Scoprire Como attraverso le antiche e nuove case, i palazzi, le strade strette, le corti nascoste, le torri, le mura medievali e le sue belle chiese. Si inizia da Piazza Cavour, dove sorge l’Hotel Metropole & Suisse (1846), con interventi novecenteschi di G. Terragni, e di fronte i palazzi neogotici in stile veneziano. Attraverso i Portici Plinio (1850), si raggiunge Piazza del Duomo, con la Torre civica (XII/XIII sec), il Broletto (1215) e la superba Cattedrale (dal 1400 al 1800), raro esempio di fusione di tre stili diversi.

Dalla Via Pretorio, dopo la chiesa di S. Giacomo (XI sec), ecco Piazza Verdi, dove lo sguardo spazia tra la Torre Pantera, (XIII sec.), le absidi del Duomo (XV e XVI sec.), il Teatro Sociale (1813), le mura medievali e l’ex Casa del Fascio (1936). Su tutto domina la collina di Brunate, punteggiata dalle sue belle ville e dagli ex Grand Hotel, memori dei fasti della Belle Epoque.
Da Via Maestri Comacini arriviamo in Via Vittorio Emanuele, dove si affacciano edifici settecenteschi, con bei portali in marmo e balconcini in ferro battuto, case medievali con pareti in pietra e bifore, accanto ad altri in stile floreale.
Ecco l’originale abside della Basilica romanica di San Fedele (XII sec.) di fronte alla quale sorge Palazzo Cernezzi, sede del Municipio, restaurato in forme sobrie nel Cinque-Seicento.
All’angolo meridionale è inglobata una torre duecentesca. Attraverso uno dei due deambulatori della basilica si sbuca nell’omonima raccolta piazza, dove coesistono pregevoli case di abitazione del XVI sec. a pan de bois ed altre in pietra di Moltrasio o neogotiche.
S’imboccano ora le stradine del centro storico, a destra un bell’esempio di casa fortezza medievale, più avanti l’imponente Palazzo Natta (XVI sec.) nella via omonima, poi si procede a zigzag fino alla Via C. Cantù. Qui gli edifici ed i palazzi sono da ammirare in sequenza, e tra l’uno e l’altro, piccoli angoli d’altri tempi, profumi di dolci e di caffè, una farmacia dell’Ottocento. Prima di arrivare alla maestosa Porta Torre (XII sec.), a destra la casa del visionario architetto futurista Antonio Sant’Elia (1915), con sue decorazioni, poi Palazzo Martignoni, con inserti in cotto dell’Ottocento e di fronte il Liceo classico (XVIII sec.) che ingloba la chiesa barocca di S. Cecilia.

Al di là della torre, ecco a destra e a sinistra le mura e le torri medievali, è la città murata con la cornice delle colline tutt’intorno.
Girando a destra, prendere la seconda strada a destra, Via A. Volta, abbellita da una serie ininterrotta di edifici nobiliari con ampi cortili dal ‘700 ad oggi. Al n° 87 gli antichi Magazzini del sale, al n° 72 la sede delle Seterie Mantero in stile neogotico, al n° 64 Casa Fusoni, già dei Della Torre di Rezzonico, con cornici decorative in cotto, al n° 85 Palazzo Mugiasca con erme che sorreggono il tetto, al n° 60/62 la Casa natale di Alessandro Volta, in un decoroso stile neoclassico, fino ad arrivare al medievale Palazzo dei Vicedomini, all’angolo tra Via Volta e Via Indipendenza.

Percorrendo quest’ultima a destra, raggiungere la via Adamo del Pero, dove al n° 6 sorge il bel Palazzo del Pero, con stemma della famiglia, la cui facciata è probabilmente duecentesca, poi, in direzione del lago, percorrere le viuzze osservando i bei portali, come quello della casa della baronessa Zacco di Pirrera, al n° 1, le corti interne, gli ambienti restaurati del Café Fleur, la Via Tatti, con in fondo un edificio dalle cornici rosa alle finestre, di gusto barocchetto, mentre in Via Cinque Giornate 29 il palazzo che fu già sede della Municipalità di Como dal 1663 fino al XIX sec. S’imbocca ora la stradina medievale Via Vittani, dove ai n. 22/24 sorge Palazzo Vittani, dalla facciata a fasce alternate bianche e nere, e di fronte Palazzo Sangiuliani, con facciata duecentesca, due bifore al primo piano e una al secondo, più avanti la Torre Demorata dei Vittani, abbassata per ordine dei Rusca, oltre ad antichi negozi, come la Galleria Lopez e ad osterie dai sapori di un tempo. Sfociando in Via Muralto, prendere a sinistra in via Olginati per ammirare al n° 3 la Casa Bazzi, il più compiuto esempio di restauro in città murata. E’ il risultato dell’aggregazione di tre case medievali, visibile nella corte interna (solo con visita guidata), che vanno dal XII al XVII sec.
Eccoci ora in Piazza Volta, su cui si affacciano edifici restaurati di vari secoli, come Palazzo Olginati-Rovelli al n° 56, dove dormì Giuseppe Garibaldi. Poi, attraverso i portici medievali di Via Fontana, si ritorna in Piazza Cavour.

Percorenza: 2 ore/2 ore e 30 (Percorso a piedi)