Il Como dopo i play-off: i dirigenti già al lavoro per programmare il futuro

0
968

Nessun festeggiamento ufficiale, solo una cena tra giocatori e staff tecnico per chiudere la stagione. Il Como da domenica sera è ufficialmente in vacanza in attesa di buone notizie. Le stesse che si aspettano dirigenti, atleti e tifosi. Ma che non arriveranno a breve. “Perchè siamo in Italia – precisa il consulente tecnico Ninni Corda – e non ci sono certezze per diverse settimane. Ma noi continuiamo a credere fortemente nella possibilità di essere ripescati in Lega Pro e su questo stiamo lavorando. Anche se non abbiamo escluso anche l’ipotesi peggiore, ma a questa nessuno ci pensa“.

Insomma, il Como per salire in serie C di calcio – dopo questa stagione di purgatorio in serie D – ora può solo sperare. Tempi ? Non prima di tre/quattro settimane per una indicazione importante, la conferma potrebbe arrivare anche a luglio. Ma la squadra, intanto, è andata in vacanza con l’intenzione di ritrovarsi qui a ripartire dalla Lega Pro.

Per questo, però, serve che qualche club di serie C (o Lega Pro) deve alzare bandiera bianca per difficoltà economiche. L’accesso diretto dalla D era previsto solo in caso di successo nel campionato, cosa che ha fatto il Gozzano a discapito proprio del Como nell’ultima di campionato. E, dunque, in serie superiore ci sono i piemontesi. Il Como è costretto a sperare nelle disgrazie altrui: in lizza per il ripescaggio nell’ordine Campodarsego (che ha già annunciato il no a questa ipotesi), poi Cavese e gli azzurri, terzi della graduatoria e con buone chances si rimettere il piede tra i professionisti. Un riscatto non solo per lo sport, ma anche per tutta la città.