“Tropicana”, al San Teodoro lo spettacolo teatrale che scandaglia il tormentone dell’estate ’83

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 Al Teatro San Teodoro , a Cantù in via Corbetta 7
arriva una produzione teatrale originale che orbita attorno alla celebre canzone (apparentemente) spensierata portata al successo dal Gruppo Italiano nell’estate del 1983: “Tropicana”
SABATO 12 GENNAIO – ORE 21 
TROPICANA (Stagione Prosa e danza)
produzione Teatro i – Associazione Culturale Gli Scarti
“Sulle note di una canzone allegra, si sgretola la civiltà occidentale: con una verve critica coraggiosa la compagnia Frigoproduzioni si interroga sul proprio ruolo, sull’identità dell’arte a contatto con una realtà che immagina prodotti e non processi, l’annientamento della complessità, della densità, di tutto ciò che il mondo contemporaneo non assimila e pertanto espelle.
A che serve indagare questo brano? In quest’era utilitaristica se qualcosa non serve a niente è inutile, dunque non ha senso. Che senso ha dunque il nostro lavoro di ricerca, il nostro lavoro teatrale e culturale? Se lo chiedono i protagonisti dello spettacolo.”
così la produzione dello spettacolo introduce la sua creazione
Tropicana fu hit dell’estate 1983.
TROPICANA. Tutti l’hanno ballata, nessuno l’ha mai veramente ascoltata.
Partendo da questa provocazione si aprono numerose chiavi di lettura
Un brano in apparenza frivolo e vacanziero, che è in realtà un inquietante grido di denuncia di una società lobotomizzata davanti a uno spot televisivo, inconscia della deriva alle porte.
Su un calypso orecchiabile e ritmato si innesta infatti un testo di tutt’altra natura: la canzone descrive un’apocalisse, alla quale i presenti assistono senza quasi rendersene conto, perché si sentono “come dentro un film” e in televisione sta passando la pubblicità di una bibita: la Tropicana, appunto.

Tropicana si lega a un immaginario distorto, sia sul piano pubblico (gli anni ottanta, la decadenza dei costumi, la nascita della televisione berlusconiana, l’inizio dell’ascesa del PSI craxiano, la paura dell’atomica) che su quello privato (Tropicana rappresenta la dimensione della festa costante e quasi obbligatoria, della spensieratezza disimpegnata, del divertimento da villaggio).
La riflessione tocca aspetti come il rapporto tra l’arte e il mercato e la superficialità del pubblico, riflesso di una società distratta dal refrain mellifluo della pubblicità.

Lo spettacolo si svolge su diversi piani: da una parte gli attori che, in modo realistico, interpretano i componenti della band; dall’altra gli stessi attori che diventano i protagonisti del testo della canzone; infine il piano metateatrale, in cui man mano si svela al pubblico la finzione, un gioco che tuttavia vira verso una sterile autoreferenzialità in assenza di un collante drammaturgico. Diventa escamotage posticcio dal quale resta fuori qualsiasi coinvolgimento emotivo.

per informazioni, e prevendite

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