Ruba gli indumenti per le persone in difficoltà a Cantù: denunciato senegalese

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Si è conlcusa oggi l’aperazione di Polizia Giudiziara  – denominata “In in mala fede – e condotta dalla polizia locale di Cantù, mirata al contrato del traffico illecito e deposito di rifiuti, iniziata alcuni mesi fa a seguito di segnalazioni di cittadini che avevano notato anomalie nel ritiro di indumenti e rifiuti dai cassonetti solitamente utilizzati per la cessioni ai fini solidaristici ed umanitari di indumenti ed altri oggetti di vario tipo. Dalla mappatura compiuta nelle scorse settimane si era appreso che sul territorio comunale insestevano alcuni dispositivi non debitamente autorizzati, pertanto dagli approfondimenti del caso si  veniva a conoscenza che il ritiro cadenzato del materiale non veniva compiuto da ONLUS o Associazioni deputate.

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In data odierna a seguito di servizio mirato nel parcheggio del Supermercato Eurospin di via Milano,  veniva fermato un cittadino italiano quarantenne di orgine senegalese e residente a Limbiate. intento a prelevare il contenuto dai cassonetti e depositarlo all’interno di un furgone. L’uomo riferiva agli agenti di svolgere attività di recupero di vestiti usati e rifiuti di varia natura, prelevandoli abitualmente da n. 2 cassonetti per la raccolta di indumenti, uno posizionato in via Milano nell’area di parcheggio del Supermercato “Eurospin” e l’altro posizionato nell’area di parcheggio del Supermercato “UNES” di via Fossano, aggiungendo di svolgere questa attività per conto proprio: gli indumenti recuperati vengono regolarmente da lui depositati presso il suo garage a Limbiate (MOnza Brianza) da dove venivano poi spediti in Senegal per la rivendita.

 

Tutto sotto sequestro, il 40enne denunciato alla Magistratura ai sensi  dell’articolo 256 del testo unico ambientale che prevede  la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o  l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro, e dell’articolo 259 che puinisce chi effettua una spedizione di rifiuti con la pena dell’ammenda da millecinquecentocinquanta euro a ventiseimila euro e con l’arresto fino a due anni. 

 

Le indagini sono tutt’ora in corso infatti in queste ore si stanno compiendo le ispezioni nel Comune di Limbiate con la colalborazione del relativo Comando di Polizia Locale, per l’identificazione ulteriori responsabili ed  ipotesi di reato.