Itinerario 1: da Bogno (960 m) – Val Colla (Svizzera) al San Lucio (1540 m) – dislivello circa 580 m
Itinerario 2: da Buggiolo (1036 m.) – Val Rezzo al San Lucio (1540 m.) – dislivello circa 500 m eventuale prolungamento al Monte Garzirola (vetta: 2116 m) : aggiunta di altri 570 m di dislivello

Difficoltà: facile e piacevole anche d’inverno con le ciaspole
dove rifocillarsi e pernottare: Rifugio San Lucio (tel. 335476129), aperto anche d’inverno (nei weekend)
Come arrivare da Milano:
per l’itinerario 1: in auto autostrada per Lugano, poi direzione Soragno, Sonvico, Bogno (Val Colla)
per l’itinerario 2: in auto autostrada per Lugano, poi direzione Porlezza, Val Rezzo, Buggiolo;
oppure autostrada per Como, poi direzione Menaggio, Porlezza.

Andiamo al passo di San Lucio, situato a 1540 m. sul crinale che divide lago di Lugano e lago di Como, e dove sorge, proprio sulla linea di confine, un’antica chiesetta risalente al XVI secolo (1542), al centro di una prospettiva panoramica che spazia a 360 gradi su una stupenda cerchia di monti. Se le notizie sulle origini di questa bella costruzione religiosa sono molte vaghe, se ne possono comunque indovinare le ragioni considerando le caratteristiche e l’economia della zona nella loro evoluzione. I percorsi di crinale, su questo e altri passi dell’Alto Lario, sono stati frequentati e privilegiati, per motivi di sicurezza, sin dalla protostoria, ma è soprattutto in epoca romana e medioevale che si sviluppano sentieri trasversali che collegano vallate su fronti opposti, creando una ‘rete’, dotata di punti segnaletici e di riparo più o meno rudimentali, su cui si ampliano successivamente strutture più elaborate, a supporto dei pastori nelle loro transumanze e dei portatori che trasportano prodotti e materiali da una zona all’altra. Possiamo immaginare che inizialmente sul passo del San Lucio sorgesse solo un semplice altare votivo, dove i viandanti offrivano oboli per propiziarsi la sicurezza del cammino, e che per fasi successive venisse ampliato sino all’articolata costruzione (con navata centrale, campanile quadrangolare e portico) che oggi possiamo ammirare. Tuttora, tutti gli anni il 12 agosto, si continua a celebrare la festa di San Lucio, considerato il protettore dei casari e spesso ritratto, secondo l’iconografia tradizionale, con una forma di formaggio.

Proponiamo 2 alternative per raggiungere il passo di San Lucio, dal versante italiano e da quello svizzero. L’italiana Val Cavargna presenta un territorio montano più spoglio, anche a causa della secolare attività di lavorazione del ferro, che ha impoverito i boschi, lasciando però un patrimonio di storia locale e sociale che è ben raccontato nel Museo della Valle di Cavargna. L’itinerario dalla Val Colla ci immerge invece in un ambiente boschivo davvero suggestivo, che merita forse qualche punto in più.

1) Itinerario da Bogno (Val Colla – Lugano): Da Lugano risaliamo la vicina Val Colla fino al paese di Bogno, dove lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio centrale. Pochi metri più avanti sul lato sinistro della strada notiamo il segnavia bianco/rosso che segnala l’inizio del sentiero per il San Lucio: prendiamo dunque a salire l’ampia scalinata che in pochi minuti ci porta fuori dal paese in mezzo al bosco. Abbiamo scelto di percorrere il versante destro (orografico) della Valle, quello che guarda a mezzogiorno: è ottobre e i chiari raggi del sole accendono le chiome colorate degli alberi – bellissimo! Superiamo senza difficoltà qualche torrente e volgendoci indietro ammiriamo i morbidi declivi di questa piccola valle luganese mentre sullo sfondo si impone il profilo delle cime alpine già innevate, dominatore su tutte il massiccio Monte Rosa. Camminiamo da circa un’ora e il bosco misto ha lasciato posto a una meravigliosa faggeta: alcuni di questi alberi plurisecolari hanno tronchi davvero giganteschi. Il sentiero non presenta nessuna difficoltà, è molto curato e segue un tracciato decisamente confortevole. Dopo circa un’ora e un quarto (dall’inizio) usciamo fuori dal bosco, allo scoperto sotto l’intenso blu del cielo: davanti a noi distese di prati e pascoli ancora verdeggianti. Qualche morbido rilievo ed eccoci all’Alpe Cottino (1441 m), raggiunta anche dalla strada sterrata che sale da Certara (ottimo itinerario per ciclisti): siamo a soli 10 minuti dalla meta ma il campanile della chiesa di San Lucio si fa vedere solo all’ultimo momento, nascosto com’è appena sotto il crinale che segna il confine tra Svizzera e Italia (1542 m). Qui abbiamo la scelta se fermarci a pranzo in uno dei 2 rifugi posti a pochi metri l’uno dall’altro oppure proseguire per la cima del Monte Garzirola che con i suoi rispettabili 2116 m soddisfa le esigenze degli escursionisti più sportivi. Il rifugio San Lucio (italiano), da tempo ristrutturato con cura dalla Comunità Montana della Val Cavargna (era una caserma della Guardia di Finanza), è aperto tutto l’anno (nei weekend) ed è dotato di confortevoli camerette e un’accogliente sala da pranzo.

Per informazioni e prenotazioni telefonare al: 335-476129.

Per il Garzirola seguiamo l’ampio e panoramico sentiero di crinale che offre splendide inquadrature a tutto campo sugli innumerevoli rilievi dei distretti di Lugano e di Como: questo tratto aggiuntivo (oltre 500 m di dislivello in più) è veramente meritevole e appagante per la bellezza del panorama e non presenta difficoltà alpinistiche (solo qualche roccetta nel tratto finale). Qua e là cippi di confine e rimasugli di filo spinato ci ricordano che fino a qualche decennio fa su questa linea di frontiera si combattevano non scontri di eserciti ma l’intricata, tragicomica battaglia tra finanzieri e contrabbandieri.
Questo stesso itineraio si presta per una piacevolissima e facile ciaspolata invernale.

2) Itinerario dalla Val Rezzo/Val Cavargna: questa passeggiata parte da Buggiolo in Val Rezzo, dove arriviamo in auto e parcheggiamo; l’escursione sarebbe fattibile anche con mezzi pubblici (prendendo però il sentiero da Cavargna) ma per chi viene da Milano, sarebbe davvero un’eccessiva perdita di tempo. Con l’auto conviene prendere l’autostrada Como-Lugano, uscire a Lugano Sud, poi direzione Gandria/Porlezza.
Il minuscolo paese di Buggiolo ha un’aria piuttosto abbandonata, i residenti rimasti ad abitare stabilmente non devono essere più di qualche decina.
Un tempo in queste valli, decisamente appartate, incuneate tra il lago di Como e quello di Lugano, una delle principali attività economiche era costituita dall’estrazione e lavorazione del ferro: il combustibile per attivare i forni era dato dal carbone di legna e questo comportò purtroppo un certo impoverimento dei boschi, che secoli addietro dovevano ricoprire tutti i versanti. Sono vallate relativamente isolate e fuori dai grandi flussi turistico-escursionistici: proprio per questo hanno un certo fascino speciale e meritano di essere visitate.
A Buggiolo l’imbocco del sentiero non è esplicitamente indicato (si capisce subito che NON siamo in Svizzera), comunque dove finisce la strada asfaltata e inizia la sterrata, quello è il sentiero: è difficile sbagliare.
La salita è molto tranquilla e il panorama si fa sempre più arioso e suggestivo man mano che si procede. Si arriva alla chiesetta di San Lucio in meno di 2 ore andando molto placidamente. A poche decine di metri l’uno dall’altro si trovano due rifugi: quello italiano e quello svizzero. Mentre i gitanti più rilassati fanno tappa al rifugio e terminano con uno spuntino la loro salita, i più attivi possono proseguire e salire al monte Garzirola (2116 m.).
Il ritorno a Buggiolo si effettua sullo stesso sentiero dell’andata.

Percorso by passolento.it