Due sono i pilastri che nel jazz mi hanno più di ogni altri forgiato:” – ci illustra lo stesso Barbieri – “Chet Baker e Billie Holiday. Al primo ho dedicato un album alcuni anni fa dal titolo “Chet Lives!”; mi rimaneva un debito morale nei confronti di Lady Day, che con questo progetto vorrei provare non tanto ad estinguere (quello è impossibile) ma quantomeno a sublimare. Sin da quando ero ragazzo, ascoltare le canzoni di Billie mi permetteva di entrare in una dimensione emotiva ‘altra’, mi dava accesso ad una gamma di percezioni che erano già mie pur non avendone coscienza. E grazie a lei, grazie al suo modo di cantare al mondo, mi sentivo compreso, curato, perdonato”.

Billie Holyday

A sugellare questo racconto privato anche tre pezzi da novanta del jazz italiano e mondiale: il clarinetto di Gabriele Mirabassi, il contrabbasso di Luca Bulgarelli e il pianoforte di Pietro Lussu, che con sapiente misura ed smisurata intensità procurano di creare le opportune stanze sonore per brani come “I’m A Fool To Want You”, “The End Of A Love Affair” o “I’ll Be Seeing You” – tanto per citarne alcuni – fino ad arrivare all’inedito che porta proprio il titolo dell’album (“Dear Billie”), nelle quali la voce onirica ed evocativa di Barbieri possa muoversi con libertà ed incisività, e possa scrivere la sua personalissima e palpitante lettera a Billie.

 

Guarda il video: www.youtube.com/watch?v=IxaGO933OU4

 

la straordinaria Billie

Tracklist:

–          I’m a Fool to Want You

–          The End of A Love Affair

–          The Very Thought Of You

–          I’ll Be Seeing You

–          I Get Along Without You Very Well

–          Dear Billie

–          What A Little Moonlight Can Do

–          Don’t Explain

–          When You’re Smiling

–          Facendo I Conti

 

www.joebarbieri.com

www.microcosmodischi.com

 

 

Biografia

Joe Barbieri (Napoli, 14 dicembre 1973) è una affascinante anomalia. Un outsider che al di fuori del binario dell’industria si è saputo costruire un percorso personale, all’estero come in Italia; e che è riuscito nel raro esercizio di convogliare il genuino apprezzamento di colleghi, critica e pubblico.

joe barbieri

Dopo un apprendistato alla corte di Pino Daniele (che ne è stato il primo produttore), quello che il mensile francese Les Inrockuptibles ha battezzato giustamente come “l’artiste qui murmure à nos oreilles”, nel 2004 pubblica il suo primo album dal titolo “In Parole Povere”. Il debutto è un irresistibile caleidoscopio che lega la world music al jazz, alla più nobile tradizione dei nostri cantautori (“Joe Barbieri va inscritto di diritto in quella speciale categoria che conserva autori come Sergio Endrigo e Piero Ciampi”, La Repubblica). Il disco viene pubblicato in dodici Paesi e viene eletto disco dell’anno dal periodico tedesco Cd-Kritik.

Il 2009 è l’anno di “Maison Maravilha”. Il secondo album di Barbieri viene distribuito tra gli scaffali giapponesi, nordamericani ed europei; raggiunge in breve le 20.000 copie vendute e si aggiudica il Premio Lunezia per “il particolare valore dei suoi testi”.

È nuovamente la Francia che lo descrive meglio, come “un modo per discriminare la vera grazia dalla semplice bellezza” (Le Nouvel Observateur). “Maison Maravilha” è uno scrigno di eccellenti canzoni, tra tante forse due: “Normalmente”, che Stefano Bollani definirà pubblicamente come la ballad più bella mai scritta, e “Malegría”, un fado struggente nel quale Barbieri duetta con la stella cubana di Buena Vista Social Club Omara Portuondo.

I concerti che ne seguono sono numerosi ed affollati e nel 2010 “Maison Maravilha” diventa un cd+dvd live dal titolo “Maison Maravilha Viva” registrato all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Il giorno dell’equinozio di primavera del 2012 Joe Barbieri è tornato con “Respiro”. Accanto a lui amici di rango come il Premio Oscar uruguaiano Jorge Drexler, Gianmaria Testa, il trombettista Fabrizio Bosso e il già citato Stefano Bollani.

L’Italia finalmente dedica a Barbieri l’attenzione meritata e l’album debutta in classifica FIMI. La stampa nazionale lo racconta come “Profumi di zenzero e cannella, aroma di caffè appena salito, Napule e bossa, archi di raso e Django. Corti d’autore. Delicato, elegante. Un piccolo capolavoro”.

Durante l’estate dello stesso anno, attraverso la storica casa francese Le Chant du Monde/Harmonia Mundi (artefice del riconoscimento internazionale di Paolo Conte), “Respiro” è pubblicato in oltre cinquanta Paesi, e Barbieri viene invitato a suonare tanto a Tokyo quanto in molte capitali europee.

Nell’esatto venticinquennale della sua scomparsa, il 13 maggio del 2013 Joe Barbieri pubblica – con le quinte sonore di Luca Aquino alla tromba e di Antonio Fresa al pianoforte – un’album-tributo a Chet Baker dal titolo “Chet Lives!”. A impreziosire l’omaggio, la cantante americana Stacey Kent (insieme alla quale si è esibito sul prestigioso palco dell’Olympia di Parigi) e il cantautore brasiliano Marcio Faraco. Oltre ai jazzisti Furio Di Castri e Nicola Stilo.

Nella primavera del 2015 vede la luce il quarto album di brani originali di Joe. Il disco, ispirato alle poesie di Konstantinos Kavafis e dedicato al tema-guida del viaggio, porta per titolo “Cosmonauta Da Appartamento”.

Registrato tra Napoli, Rio de Janeiro, Copenaghen, New York, Parigi e Madrid l’album è esso stesso un viaggio; anche grazie ai contributi transnazionali di Luz Casal, Hamilton de Holanda, La Shica e dell’italianissimo Peppe Servillo.

Da segnalare la singolarità della title-track, alla quale hanno preso parte i fan da tutto il mondo attraverso l’invio di tracce audio che sono state poi montate in studio.

L’esperimento aveva anche lo scopo di sensibilizzare i partecipanti sul tema dei migranti e di raccogliere donazioni volontarie in favore dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Il 9 settembre l’album è stato nominato per la Targa Tenco nella categoria Album dell’anno.

Il 2016 serve a Barbieri per prendersi una stagione sabbatica dalla sua attività cantautoriale, e per partire in tourné con il suo amico produttore, autore e chitarrista Tony Canto. I due musicisti attraversano la penisola armati delle loro sole chitarre e della voce di Joe per omaggiare dal vivo gli autori (spesso meno in vista) della canzone leggera italiana. Il tour – che finirà per toccare 26 città – ha per titolo “Maestri”.

Il 9 giugno del 2017 Joe Barbieri torna alle sue canzoni, pubblicando il suo quinto album di inediti dal titolo “Origami”.

Il disco, minimalista e dalla spiccata attitudine jazz e latina, è una celebrazione dell’estetica come bussola attraverso la quale lasciarsi orientare, e della fragilità come strumento e valore mediante cui riuscire ad intercettare il battito più profondo delle cose del mondo.
Nel brano “Rinascimento”, a Barbieri si unisce la tromba di Paolo Fresu.